Libia-Egitto: al-Sisi accoglie Haftar e il presidente del Parlamento Saleh

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 17:04 in Egitto Libia

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha ricevuto il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, e il presidente della Camera dei Rappresentanti libica, Aguila Saleh, oggi, 14 settembre.

La notizia è stata riportata dal portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi, il quale ha specificato che ai colloqui ha preso parte anche il capo dei servizi di intelligence egiziani, Abbas Kamel. Rady ha poi riferito che i partecipanti all’incontro hanno preso in esame le prospettive di cooperazione e gli ultimi sviluppi nell’arena libica “alla luce delle relazioni speciali tra Egitto e Libia” e della “politica egiziana ben consolidata”. Stando a quanto riportato dal quotidiano al-Wasat, Saleh e Haftar, oltre ad esprimere apprezzamento per il ruolo svolto dal Cairo in Libia, hanno affermato che la loro posizione è in linea con quella egiziana per quanto riguarda la transizione libica. In particolare, entrambi hanno evidenziato la necessità di tenere elezioni presidenziali e legislative entro la fine del 2021 e di proseguire con le misure in materia di sicurezza, tra cui l’allontanamento di mercenari stranieri. Al-Sisi, da parte sua, ha affermato che l’Egitto continuerà a coordinarsi con “tutti i fratelli libici” durante il prossimo periodo, in modo da contribuire a garantire l’unità e la coesione delle “istituzioni nazionali libiche”, tenere le elezioni parlamentari e presidenziali e “prevenire le interferenze esterne che mirano principalmente ad attuare i propri programmi a spese del popolo libico”.

Il meeting si è tenuto a pochi giorni di distanza dalla ripresa dei colloqui “esplorativi” tra Ankara e Il Cairo, l’8 settembre scorso, che, finora, non sono giunti ad alcuna conclusione significativa. Tuttavia, il 13 settembre, il portavoce del partito turco della Giustizia e dello Sviluppo, Omer Celik, ha riferito che il percorso di normalizzazione delle relazioni tra Turchia ed Egitto continua e che i due continueranno a discutere su una serie di questioni, Libia inclusa. A tal proposito, era stato Ibrahim Kalin, portavoce e consigliere del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ad affermare, il 26 aprile, che il riavvicinamento tra Ankara e Il Cairo avrebbe potuto favorire anche la stabilità in Libia.

Il dossier libico è una delle questioni di maggiore divergenza tra Turchia ed Egitto, i quali hanno sostenuto le due parti belligeranti opposte nel corso del conflitto in Libia. Il Cairo ha appoggiato l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, l’uomo forte di Tobruk che di fatto controllava la Libia orientale. Ankara, invece, ha prestato sostegno alle forze del precedente governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). Ad oggi, la Turchia non ha ancora del tutto ritirato i mercenari da essa inviati nel Paese Nord-africano, nonostante il Comitato militare congiunto 5+5 avesse stabilito il 23 gennaio 2021 come termine ultimo per il ritiro di forze e mercenari stranieri. Mentre Ankara, oltre ad aver esteso il mandato delle sue forze in Libia, ha chiesto ulteriore tempo per ritirare i propri soldati e consiglieri, Il Cairo ha richiesto il ritiro immediato e incondizionato, in segno di rispetto della sovranità libica.

A seguito del cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre, e con l’inizio del cammino verso la transizione democratica libica, l’Egitto ha mostrato un progressivo avvicinamento verso Tripoli. Il quadro delle rinnovate relazioni ha ricevuto particolare slancio con l’incontro del 15 febbraio, data in cui una delegazione egiziana si è recata a Tripoli per delineare i preparativi logistici precedenti all’apertura dell’ambasciata dell’Egitto nella capitale libica e di un consolato a Bengasi, al fine ultimo di facilitare la circolazione dei cittadini tra i due Paesi Nord-africani. Pochi giorni dopo, il 18 febbraio, Il Cairo ha approvato la ripresa dei voli dalla Libia all’Egitto, con voli in partenza dall’aeroporto Benina di Bengasi verso l’aeroporto Burj al-Arab di Alessandria.

Poi, il 20 aprile, Libia ed Egitto hanno siglato 11 memoranda di cooperazione in diversi ambiti, a margine di una visita di una delegazione egiziana di alto livello a Tripoli, guidata dal premier del Cairo, Mostafa Madbouly. Alcuni dei memoranda siglati il 20 aprile riguardano progetti nel settore delle energie rinnovabili, dei trasporti, in ambito infrastrutturale, tra cui la costruzione di strade, e in materia di sanità e commercio, oltre alle misure per facilitare investimenti congiunti. Altri accordi si concentrano su questioni inerenti alla manodopera, con riferimento ai lavoratori egiziani in Libia, agli investimenti nel campo dell’elettricità e delle telecomunicazioni, tra cui l’implementazione della fibra ottica e del rafforzamento delle capacità tecniche della Libia. Non da ultimo, l’Egitto si è detto disposto a sostenere lo “sviluppo umano” della Libia attraverso iniziative di cooperazione nel campo dell’istruzione, tra cui l’istituzione di un’università egiziana in una città libica e di un ospedale volto ad accogliere squadre di medici ed esperti del Cairo.

Infine, il 20 giugno scorso, al-Sisi ha ribadito il sostegno del suo Paese alle autorità libiche ad interim e al percorso politico intrapreso dal vicino Nordafricano. Ciò è avvenuto nel corso di colloqui con la ministra degli Esteri libica, Najla el-Mangoush, a cui hanno preso parte anche il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e il capo dei servizi di intelligence, Kamel. Durante l’incontro sono state prese in esame le prospettive di cooperazione e coordinamento tra Tripoli e Il Cairo, da collocarsi nel quadro dei preparativi per l’istituzione di un Alto comitato congiunto tra Libia ed Egitto.

Risale, invece, al 23 settembre 2020 un incontro simile a quello di oggi, che aveva visto partecipi al-Sisi, Haftar e Saleh, ancora prima della firma del cessate il fuoco. In tale occasione, fonti avevano rivelato che Il Cairo aveva provato a colmare il divario tra il Parlamento di Tobruk e l’esercito di Haftar per quanto riguarda il dossier petrolifero e altre questioni, incoraggiandoli a superare le divergenze tra loro. Dal canto loro, sia Haftar sia Saleh avevano evidenziato che il prerequisito per mettere in atto qualsiasi iniziativa era il ritiro delle milizie e dei mercenari inviati dalla Turchia in Libia. Entrambi gli interlocutori libici si erano precedentemente detti a favore della “Iniziativa Cairo” proposta da al-Sisi il 6 giugno 2020, con cui l’Egitto aveva invitato l’esercito del governo di Tripoli e il suo alleato turco a porre fine ai combattimenti. A tal proposito, il 23 settembre, al-Sisi ha riferito ai propri interlocutori che non avrebbe consentito a nessuno di “dividere la Libia”, né tantomeno di oltrepassare la “linea rossa” stabilita a Sirte e al-Jufra.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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