Bielorussia: confermato l’acquisto di armi russe per oltre 1 miliardo di dollari

Pubblicato il 13 settembre 2021 alle 12:30 in Bielorussia Russia

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Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha annunciato, domenica 12 settembre, che Minsk ha avviato i negoziati con Mosca per l’acquisto di armi russe, tra cui il sistema di difesa antiaerea russo S-400, per un costo che supera un miliardo di dollari.

A riportare tali dichiarazioni, la medesima domenica, è stata l’agenzia di stampa TASS, citando quanto reso noto dalla testata bielorussa BelTA. L’annuncio è stato fatto mentre il leader del Paese Est-Europeo si trovava al campo di addestramento di Obuz-Lesnovsky, situato nella regione di Baranovichi, nell’Ovest della Bielorussia. Lukashenko si è recato nell’area in occasione delle esercitazioni militari di Mosca e Minsk, le Zapad-2021, che si tengono dal 10 al 16 settembre. In tale occasione, il capo di Stato bielorusso ha rivelato che durante il bilaterale del 9 settembre con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, sono state approfondite questioni di sicurezza e di difesa. Particolare attenzione è stata dedicata alle prospettive di fornitura dei complessi militari S-400. Secondo quanto rivelato da Lukashenko, il 12 settembre, Putin avrebbe anche suggerito a Minsk di volgere lo sguardo verso i moderni S-500, sempre di fabbricazione russa.

Lo stesso 12 settembre, Lukashenko ha riferito ai giornalisti che intende dispiegare i nuovi sistemi missilistici lungo il confine con l’Ucraina. “Si tratta di 1200 km di confine. È necessario chiudere tale perimetro”, ha affermato il presidente, aggiungendo che il sistema di difesa antiaerea sarebbe l’ideale per tale scopo. Oltre agli S-400, entro il 2025 la Bielorussia riceverà altri complessi militari. “Si tratta di una decina di aerei, alcuni dei quali sono già stati ricevuti, nonché di diverse decine di elicotteri, armamenti Tor-M2.”, ha sottolineato il capo di Stato. Tuttavia, quest’ultimo ha chiarito che il fine ultimo del dispiegamento lungo il confine non è offensivo. Piuttosto, ha rivelato che la Bielorussi “si sta preparando per difendere il suo territorio”.

Nonostante il 12 settembre siano stati forniti maggiori dettagli sulla consegna di attrezzatura militare russa, Lukashenko aveva anticipato i negoziati qualche giorno prima, il primo settembre. In tale occasione, il capo di Minsk aveva sottolineato che il 30 agosto il Paese aveva sottoscritto l’ordine esecutivo per formalizzare la consegna di unità militari di fabbricazione russa.

In tale quadro, è importante ricordare che le Zapad-2021 sono di natura difensiva e mirano a garantire la sicurezza lungo i loro confini Occidentali. Tali chiarimenti sono stati offerti dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, il quale ha altresì rivelato che la Russia intende dispiegare ingenti quantità di aerei militari in occasione di Zapad-2021. Il suddetto Dipartimento russo ha annunciato che, in totale, Zapad-2021 coinvolgeranno fino a 200.000 soldati. Per quanto riguarda il dispiegamento di attrezzatura bellica, è importante citare la presenza di circa 80 velivoli, tra aerei da guerra ed elicotteri e fino a 760 unità di equipaggiamento militare. Nell’ultima categoria vi rientrano circa 290 carri armati, 240 cannoni, lancia missili, mortai, e oltre 15 navi.

Dall’altra parte, Zapad-2021 non sono state accolte con favore dalla Repubbliche Baltiche, dalla Polonia e dalla NATO. Nel dettaglio, il Ministero della Difesa di Varsavia ha avviato, il 10 settembre, le manovre militari Rys’-21, le quali coinvolgono circa 6.000 soldati. “Non possiamo escludere l’eventualità di provocazioni [di Russia e Bielorussia]. Siamo pronti. Le unità sono state schierate a Est del [fiume] Vistola”, ha dichiarato il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, rivelando di essere in stretto contatto con la NATO. Quanto a quest’ultima, il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, aveva esortato la Russia e la Bielorussia ad essere trasparenti circa il quantitativo di militari dispiegati. Lo scopo è di evitare quanto accaduto durante la precedente edizione, Zapad-2017, anch’esse svoltesi lungo il confine che la Russia condivide con la NATO. In tale occasione, la Federazione aveva schierato tra 60.000 e 70.000 soldati, nonostante avesse dichiarato il coinvolgimento totale di 12.700 persone.

Infine, anche la Lettonia si era espressa sulle manovre russo-bielorusse, adottando un punto di vista analogo a quello della Polonia. Nello specifico, il 9 agosto, il ministro degli Affari Esteri del Paese, Edgars Rinkevics, aveva dichiarato che Riga temeva che le esercitazioni militari tra Russia e Bielorussia, insieme alla grave crisi migratoria che il Paese baltico sta affrontando, avrebbero potuto causare “incidenti” con le forze dell’Alleanza Atlantica. Il timore di “incidenti” con la NATO, aveva proseguito Rinkevics, nasce dal fatto che, nell’ultimo periodo, la Lituania ha significativamente incrementato la presenza militare lungo il confine con la Bielorussia, con lo scopo di interrompere il flusso di immigrati clandestini. 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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