Elezioni in Norvegia: la vittoria del centro-sinistra

Pubblicato il 14 settembre 2021 alle 15:30 in Europa Norvegia

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La coalizione di centro-sinistra norvegese, guidata dal leader del partito laburista, Jonas Gahr Store, ha ottenuto la maggioranza dei seggi alle elezioni del 13 settembre, a seguito di una campagna elettorale dominata da temi quali il futuro dell’industria petrolifera e le disuguaglianze sociali.

L’opposizione ha prevalso su una coalizione di centrodestra guidata dalla premier conservatrice, Erna Solberg, al potere dal 2013. “Abbiamo aspettato, sperato e abbiamo lavorato duramente, e ora possiamo finalmente dirlo: ce l’abbiamo fatta!”, ha dichiarato Store, che probabilmente sarà il prossimo primo ministro, dopo che Solberg ha ammesso la sconfitta, la sera del 13 settembre. Con il 97,5% dei voti scrutinati, i laburisti e gli altri quattro partiti di centrosinistra dovrebbero raggiungere una maggioranza combinata di 100 seggi, rispetto agli 81 che controllavano durante la scorsa legislatura. È necessario un minimo di 85 parlamentari per ottenere la maggioranza dei 169 seggi totali del Parlamento norvegese. 

“La Norvegia ha inviato un segnale chiaro: le elezioni mostrano che il popolo norvegese vuole una società più giusta”, ha dichiarato Store, un milionario di 61 anni che ha basato la propria campagna elettorale sulla lotta alle disuguaglianze sociali. Uno dei temi principali discussi nel Paese, in vista di queste elezioni, è stato il futuro energetico della Norvegia, il più grande produttore di petrolio e gas dell’Europa occidentale. La questione è diventata centrale a seguito della diffusione dell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il 9 agosto. Store ha sostenuto la necessità di velocizzare la transizione graduale dall’economia petrolifera a quella rinnovabile, mentre i Verdi hanno chiesto la cessazione immediata delle esplorazioni petrolifere. Anche i conservatori hanno supportato l’idea di avviare una transizione verso nuove fonti di energia. 

“Voglio congratularmi con Jonas Gahr Store, che ora sembra avere una netta maggioranza per un cambio di governo”, ha dichiarato la 60enne Solberg nel discorso in cui ha ammesso la sconfitta. Tuttavia, è necessario specificare che, per formare un esecutivo funzionate, Stoere potrebbe aver bisogno di persuadere i potenziali partner di centrosinistra a scendere a compromessi su politiche che vanno dal petrolio alle relazioni della Norvegia con l’Unione Europea. “Noi, come il più grande partito del Paese, faremo in modo che la Norvegia ottenga un nuovo governo e un nuovo corso”, ha dichiarato Store. “Nei prossimi giorni inviterò i leader di tutti i partiti che vogliono un cambiamento”, ha aggiunto, sottolineando che inizierà con il Partito di Centro e la Sinistra Socialista.

Il leader laburista si è impegnato ad affrontare il tema della disuguaglianza sociale, tagliando le tasse per le famiglie a basso e medio reddito e aumentandole per i più ricchi. Ex ministro nei governi di Jens Stoltenberg tra il 2005 e il 2013, Store deve ora avviare negoziati con il Centro, che difende principalmente gli interessi della sua base rurale, e la Sinistra Socialista, che sostiene fortemente la causa ambientalista. A tale proposito, è importante sottolineare che il settore petrolifero rappresenta il 14% del Prodotto Interno Lordo norvegese, oltre al 40% delle sue esportazioni, e impiega direttamente 160.000 lavoratori. Le entrate hanno aiutato il Paese, che conte 5.4 milioni di abitanti, ad accumulare il più grande fondo sovrano del mondo, che oggi vale quasi 12 trilioni di corone, pari a circa 1.4 trilioni di dollari.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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