Giappone, USA e Corea del Sud: colloqui sui test missilistici di Pyongyang

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 9:42 in Corea del Nord Corea del Sud Giappone

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Il 14 settembre, gli inviati per il nucleare di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud hanno tenuto colloqui a Tokyo, per discutere dei programmi missilistici e nucleari della Corea del Nord. L’incontro arriva all’indomani di un nuovo “strategico” test missilistico effettuato da Pyongyang. 

“I recenti sviluppi nella Repubblica Democratica Popolare di Corea ricordano l’importanza di una stretta comunicazione e cooperazione tra i nostri tre Paesi”, ha affermato Sung Kim, inviato speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, nel suo discorso di apertura. Insieme ai suoi colleghi, Sung Kim ha discusso di come mettere fine all’attuale stallo diplomatico con la Corea del Nord, per avviare nuove discussioni sulle armi nucleari e sui programmi di missili balistici. In un incontro con la sua controparte giapponese, Takehiro Funakoshi, e la controparte sudcoreana, Noh Kyu-duk, il rappresentante statunitense ha affermato che Washington rimane aperta al dialogo su tali questioni. La Casa Bianca ha quindi confermato che gli Stati Uniti sono ancora pronti a impegnarsi con Pyongyang nonostante il recente test missilistico. 

Mentre gli Stati Uniti sono uno stretto alleato militare ed economico sia del Giappone sia della Corea del Sud, i legami tra i vicini asiatici sono stati spesso tesi su questioni come le controversie sulla sovranità di alcune aree, l’occupazione giapponese del 1910-45 della penisola coreana e le loro relazioni in tempo di guerra. Tuttavia, Washington ha più volte invitato i due Paesi al dialogo e all’unità, al fine di contrastare le attività di Pyongyang nella regione. La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva annunciato un nuovo approccio alla Corea del Nord a partire dal primo maggio. “Il nostro obiettivo rimane la completa denuclearizzazione della penisola coreana”, aveva riferito ai giornalisti la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, il 30 aprile. La politica degli Stati Uniti vedrà “un approccio calibrato e pratico che è aperto e esplorerà nuovi tentativi diplomatici” con la Corea del Nord, aveva aggiunto. Tale approccio è comunque diverso da quello dell’ex presidente Barack Obama, un che aveva rifiutato un serio impegno diplomatico con la Corea del Nord, in assenza di un primo passo da parte di Pyongyang per ridurre le tensioni. Con Biden, dopo ripetuti tentativi statunitensi di dialogare, lo scorso 17 marzo, Pyongyang aveva affermato che non vi sarebbe stata alcuna forma di contatto diplomatico con gli USA se Washington non avesse abolito le proprie politiche ostili nei suoi confronti.  Parallelamente al rifiuto di avviare un dialogo con gli USA, il 22 marzo scorso, il leader della Corea del Nord, Kim Yong Un, aveva poi promesso al presidente cinese, Xi Jinping, che il proprio Paese rafforzerà le relazioni con Pechino, in modo da creare un legame “che faccia invidia la mondo interno”.  

Per quanto riguarda l’amministrazione Trump, invece, il rapporto tra i due Paesi è stato molto più stretto, in numerose occasioni. Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, a cui hanno partecipato personalmente Trump e il leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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