Russia: Putin non intende discutere di Crimea con Zelensky

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 6:44 in Russia Ucraina

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Il Cremlino ha dichiarato, lunedì 13 settembre, l’impossibilità di tenere un incontro di alto livello tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, finché quest’ultimo continuerà a discutere di Crimea.

A riportare le dichiarazioni rilasciate dal portavoce del Cemlino, Dmitry Peskov, il medesimo lunedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. “No, sarebbe fuori questione [discutere di Crimea] qualora l’argomento fosse sollevato”, ha riferito Peskov, aggiungendo che sarebbe impossibile tenere un vertice incentrato sulla sovranità della penisola. Tuttavia, i colloqui potrebbero concretizzarsi nel caso in cui Zelensky intendeva discutere di come attuare pienamente gli accordi di Minsk, nonché le decisioni prese a margine del Vertice di Parigi, svoltosi il 30 aprile 2020 alla presenza del Quartetto Normandia. Quest’ultimo include Russia, Ucraina, Francia e Germania. Il commento è giunto dopo che Kiev aveva dichiarato di programmare di affrontare la questione Crimea durante potenziali negoziati con Mosca. Nello specifico, il portavoce di Zelensky, Sergei Nikiforov, ha rivelato che il presidente ucraino è pronto a tenere un incontro con Putin in qualsiasi momento per discutere questioni relative ai territori occupati dalla Federazione, inclusa la Crimea.

Anche nel mese di aprile, dopo l’escalation nel Donbass, Zelensky ha tentato di incontrare il capo del Cremlino per discutere del conflitto nell’Ucraina Orientale. Nel dettaglio, il 20 aprile, il leader ucraino ha esortato Putin a incontrarsi nel Donbass, lungo la linea di contatto, dove “si sta consumando la guerra”.  La risposta di Mosca è giunta il 22 aprile, quando Putin ha dichiarato che avrebbe accettato l’incontro solo sarebbe stato focalizzato sul ripristino delle relazioni bilaterali tra Russia e Ucraina. Dall’altra parte, se l’intenzione di Kiev era quella di discutere della situazione nel Donbass, Putin ha affermato che il vertice russo-ucraino non sarebbe stato il format adeguato. “Prima di tutto dovrebbe incontrare i leader delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk” ha spiegato, aggiungendo che i colloqui con i Paesi terzi, ovvero la Russia, dovrebbero tenersi solo in un secondo momento.

La Crimea è diventata una regione russa nel marzo del 2014,  a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina, il quale ha innescato un conflitto armato interno nel Sud-Est del Paese. Mosca ha ribadito più volte che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”. L’Ucraina, dal canto suo, considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. Della stessa posizione sono Stati Uniti e Unione Europea. In seguito all’annessione illegale delle regioni ucraine, Kiev portò Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto, sono state riportate quasi 13.000 vittime.

È importante tenere a mente l’organizzazione territoriale e normativa prevista da Kiev per comprendere perché l’Ucraina definisce “illegittimo” il referendum del marzo 2014. L’area della Repubblica di Ucraina è suddivisa in 27 regioni, di cui 24 province, una repubblica autonoma, la Crimea, e due città con statuto speciale, Kiev e Sebastopoli. La Crimea, grazie al suo status speciale, ha una propria Costituzione, approvata nel 1998. Quest’ultima è andata a sostituire quella del 1992 che conferiva un maggiore grado di autonomia alla Crimea. Stando a quanto contenuto nel documento normativo del ’98, la Crimea ha continuato ad avere un certo grado di autonomia, tuttavia, il Parlamento ucraino può porre il veto a qualsiasi legge approvata dal Consiglio Supremo della Repubblica autonoma di Crimea. In questo caso, le autorità di Kiev non hanno considerato “valide” le elezioni del 2014.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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