La Spagna ha estradato in Colombia un ex guerrigliero dell’ELN

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 16:51 in America Latina Colombia

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Madrid ha estradato, il 13 settembre, l’ex guerrigliero dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) Luis John Castro Ramírez, alias “El Zarco”, accusato dell’assassinio e della consegna di 17 civili alle truppe dell’esercito colombiano, per spacciarli come vittime in combattimento. Questo scandalo è noto, in gergo militare, come “falsi positivi”.

Secondo le informazioni, l’operazione per il trasferimento dell’imputato a Bogotà è stata coordinata dall’Ufficio centrale nazionale (OCN) dell’Interpol e dalle autorità spagnole a Madrid. “El Zarco era riuscito ad evadere da una prigione colombiana ed era fuggito in Spagna, dove è stato localizzato e catturato dalle autorità di quel Paese”, ha ricordato il direttore generale della Polizia Nazionale, il generale Jorge Luis Vargas.

L’ELN è un’organizzazione terroristica di estrema sinistra e di orientamento rivoluzionario, che attualmente opera in Colombia e Venezuela. Fin dalla sua formazione nel 1964, il gruppo è stato uno degli attori principali nel conflitto armato interno in Colombia.

L’11 settembre, l’Ottava Brigata ha dichiarato che un’unità dell’esercito colombiano è stata attaccata dall’ELNcon esplosivi e mitragliatrici, nella zona rurale di Juju, nel comune di Arauquita, e che “cinque soldati sono stati uccisi e sei feriti”. “L’omicidio di molti dei nostri eroi ci ferisce. Questo, chiaramente, è un atto dell’ELN e dei dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), con il supporto del Venezuela”, ha scritto il presidente del Paese latino-americano Iván Duque, su Twitter.

Duque ha assicurato che l’attacco di questo sabato è dovuto alla “pressione militare” che viene esercitata contro questi gruppi e ha ordinato al comandante dell’esercito, il generale Eduardo Zapateiro, di recarsi sul posto “per occuparsi della situazione”.

Da parte sua, il ministro della Comunicazione del Venezuela, Freddy Ñáñez, ha respinto le accuse mosse da Duque, dichiarando che la “Colombia sta solo cercando di distogliere l’attenzione dal suo Governo di falsi positivi e di stragi”. Sulla stessa linea, il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha assicurato che Duque “sta dando la colpa al Venezuela” per cercare di nascondere i problemi del suo Paese. “La Colombia è piena di violenza e di gruppi armati. La sua economia si affida al traffico di droga e ci sono massacri e attentati quotidiani di leader sociali”, ha affermato il ministro degli Esteri venezuelano.

A gennaio, il Tribunale Speciale per la Pace (JEP) ha incriminato 8 comandanti di alto rango delle FARC per il rapimento di 21.396 persone tra il 1990 e il 2016.  Diversi ex militari sono stati anche accusati dell’omicidio di 6.400 civili giustiziati dall’esercito e presentati come vittime di combattimento in cambio di benefici.

Dopo l’attacco dell’11 settembre, le forze armate nazionali bolivariane (FANB) hanno espresso solidarietà alla Colombia. “La FANB, è solidale con il popolo colombiano per i recenti eventi, in cui hanno perso la vita degni soldati dell’esercito colombiano. Preghiamo per la pace in Colombia e la fine della violenza che per decenni ha colpito così tanto i Paesi vicini”, ha pubblicato su Twitter la squadra di stampa delle Forze Armate.

Il Governo colombiano ha assicurato che i leader di queste organizzazioni terroristiche sono protetti in Venezuela e che, da lì, ordinino attacchi contro la popolazione civile, le forze di sicurezza dello Stato e le infrastrutture elettriche e petrolifere colombiane, tra le altre azioni.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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