Libia: scontri tra le forze di Haftar e i gruppi di opposizione del Ciad

Pubblicato il 15 settembre 2021 alle 10:02 in Ciad Libia

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Fonti dei gruppi di opposizione ciadiani hanno riferito di battaglie al confine meridionale della Libia, dalla mattina del 14 settembre, che hanno visto i propri membri scontrarsi con le forze dell’Esercito Nazionale libico (LNA), tuttora guidato dal generale Khalifa Haftar. Quest’ultimo, da parte sua, ha parlato di una “operazione militare” al confine, volta a prendere di mira mercenari del Ciad stanziati all’interno dei territori libici.

Secondo quanto affermato dal Front pour l’Alternance et la Concorde au Tchad (FACT), membri della “Brigata Tareq bin Ziyad”, affiliata all’LNA, coadiuvati da “assistenti sudanesi”, hanno attaccato le proprie postazioni al confine libico-ciadiano, sotto la supervisione delle forze speciali dell’esercito francese di stanza in Libia. A tal proposito, è stato specificato che cinque ufficiali francesi sono stati incaricati di sparare colpi di mortaio contro le postazioni dei ribelli ciadiani. A detta del Fronte, l’obiettivo dell’attacco era arrestare e/o uccidere il capo del Consiglio Esecutivo di FACT, Mahamat Mahdi Mahdi, ma il tentativo è fallito e, al-Mahdi, al momento, sta bene e ha guidato le successive operazioni di combattimento e rastrellamento.

Nella sua dichiarazione, FACT ha parlato di 11 morti e 10 feriti tra gli “assalitori”, mentre 4 dei suoi membri sono rimasti uccisi a seguito di quello che è stato definito un attentato. Parallelamente, sono stati distrutti veicoli e attrezzatura militare per ambo le parti. Il Fronte ha poi accusato la Francia di aver “violato la sovranità del Ciad”, imponendo e sostenendo l’accordo in materia di lotta al terrorismo. Inoltre, Parigi è stata accusata di aver violato il cessate il fuoco stabilito il 2 maggio scorso.

L’LNA, da parte sua, ha riferito che le proprie forze hanno condotto un’operazione militare nel Sud della Libia e, nello specifico, nell’area soprannominata “Turbo”. A detta dell’Esercito di Haftar, la task force speciale del maggiore generale Tariq bin Ziyad” è riuscita, durante gli scontri, a distruggere diversi veicoli militari del rivale ciadiano, uccidendo coloro che erano all’interno. Parallelamente, un membro dell’LNA ha perso la vita.

Sin dall’uccisione del presidente ciadiano, Idriss Deby, il 19 aprile 2021, l’esercito libico ha messo in allerta le proprie forze al confine con il Ciad per impedire l’ingresso e l’uscita delle milizie ribelli locali. A tal proposito, a giugno scorso, un convoglio appartenente alle milizie di Haftar e proveniente dall’Est della Libia era stato visto arrivare nella base aerea di Tamanhent, e, secondo alcune fonti, era pronto a lanciare una campagna antiterrorismo nel Sud del Paese. Poi, il 20 giugno, è stata ufficialmente lanciata una “operazione anti-terrorismo” nei territori Sud-occidentali della Libia.

È stato il capo della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL), Jan Kubis, ad affermare, il 21 maggio, che la morte del presidente Deby, ucciso da un gruppo di ribelli, è un segnale della correlazione tra la sicurezza della Libia e quella dell’intera regione. Nello specifico, i frequenti movimenti di gruppi armati e terroristi attraverso confini incontrollati, a cui si aggiungono i flussi migratori di rifugiati e migranti economici, talvolta per mezzo di reti criminali, rischiano di provocare maggiore instabilità e insicurezza. Considerazioni simili erano state fatte anche dal ministro degli Esteri del Ciad, Oumar Ibn Daoud, il 20 aprile, il quale aveva messo in guardia dai mercenari che dalla Libia giungono in Sahel, mettendo a repentaglio i risultati ottenuti sinora nella lotta al terrorismo.

Le fazioni dell’opposizione ciadiana nate dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi risultano essere ancora attive in vaste aree del Sud della Libia e controllano la maggior parte degli snodi di contrabbando. Queste sono poi state accusate di diversi crimini contro la popolazione locale, tra cui “rapimento e furto”, oltre al traffico di esseri umani, carburante e droga. Anche secondo un Gruppo di esperti delle Nazioni Unite, nel Sud della Libia sono di stanza gruppi armati ciadiani, entrati a far parte della vita sociale, e città come Hun e Marzouk stanno assistendo alla presenza di un numero crescente di militanti ciadiani. Il FACT si è stabilito soprattutto nella regione di Jufra, mentre il Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR) ha postazioni nella zona di confine tra Libia e Ciad, nella regione di Kouri Bogodi.

Il Ciad è stato un alleato chiave dell’Occidente nella lotta contro il jihadismo nella regione del Sahel. Il Paese ospita una base militare francese, dalla quale partono diverse operazioni antiterrorismo. A tale proposito, in una dichiarazione televisiva, il generale Bermandoa, aveva riferito ad aprile che i ribelli locali stavano cercando di collaborare con “diversi gruppi di jihadisti e trafficanti che hanno servito come mercenari in Libia”. “Di fronte a questa situazione che mette in pericolo il Ciad e la stabilità dell’intera della regione, questo non è il momento per la mediazione o la negoziazione con i fuorilegge”, aveva aggiunto, in riferimento al fatto che il Consiglio Militare ha rifiutato qualsiasi tipo di dialogo con i ribelli responsabili della morte dell’ex presidente Idriss Deby. Il leader del Fronte per l’Alternanza e la Concordia in Ciad,  Mahamat Mahdi Ali, ha tuttavia dichiarato, a fine luglio, che il gruppo è pronto a partecipare al dialogo politico nazionale. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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