Pakistan e talebani: dal primo volo commerciale al futuro dei rapporti

Pubblicato il 13 settembre 2021 alle 17:58 in Afghanistan Pakistan

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Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, il 13 settembre, il primo volo commerciale della Pakistan International Airlines (PIA) è decollato dall’aeroporto di Kabul, diretto verso la capitale pakistana. Intanto, gli analisti statunitensi della rivista Foreign Policy continuano ad interrogarsi sul futuro del rapporto tra talebani e Islamabad. 

L’agenzia di stampa internazionale ha citato testimoni oculari, che avrebbero visto il decollo del volo commerciale con passeggeri da Kabul. Si tratta della prima partenza di un mezzo non militare pakistano dall’Afghanistan, da quando è stato completato il processo di ritiro ed evacuazione delle truppe straniere, il 31 agosto. Il primo aereo charter con tratta internazionale era partito dall’Afghanistan, il 9 settembre, grazie al supporto di Turchia e Qatar, diretto a Doha. Circa 113 persone erano a bordo del volo, operato dalla Qatar Airways. I passeggeri includevano cittadini statunitensi, canadesi, ucraini, tedeschi e britannici. 

L’aeroporto di Kabul è tornato operativo a seguito dell’attentato suicida che aveva colpito l’Abbey Gate, uno degli ingressi alla struttura, il 26 agosto, durante l’evacuazione delle truppe straniere dal Paese. L’assalto aveva causato la morte di almeno 182 persone, tra cui 169 civili afghani e 13 membri delle forze armate degli Stati Uniti. Il presidente degli USA, Joe Biden, aveva quindi promesso di vendicare tale offensiva, che era stata rivendicata dall’affiliata afghana dello Stato Islamico, nota come Stato Islamico della Provincia di Khorasan (IS-K), nota per essere un rivale dei talebani. In un primo raid, il 28 agosto, nella provincia di Nangarhar, gli USA avevano riferito di aver ucciso due militanti dell’organizzazione islamista. 

Intanto, secondo un’analisi dell’autorevole rivista specializzata statunitense, Foreign Policy, la conquista di Kabul da parte dei talebani rappresenta una “vittoria strategica” per il Pakistan, ma solleva alcune problematiche per la sicurezza regionale. Secondo un articolo di Michael Kugelman, pubblicato il 13 settembre, l’influenza di lunga data di Islamabad sui talebani deriva dal presunto sostegno fornito al gruppo nel corso di una guerra che ora è giunta al termine. Questa leva, con un governo talebano affermato a Kabul, rischia di andare persa. Tuttavia, secondo l’esperto, entrambe le parti mantengono un forte interesse nella collaborazione. L’Afghanistan vive una crisi economica molto grave, con oltre metà della popolazione che non riesce a garantirsi l’accesso al cibo, e la legittimità politica del nuovo esecutivo è ancora fortemente in dubbio. 

L’articolo sottolinea che il Pakistan ha sostenuto i talebani fin dalle origini, supportando i combattenti mujaheddin antisovietici che in seguito si sono evoluti nei talebani. Islamabad è stato uno dei soli tre Paesi a riconoscere il governo talebano negli anni ’90 e l’ultimo a rompere i legami formali con esso nel 2001. Inoltre, il Pakistan per quasi due decenni avrebbe fornito rifugi sicuri ai leader talebani e strutture mediche per i combattenti feriti, secondo l’autore. Tale rapporto di dipendenza avrebbe consentito ad Islamabad di influenzare il comportamento dei talebani sul campo di battaglia e, più recentemente, di portare il gruppo a negoziare con il governo degli Stati Uniti a Doha, in Qatar, dove poi è stato raggiunto l’accordo per il ritiro di tutte le truppe straniere dall’Afghanistan.  Oggi, tuttavia, i leader talebani non hanno più bisogno di rifugi oltre il confine o di assistenza per i loro combattenti, e l’arsenale militare che hanno ereditato dallo Stato afghano, ormai collassato, esclude la necessità impellente di essere riforniti di armi. 

Secondo Kugelman, dall’altra parte, Islamabad avrebbe un disperato bisogno di controllo sui talebani, soprattutto per questioni che riguardano la propria sicurezza. In primo luogo, è impossibile non citare l’organizzazione terroristica nota come Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), i cosiddetti talebani pakistani. A tale proposito, l’articolo evidenzia il fatto che la leadership di tale gruppo sarebbe stanziata proprio in Afghanistan. Il TTP è un’organizzazione ombrello che unisce fino a 30 gruppi di militanti islamisti attivi al confine tra Pakistan e Afghanistan. Fondata ufficialmente nel 2007 per contrastare il governo di Islamabad e le sue forze di sicurezza, ha condotto per anni una campagna di violenze islamiste nella regione. Sotto una crescente pressione militare, il TTP ha iniziato a fratturarsi nel 2013, anche a seguito della morte del suo leader, Hakimullah Mehsud, in un attacco con droni, effettuato nel novembre dello stesso anno. Il suo successore, Mullah Fazlullah, è stato l’uomo che nel 2012 ordinò di sparare alla studentessa Malala Yousafzai, che fu colpita alla testa ma sopravvisse all’attentato e ricevette il Nobel per la Pace nel 2014. La morte di Fazlullah era poi stata resa nota a giugno del 2018, come conseguenza di un’operazione congiunta dell’esercito afghano e delle forze armate statunitensi nella provincia di Kunar, in Afghanistan. A partire da quel momento, come nel 2014, le operazioni del gruppo subirono una battuta di arresto.

Oggi, nel settembre del 2021, il TTP appare più forte e attivo. Foreign Policy ha sottolineato che, negli ultimi mesi, il nuovo leader supremo del gruppo, Baitullah Mehsud, avrebbe riunito alcune fazioni che si erano separate dall’organizzazione. Mentre si moltiplicavano le vittorie dei talebani afghani in patria, in vista della presa di Kabul del 15 agosto, Tehrik-i-Taliban Pakistan ha aumentato gli attacchi sul territorio pakistano. Solo ad agosto sono stati registrati 32 assalti, il dato mensile più alto del 2021, secondo la rivista specializzata statunitense. L’ultimo attacco si è verificato il 5 settembre ed ha causato la morte di 3 membri del personale paramilitare pakistano e il ferimento di altri 15. Inoltre, i talebani pakistani hanno festeggiato per il ritiro della NATO dalla regione, che minacciava anche la loro sopravvivenza, e hanno definito le relazioni con i loro omonimi afghani come “fraterne”. In tale situazione, è importante per la sicurezza del Pakistan che i talebani a Kabul facciano pressioni per fermare le offensive del TTP. Tuttavia, come già evidenziato, Islamabad non gode della stessa influenza sul gruppo. 

Invece, ha sottolineato Kugelman, il TTP è un partner di lunga data dei talebani, sia sul piano operativo sia su quello ideologico. Gli alti comandanti del TTP, incluso il leader supremo, Baitullah Mehsud, hanno combattuto a fianco dei talebani in Afghanistan prima della fondazione del TTP, nel 2007. Da allora, la formazione pakistana avrebbe continuato ad inviare combattenti in Afghanistan e ad organizzare attacchi congiunti con i talebani afghani, secondo la rivista statunitense. Infine, l’articolo evidenzia il fatto che, dalla presa di Kabul, i talebani afghani sarebbero stati particolarmente vaghi riguardo ai propri rapporti con il gruppo pakistano. Uno dei portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha ribadito, in diretta su un canale televisivo pakistano, che il suolo afghano “non sarà usato da nessuno per disturbare la pace di un altro Paese”. Tuttavia, questo ha anche affermato che il Pakistan, non i talebani, devono decidere “se la guerra del TTP è legittima o meno e formulare una strategia in risposta”. Non è chiaro, nella pratica, come si concretizzeranno tali posizioni nel futuro delle relazioni tra Pakistan e Afghanistan. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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