Libia: ribadita l’importanza di elezioni e bilancio unificato

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 12:22 in Libia Marocco

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Il Regno del Marocco ha ribadito l’importanza di tenere elezioni in Libia nella data stabilita, il 24 dicembre, in quanto rappresentano l’unica via d’uscita dalla crisi. Nel frattempo, le Nazioni Unite hanno evidenziato che la mancata approvazione della legge di bilancio unificato ha ulteriormente deteriorato condizioni e servizi del Paese Nord-africano.

Le dichiarazioni di Rabat sono giunte il 13 settembre, a margine di un incontro tra il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, e l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Jan Kubis, altresì capo della Missione di Sostegno UNSMIL. In particolare, Bourita ha affermato che la crisi libica può essere risolta solo attraverso le elezioni, in quanto si tratta di una crisi legata alla legittimità e, pertanto, la soluzione è da ritrovarsi in un “esercizio di democrazia” da parte dei libici stessi, nel rispetto delle istituzioni statali e nella mancata ingerenza di attori esterni, verso cui Rabat ha rinnovato il proprio rifiuto. Alla luce di ciò, il Regno del Marocco continua a profondere sforzi a favore di un dialogo tra le parti libiche per garantire il successo delle elezioni, con il semplice desiderio di sostenere le iniziative internazionali e delle Nazioni Unite, e senza perseguire propri obiettivi.

Dal canto suo, Kubis ha nuovamente sottolineato che le elezioni sono parte integrante della soluzione della crisi libica. Motivo per cui, queste devono essere organizzate in tempo. Al contempo, l’inviato ha ringraziato il Marocco per il sostegno offerto al processo politico libico, con la speranza che Rabat, un “partner forte, efficiente e attivo”, continui ad agire in tal modo, contribuendo alla stabilità e all’unità della Libia. Il processo di transizione democratica libico, ha evidenziato Kubis, non è ancora terminato e il Paese Nord-africano sta ancora percorrendo la strada verso nuove istituzioni, verso una democrazia forte e verso la legittimità, alla base della risoluzione di crisi e problematiche che non riguardano solo la Libia ma l’intera regione. Le elezioni di dicembre, ha poi aggiunto il capo della Missione onusiana, rappresenteranno una tappa significativa verso una fase successiva, ovvero quella verso la vera stabilità. Infine, Kubis ha dichiarato che vi è consenso all’interno della comunità internazionale, la quale concorda sulla necessità di proseguire il percorso politico libico per garantire maggiore sicurezza e stabilità.

Al momento, la Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni programmate per il 24 dicembre 2021. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA). Una delle prime tappe più significative è stata la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, il 5 febbraio, a cui ha fatto seguito il voto di fiducia al governo ad interim, il 10 marzo.

Tuttavia, l’esecutivo guidato dal premier ad interim Abdulhamid Dabaiba ha ancora delle sfide da affrontare per garantire il successo delle elezioni e il proseguimento del percorso di transizione democratica, al fine ultimo di porre definitivamente fine alla crisi e alla lunga guerra civile, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011. A tal proposito, il 13 settembre, 45 membri della Camera dei rappresentanti libica, con sede nella città orientale di Tobruk, hanno chiesto la revoca della fiducia al governo Dabaiba. Tale richiesta verrà esaminata 8 giorni dopo la sua presentazione, ma, in realtà, nelle ultime settimane, la squadra governativa libica è stata più volte messa in discussione, seppur senza mai giungere a una conclusione. Per revocare la fiducia al governo è necessaria l’approvazione di almeno 87 deputati, ma nel caso in cui l’esecutivo sia costretto a dimettersi, questo dovrebbe comunque esercitare le proprie funzioni fino alla formazione di un nuovo governo.

Le divergenze tra governo e Parlamento hanno portato alla mancata approvazione della legge di bilancio per l’anno in corso, il 2021. La questione è stata sollevata anche dal Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, il quale ha dichiarato, in una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza, che il continuo ritardo nell’approvazione della proposta di bilancio, da parte della Camera dei rappresentanti, ha portato a un ulteriore deterioramento dei servizi pubblici e del tenore di vita della popolazione. I deputati libici, è stato specificato, hanno approvato solo il primo capitolo del bilancio, che riguarda gli stipendi pubblici, mentre i restanti ministeri e le municipalità non hanno ancora ricevuto il bilancio operativo, il che impedisce loro di svolgere i compiti assegnati. Lo stesso Guterres ha poi dichiarato che le questioni relative alla distribuzione della ricchezza libica hanno un ruolo fondamentale nella risoluzione del conflitto e “devono essere affrontate parallelamente ai percorsi politici e di sicurezza”.

Approvare l’intero bilancio unificato è essenziale per portare avanti i progetti pianificati e rispondere alle esigenze della popolazione, riguardanti, in particolare, elettricità, salute, infrastrutture e risorse alimentari. Nella sessione di maggio il bilancio presentato ammontava in totale a 93,7 miliardi di dinari libici, di cui 12,6 da destinare ad agenzie statali e ministeri, 20 miliardi allo sviluppo, 22,6 miliardi al sostegno e 4 miliardi alle spese di emergenza. Le obiezioni, nel corso delle sei sessioni, sono state diverse. Tra queste, vi sono quelle sulla voce relativa allo sviluppo, sulla necessità di stanziare un budget speciale per l’esercito libico, e quelle sulla nomina delle posizioni sovrane, che secondo alcuni dovrebbe essere completata prima di approvare il bilancio. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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