Libia: un membro del Consiglio presidenziale in visita a Roma

Pubblicato il 15 settembre 2021 alle 11:50 in Italia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il vice presidente del Consiglio Presidenziale libico, Abdullah al-Lafi, ha svolto una visita a Roma, il 14 settembre, dove ha tenuto incontri, tra gli altri, con il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, e la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.

I colloqui con Lamorgese hanno preso in esame una serie di questioni di mutuo interesse, tra cui immigrazione illegale, tratta di esseri umani, lotta alla criminalità organizzata, aumento dell’efficienza dei quadri della sicurezza, oltre a crisi afghana e contrasto alla minaccia terroristica. Nel corso del meeting, al-Lafi ha messo in luce la necessità di continuare a cooperare in materia di sicurezza, rispondendo agli interessi di entrambi i Paesi, definiti “alleati”, e ha elogiato l’Italia per quanto svolto sinora nel quadro della cooperazione congiunta, soprattutto a livello economico e sociale. Il vicepresidente libico ha poi evidenziato il ruolo svolto dal Consiglio presidenziale per aprire canali di dialogo con gli attori libici coinvolti, al fine ultimo di garantire lo svolgimento delle elezioni di dicembre, e per favorire la liberazione di quei prigionieri contro cui erano state emesse sentenze in precedenza.

La ministra italiana, da parte sua, ha messo in luce gli sforzi profusi da Tripoli per contenere fenomeni quali la tratta di esseri umani e l’immigrazione illegale, oltre all’applicazione dei protocolli di sicurezza già approvati, ma ha sottolineato che la Libia è “soprattutto un Paese di transito dei flussi migratori”. A tal proposito, è stato preso in esame il progetto comune che, anche in collaborazione con l’Organizzazione mondiale per le migrazioni, ha l’obiettivo di incrementare le capacità operative delle autorità libiche per controllare la frontiera meridionale del Paese. Non da ultimo, è stato evidenziato come Libia e Italia continuino a collaborare per la realizzazione di una serie di progetti precedentemente concordati, tra cui quello relativo all’autostrada costiera Ras Ejdyer-Emsaad.

Di Maio ha anch’egli riaffermato “il convinto sostegno dell’Italia” per la stabilizzazione della Libia e la determinazione di Roma a “collaborare con l’autorità ad interim e con tutte le articolazioni dello Stato libico, per sostenere le prossime fasi del processo politico”. In tale quadro, le elezioni programmate per il 24 dicembre prossimo rivestono una particolare importanza, in quanto volte a garantire stabilità e sviluppo a lungo termine. Pertanto, per il capo della diplomazia italiana, è necessario “un approccio inclusivo e costruttivo di tutte le istituzioni libiche per la definizione di una cornice legislativa e costituzionale condivisa per lo svolgimento delle elezioni”. L’Italia si è altresì detta a sostegno del processo di riconciliazione intra-libica e della stabilizzazione del Sud del Paese, con attenzione anche alla regione del Fezzan. Infine, nel ribadire “la volontà italiana di consolidare ulteriormente il percorso di rilancio del partenariato italo-libico”, Di Maio ha messo in luce la necessità di attuare a pieno l’accordo di cessate il fuoco, “a partire dal ritiro di tutti i combattenti e mercenari stranieri” dalla Libia.

Al-Lafi è originario di Zuwara, una delle città libiche da cui i migranti sono soliti partire verso le rotte migratorie del Mediterraneo. Al pari delle altre autorità esecutive, egli è stato nominato come vicepresidente del Consiglio presidenziale libico il 5 febbraio, da parte del Forum di dialogo politico, per rappresentare la regione della Tripolitania, affiancando Mohamed al-Menfi, capo del Consiglio presidenziale, e Musa al-Koni, l’altro vicepresidente.

Uno degli ultimi incontri Italia-Libia risale all’8 settembre, data della visita a Roma di Khaled al-Mishri, capo dell’Alto Consiglio di Stato. Anche al-Menfi si è recato in Italia dopo la sua nomina, il 22 giugno. In tale occasione, tra le personalità incontrate vi sono state il primo ministro italiano, Mario Draghi, e il capo di Stato, Sergio Mattarella, con cui si sono tenuti colloqui alla vigilia di un altro meeting atteso a livello internazionale, la cosiddetta Conferenza di Berlino 2.

Prima di Menfi è stato il premier, Abdulhamid Dabaiba, a recarsi in Italia, il 31 maggio scorso, per una visita svolta in concomitanza con il Business Forum italo-libico, dal titolo: “La nuova Libia si presenta alle imprese italiane”. Nel discorso di apertura del Business Forum, il capo dell’esecutivo ad interim ha evidenziato come l’Italia sia tra i migliori partner della Libia in ambito petrolifero così come in quello infrastrutturale. Negli ultimi anni, il volume di scambi commerciali ha subito una riduzione, ma, a detta del premier libico, l’obiettivo ora è incrementarlo nuovamente. L’Italia, da parte sua, si è impegnata a fornire sostegno anche in campo sanitario, attraverso la costruzione di ospedali, l’invio di personale sanitario e la ricezione di bambini malati di cancro. A livello energetico, invece, la cooperazione con la Libia, definita un “grande partner” nel settore, riguarderà anche le energie rinnovabili, un ambito in cui le aziende italiane sono pronte a lavorare.

Prima ancora, Draghi si era recato a Tripoli, il 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia. Questa si è tenuta dopo che, il 30 marzo, il ministro degli Esteri Di Maio aveva annunciato l’apertura di un consolato italiano a Bengasi e di un consolato onorario nel Sud della Libia. Tale mossa è stata successivamente confermata dall’omologa libica, Najla al-Mangoush, al termine della sua visita in Italia del 22 aprile

Al momento, la Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni di dicembre. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive  e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nord- africano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA).

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.