Il Venezuela respinge le accuse colombiane relative all’attacco dell’ELN

Pubblicato il 13 settembre 2021 alle 13:33 in Colombia Venezuela

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Il ministro della Comunicazione del Venezuela, Freddy Ñáñez, ha respinto, sabato 11 settembre, le accuse mosse dal presidente della Colombia, Iván Duque, secondo cui l’attacco dei guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN) in Colombia sarebbe stato pianificato dal Paese caraibico.

L’Ottava Brigata ha dichiarato che, l’11 settembre, un’unità dell’esercito colombiano è stata attaccata dall’ELN con esplosivi e mitragliatrici, nella zona rurale di Juju, nel comune di Arauquita, e che “cinque soldati sono stati uccisi e sei feriti”. “L’omicidio di molti dei nostri eroi ci ferisce. Questo, chiaramente, è un atto dell’ELN e dei dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), supportato dal Venezuela”, ha scritto Duque su Twitter. Il presidente colombiano ha anche assicurato che l’attacco di questo sabato è dovuto alla “pressione militare” che viene esercitata contro questi gruppi e ha ordinato al comandante dell’esercito, il generale Eduardo Zapateiro, di recarsi sul posto “per occuparsi della situazione”.

Dal canto suo, Ñáñez ha comunicato, sul suo account Twitter, che la Colombia sta cercando di “distogliere l’attenzione dal suo Governo di falsi positivi e di stragi”. A gennaio, il Tribunale Speciale per la Pace (JEP) ha incriminato 8 comandanti di alto rango delle FARC per il rapimento di 21.396 persone tra il 1990 e il 2016.  Diversi ex militari sono stati anche accusati dell’omicidio di 6.400 civili giustiziati dall’esercito e presentati come vittime di combattimento in cambio di benefici, nello scandalo noto in gergo militare come “falsi positivi”.

Duque ha chiesto agli Stati Uniti, il 26 luglio, di dichiarare il Venezuela un Paese che promuove il terrorismo. Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha respinto le accuse rilasciate dal presidente della Colombia, definendolo “cinico”. Arreaza ha assicurato che Duque “sta dando la colpa al Venezuela” per cercare di nascondere i problemi del suo Paese. “La Colombia è piena di violenza e di gruppi armati. La sua economia si affida al traffico di droga e ci sono massacri e attentati quotidiani di leader sociali”, ha affermato il ministro degli Esteri venezuelano.

Dopo l’attacco dell’11 settembre, le forze armate nazionali bolivariane (FANB) hanno espresso solidarietà alla Colombia. “La FANB, è solidale con il popolo colombiano per i recenti eventi, in cui hanno perso la vita degni soldati dell’esercito colombiano. Preghiamo per la pace in Colombia e la fine della violenza che per decenni ha colpito così tanto i Paesi vicini”, ha pubblicato su Twitter la squadra di stampa delle Forze Armate.

Attualmente, nel dipartimento di Arauca sono presenti diversi dissidenti delle FARC e dell’ELN. Il Governo colombiano ha assicurato che i leader di questi gruppi siano protetti in Venezuela e che, da lì, ordinino attacchi contro la popolazione civile, le forze di sicurezza dello Stato e le infrastrutture elettriche e petrolifere colombiane, tra le altre azioni.

Colombia e Venezuela condividono un confine di 2.200 chilometri e hanno interrotto le relazioni diplomatiche nel 2019, quando la Colombia si è unita agli Stati Uniti e ad altri Paesi della comunità internazionale nel riconoscere il leader dell’opposizione venezuelana, Juán Guaidó, come presidente del Paese.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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