Paesi Baltici e Polonia partecipano alla prima riunione storica

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 18:41 in Lituania Polonia Repubbliche Baltiche

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Mentre Russia e Bielorussia continuano le manovre bilaterali su larga scala, Zapad-2021, i ministri degli Esteri e della Difesa di Polonia, Estonia e Lituania si sono riuniti a Riga, per incontrare le controparti lettoni, martedì 13 settembre. Si tratta di un summit senza precedenti, indetto per discutere della risposta da adottare per contrastare le “minacce convenzionali e ibride” di Mosca e Minsk, nonché per approfondire le consultazioni e il coordinamento dal punto di vista della sicurezza e della difesa di Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia.

L’incontro si è concentrato sul rafforzamento della capacità di deterrenza e di difesa delle Repubbliche Baltiche e della Polonia, nonché sulle ultime sfide alla sicurezza regionale, come la crisi migratoria alimentata dalla Bielorussia. I ministri dei suddetti Paesi hanno ribadito la necessità di attuare in pieno gli ultimi punti del progetto strategico NATO 2030, concordati durante la riunione dei capi di Stato dell’Alleanza Atlantica, svoltasi a Bruxelles, il 14 giugno scorso. I funzionari dei Paesi Baltici e della Polonia hanno anche sottolineato che tale vertice ha riconfermato l’unità transatlantica e l’impegno dei Paesi membri. Secondo quanto riferito durante l’incontro del 13 settembre, uno degli attuali compiti della NATO è la revisione del Concetto strategico del blocco. Tale documento è legato ad un progetto che ha avuto inizio nel dicembre 2019 e dovrebbe essere approvato ufficialmente durante il prossimo incontro tra capi di Stato e di governo dell’Alleanza, previsto a Madrid nel 2022.

Particolare attenzione è stata dedicata alla strategia per la difesa collettiva e per la deterrenza, come ha osservato il ministro degli Esteri della Lettonia, Edgars Rinkevics. Durante i colloqui, i Paesi hanno dunque ribadito l’importanza della “costante presenza” degli Stati Uniti e degli Alleati nelle regioni “chiave”, poiché solo in tal modo è possibile garantire una deterrenza completa delle minacce. Si tratta di una “delle priorità della politica estera e di sicurezza della Lituania. Dati i cambiamenti nell’ambiente di sicurezza, sarebbe gradito il dispiegamento di ulteriori truppe alleate nella regione”, ha affermato il ministro degli Affari Esteri della Lituania, Gabrielius Landsbergis. Inoltre, tenendo in considerazioni “le sfide provenienti dall’Est”, i rappresentanti si sono detti d’accordo sul rafforzamento del sostegno offerto ai partner più stretti, i quali subiscono “la pressione e l’influenza” della Russia. Tra questi, sono state citate la Georgia e l’Ucraina, verso cui sarebbe ottimale adottare una strategia di politica di partenariato della NATO.

I ministri di Estonia, Polonia, Lettonia e Lituania hanno poi posto sul tavolo dei negoziati le esercitazioni militari congiunte russo-bielorusse di Zapad-202, nonché le “minacce convenzionali e ibride” adottate dal regime bielorusso. Quanto al secondo punto, il ministro degli Esteri lettone ha ribadito che il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, si sta servendo della migrazione come “arma ibrida”, alimentando i flussi illegali verso i Paesi europei. Pertanto, secondo Rinkevics è necessario approfondire ulteriormente la cooperazione con gli Alleati della NATO e i partner dell’UE. Lo scopo, ha continuato il ministro lettone, è quello di elaborare soluzioni specifiche per migliorare la resistenza della regione, anche attraverso un maggiore sostegno finanziario volto al rafforzamento delle infrastrutture poste lungo il confine esterno dell’UE. “L’aspetto preoccupante è che il regime bielorusso non rinuncerà a tali tattiche, quindi siamo pronti per fronteggiare ancora più pressioni migratorie. Tuttavia, siamo consapevoli che stiamo difendendo non solo il nostro confine nazionale, ma anche il confine di l’Unione Europea”, ha detto il ministro degli Esteri polacco, Zbigniev Rau, aggiungendo che i Paesi si aspettano un maggiore supporto dall’Unione europea. Infine, i rappresentanti dei vari Paesi hanno rivelato che le manovre Zapad-2021, che si stanno svolgendo lungo il confine che la NATO condivide con la Bielorussia, confermano la vicinanza di Mosca e Minsk. A tal proposito, è stato posto l’accento sugli ultimi sviluppi dello “Stato dell’Unione russo-bielorussa”, concordati a margine del vertice del 9 settembre tra Lukashenko e il presidente del Cremlino, Vladimir Putin. I due leader hanno formalizzato le 28 roadmap necessaire per istituire un mercato unificato del petrolio e del gas, per approfondire l’integrazione economica dei due Paesi. 

 

Le manovre di Minsk e Mosca sono di natura difensiva e mirano a garantire la sicurezza lungo i loro confini Occidentali. Tali chiarimenti sono stati offerti dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, il quale ha altresì rivelato che la Russia intende dispiegare ingenti quantità di aerei militari in occasione di Zapad-2021. Il suddetto Dipartimento russo ha annunciato che, in totale, Zapad-2021 coinvolgeranno fino a 200.000 soldati. Per quanto riguarda il dispiegamento di attrezzatura bellica, è importante citare la presenza di circa 80 velivoli, tra aerei da guerra ed elicotteri e fino a 760 unità di equipaggiamento militare. Nell’ultima categoria vi rientrano circa 290 carri armati, 240 cannoni, lancia missili, mortai, e oltre 15 navi.

A partire dal mese di agosto, LituaniaLettonia e Polonia hanno iniziato a registrare un brusco aumento di immigrati irregolari provenienti dal confine con la Bielorussia. Questo ha portato i tre Paese a rafforzare le recinzioni lungo la frontiera, a dispiegare militari e a indire lo stato di emergenza. Analoghe misure sono state adottate dal leader bielorusso, il quale ha incaricato le forze di sicurezza di Minsk di porre una stretta sui controlli lungo il medesimo confine. Nel corso della mattinata del 5 agosto, il capo di Stato di Minsk ha poi annunciato la totale chiusura dei confini con la Lituania. Secondo Lukashenko, tale misura è necessaria poiché si tratta dell’unica soluzione per porre fine all’afflusso di clandestini da Sud e da Ovest.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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