Emirati Arabi Uniti: designati come terroristi 38 individui e 15 entità

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 10:57 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Il governo degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ha emesso una risoluzione con cui 38 individui e 15 entità sono stati inclusi nell’elenco di persone e organizzazioni che sostengono il terrorismo. Abu Dhabi ha poi ribadito il proprio impegno a colpire e smantellare le reti che finanziano il terrorismo e le attività correlate.

La risoluzione, la n.83 del 2021, è stata emessa il 13 settembre e include non solo cittadini emiratini, ma altresì individui provenienti da Libano, Yemen, Siria, Iran, Nigeria, Iraq, Afghanistan, Regno Unito, Russia e Giordania. Con la suddetta decisione, poi, alle autorità di regolamentazione è stato chiesto di identificare e monitorare “qualsiasi persona fisica o giuridica collegata o associata a relazioni di natura finanziaria, commerciale o tecnica” con tali individui ed entità, adottando le misure necessarie, in massimo 24 ore, secondo le leggi già in vigore nel Paese. Tra gli individui di origine emiratina inclusi nell’elenco, quattro erano stati condannati a 15 anni di reclusione, il 2 luglio 2013, per aver istituito e gestito un’organizzazione volta a “prendere il potere”, sovvertendo i principi fondamentali su cui si basa il sistema di governo degli Emirati.

Il Global Terrorism Index del 2020, relativo al 2019, ha inserito gli Emirati Arabi Uniti al 135esimo posto nella lista di 135 Paesi in cui è stato misurato l’impatto della minaccia terroristica, con un tasso pari allo 0,000. Il Paese del Golfo è sceso di 34 posizioni rispetto al report dell’anno precedente, mentre il tasso è diminuito di 0,048 punti. Come segnalato dal Country Report on Terrorism, nel Paese non vi sono stati attacchi terroristici negli ultimi anni. In linea con l’approccio adottato in passato, gli UAE hanno continuato a collaborare con le forze dell’ordine statunitensi in materia di antiterrorismo e a perseguire individui sulla base della legislazione esistente. La maggior parte degli individui viene accusata di promozione o affiliazione a gruppi che gli UAE considerano organizzazioni terroristiche, come ISIS, al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), il Fronte al-Nusra, Hezbollah e la Fratellanza Musulmana. Ad ogni modo, organizzazioni non governative internazionali e attivisti per i diritti umani hanno talvolta riferito che Abu Dhabi utilizza le proprie leggi contro la criminalità informatica come copertura per perseguire anche dissidenti politici e attivisti.

A livello internazionale, gli Emirati Arabi Uniti hanno ratificato finora 14 accordi in materia di lotta al terrorismo, con Paesi quali Egitto, Nuova Zelanda, Russia, India, Germania, Corea del Sud e Brasile.  Oltre a far parte della Coalizione internazionale anti-ISIS, il Country Report del Dipartimento di Stato degli USA afferma che l’apparato di sicurezza del governo di Abu Dhabi ha sventato potenziali attacchi terroristici all’interno dei suoi confini, mentre dogane, polizia e altre agenzie di sicurezza hanno migliorato la sicurezza delle frontiere e hanno collaborato con le autorità finanziarie per contrastare il finanziamento del terrorismo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno poi continuato a sostenere gli sforzi antiterrorismo in Yemen, per contrastare AQAP e l’ISIS. In tale quadro, il ritiro di alcune truppe emiratine dallo Yemen, intervenute nel 2015 all’interno della coalizione internazionale guidata da Riad, e lo scioglimento di alcune forze di sicurezza locali sostenute dagli Emirati, a seguito delle tensioni tra il governo e il Consiglio di transizione meridionale (STC), hanno contribuito a un’inversione delle conquiste territoriali nella lotta contro l’AQAP e l’ISIS in Yemen, comprese le aree note per essere rifugi sicuri per tali organizzazioni terroristiche.

A livello legislativo, gli Emirati Arabi Uniti hanno emanato una serie di leggi e normative relative alla lotta al terrorismo e all’estremismo, tra cui la Legge federale n. 7 del 2014, in materia di lotta ai crimini terroristici, il decreto-legge federale n. 2 del 2015, relativo alla lotta alla discriminazione e all’odio e la risoluzione del gabinetto n. 20 del 2019, in merito alle liste del terrorismo e all’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza per la prevenzione e la repressione del terrorismo e al suo finanziamento, nonché per limitare la diffusione di armi. In tale quadro, nel 2020 la Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti (CBUAE) ha annunciato una nuova iniziativa per supervisionare le capacità di screening delle sanzioni degli istituti finanziari, mentre è stato istituito un dipartimento apposito per affrontare tutte le questioni relative alla lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, precedentemente affidate al Dipartimento di vigilanza bancaria. Non da ultimo, nel 2015 è stato istituito il “Sawab Center”, un’iniziativa lanciata in collaborazione con gli Stati Uniti per contrastare gli appelli dei gruppi estremisti via Internet e per promuovere alternative positive all’estremismo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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