La Corea del Nord testa un nuovo missile da crociera a lungo raggio

Pubblicato il 13 settembre 2021 alle 9:09 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha dichiarato di aver portato a termine con successo una serie di test per un nuovo missile da crociera a lungo raggio. Il Paese, pertanto, sta continuando ad espandere le sue capacità militari mentre i colloqui nucleari con gli Stati Uniti continuano a rimanere in stallo.

La Korean Central News Agency ha reso noto, lunedì 13 settembre, che i missili da crociera, in fase di sviluppo da circa due anni, hanno colpito obiettivi a 1.500 km di distanza nel fine settimana, prima di cadere in acque nordcoreane. Pyongyang ha definito i missili “un’arma strategica di grande significato”, che soddisfa l’appello del leader, Kim Jong Un, a rafforzare la potenza militare del Paese. L’ultimo test missilistico era stato condotto dalla Corea del Nord a marzo, quando era stato lanciato un nuovo missile balistico tattico a corto raggio. Qualche mese prima, Pyongyang aveva condotto un test per un missile da crociera, precisamente qualche ora dopo l’insediamento del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il 20 gennaio. “Questo sarebbe il primo missile da crociera in Corea del Nord ad essere stato esplicitamente designato con un ruolo strategico”, ha affermato Ankit Panda, del Carnegie Endowment for International Peace statunitense, riferendosi ai test del fine settimana. “È un eufemismo comune per un sistema nucleare”, ha aggiunto. 

Il Segretario capo di gabinetto del Giappone, Katsunobu Kato, ha riferito ai giornalisti che Tokyo era “preoccupata” per la notizia dei test e ha assicurato che avrebbe lavorato a stretto contatto con gli Stati Uniti e la Corea del Sud per monitorare la situazione. Il comando indo-pacifico degli USA ha affermato, in una dichiarazione, che i test “evidenziano la continua attenzione della Corea del Nord allo sviluppo del suo programma militare e la minaccia che rappresenta per i suoi vicini e per la comunità internazionale”. Il comando ha poi sottolineato che l’impegno degli Stati Uniti per la difesa della Corea del Sud e del Giappone era “a prova di bomba”.

I test sono l’ultimo segno dell’espansione militare nordcoreana dopo che i colloqui con Washington per lo smantellamento del programma nucleare e balistico di Pyongyang si sono bloccati, nel 2019. Da quel momento, il Paese ha continuato ad espandere le sue capacità di armamento. Le sanzioni delle Nazioni Unite vietano alla Corea del Nord di utilizzare la tecnologia dei missili balistici, sebbene non i missili da crociera, che volano a quote più basse su distanze più brevi.

Rodong Sinmun, il giornale ufficiale del Partito dei Lavoratori, che si trova al governo, ha pubblicato foto del nuovo missile da crociera a lungo raggio mentre viene avviato da un Trasportatore Elevatore Lanciatore (TEL). L’arma, in via di sviluppo negli ultimi due anni, è un elemento chiave del piano quinquennale delineato a gennaio per far progredire la scienza bellica e gli arsenali della difesa nordcoreani, secondo la Korean Central News Agency. “Test dettagliati di parti di missili, test di spinta al suolo del motore, vari test di volo, test di controllo e guida, test di potenza della testata ecc. sono stati condotti con successo”, ha specificato. 

Definendo i test “una provocazione”, Leif-Eric Easley, professore associato di studi internazionali presso la Ewha Womans University di Seoul, ha affermato che l’intenzione di Pyongyang sembra essere quella di miniaturizzare le testate nucleari per adattarle ai missili. “Se è così, allora il test merita uno sforzo internazionale per rafforzare le sanzioni”, ha precisato Easley. La notizia è arrivata appena un giorno prima dell’incontro, a Tokyo, tra i principali negoziatori nucleari di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone, in accordo tra loro per trovare nuove strategie volte ad esplorare i modi per sbloccare lo stallo con la Corea del Nord. “Quell’incontro dovrebbe concentrarsi sui modi creativi di coinvolgere diplomaticamente Pyongyang”, ha osservato Easley, intervistato da Al Jazeera. “Ma ora è necessaria una dichiarazione trilaterale che menzioni le sanzioni e la cooperazione in materia di difesa e inviti la Corea del Nord a praticare la moderazione militare, riprendere il dialogo e accettare l’assistenza umanitaria per alleviare le sofferenze della sua gente”, ha aggiunto. Tra le altre cose, martedì 14 settembre, anche il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, visiterà Seoul per colloqui con il suo omologo, Chung Eui-yong.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un sembra non aver partecipato ai test, che, secondo la Korean Central News Agency sarebbero stati invece supervisionati da Pak Jong Chon, membro del potente politburo del Partito dei Lavoratori e segretario del suo comitato centrale. L’amministrazione USA del presidente Biden ha affermato di essere aperta all’utilizzo di canali diplomatici per ottenere la denuclearizzazione della Corea del Nord, ma non ha mostrato alcuna volontà di allentare le sanzioni. 

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di Redazione

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