L’Ucraina riceverà 750 milioni di dollari dall’FMI

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 14:43 in Europa Ucraina

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Il primo ministro dell’Ucraina, Denys Shmygal, ha annunciato, martedì 14 settembre, che Kiev prevede di ricevere a dicembre la prossima tranche di assistenza finanziaria del Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre a novembre i 600 milioni di euro previsti dall’Unione Europea.

Tali dichiarazioni, rilasciate durante una conferenza stampa, sono state riportate dall’agenzia di stampa Reuters, il medesimo martedì. Per quanto riguarda i fondi dell’FMI, la quota che l’Ucraina riceverà ammonta a 750 milioni di dollari e fa parte di un più ampio pacchetto di aiuti dal valore totale di 5 miliardi di dollari. Shmygal ha affermato che l’Ucraina ha soddisfatto tutte le condizioni avanzate dall’FMI per ottenere i finanziamenti, che sono da collocare nel quadro del programma di assistenza, sottoscritto nel 2020. Inoltre, il premier di Kiev ha rivelato che sabato 18 settembre è previsto un incontro con i vertici dell’FMI per discutere delle riforme implementate dall’Ucraina. Queste ultime rientrano tra le precondizioni avanzate dal Fondo Monetario Internazionale per ottenere il denaro. Quello di sabato “sarà l’ultimo incontro prima dell’emissione della prossima tranche: abbiamo soddisfatto tutte le condizioni, tutti i parametri di riferimento enunciati nel memorandum con l’FMI”, ha affermato Shmygal, ribadendo di essere speranzoso sull’esito del prossimo bilaterale.

In tale quadro, è importante sottolineare che, l’Ucraina è uno dei Paesi più poveri del blocco europeo e la sua condizione si è fortemente aggravata, nel 2020, a causa della recessione economica legata alla pandemia. Nell’ambito del programma del FMI, l’Ucraina ha ricevuto 2,1 miliardi di dollari l’anno scorso ma, non avendo attuato tutte le riforme necessarie, non ha ricevuto le tranche successive poiché l’ente aveva congelato temporaneamente il versamento del finanziamento.

Il programma di assistenza finanziaria dell’FMI, dalla durata di 18 mesi, è stato concordato, il 9 giugno del 2020, dal Comitato esecutivo del Fondo monetario internazionale (FMI). La prima tranche da 2,1 miliardi di dollari è stata erogata il giorno successivo, il 10 giugno. Era da tempo che l’amministrazione presidenziale del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, attendeva il via libera dal dipartimento dell’FMI. Inizialmente, Kiev mirava ad ottenere un Extended Fund Facility, ovvero un programma triennale che imponeva al Paese Est-europeo di attuare importanti riforme strutturali. Tuttavia, l’Ucraina non è riuscita a ricevere l’approvazione per il pacchetto, ma ha ricevuto un programma standard di sussidio che solitamente è previsto per un Paese in crisi finanziaria.  

Per quanto riguarda le precondizioni, l’FMI ha posto l’accento su due riforme chiave ed imprescindibili. La prima fa riferimento ad una legge sul mercato fondiario, che è stata adottata dal Parlamento ucraino nel marzo 2020. La seconda riguarda l’implementazione di una legge per regolamentare la trasparenza del sistema bancario del Paese. L’emendamento, approvato nel maggio 2020, vieta agli ex proprietari delle 104 banche ucraine andate in bancarotta di poter ottenere nuovamente la gestione degli istituti finanziari.  Nel dettaglio, attraverso la seconda riforma, il Parlamento di Kiev mirava a ridurre l’influenza che i precedenti amministratori delegati potevano esercitare sulla più grande banca del Paese, la Privatbank. Inoltre, gli ex amministratori insistevano affinché l’istituito tornasse sotto la loro gestione, nonostante l’opposizione della Banca Nazionale del Paese.  Tra le altre clausole imposte dal Fondo Monetario Internazionale, vi sono anche quelle di natura macroeconomica. Queste ultime, quali il deficit di bilancio e il tasso di cambio, non hanno turbato la presidenza di Zelensky.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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