Argentina: l’opposizione supera la coalizione di governo alle primarie

Pubblicato il 13 settembre 2021 alle 16:16 in America Latina Argentina

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In Argentina, l’opposizione di centro-destra ha sferrato un duro colpo ai peronisti del presidente Alberto Fernández, nelle primarie convocate domenica 12 settembre in vista delle elezioni legislative del prossimo 14 novembre. Le consultazioni hanno avuto l’obiettivo di delineare i candidati che faranno parte delle varie alleanze politiche. Tra due mesi, gli argentini saranno chiamati a rinnovare metà della Camera dei deputati, ovvero 127 deputati su 257, e un terzo del Senato, che corrisponde a 24 membri su 72. I risultati del voto di domenica hanno mostrato un arretramento generale del partito al governo, un bilancio che, se ripetuto, potrebbe significare una perdita di consensi alle elezioni generali.

Con il 93% dei voti scrutinati, la coalizione di governo, Frente de Todos, ha ottenuto meno del 30% dei suffragi a livello nazionale, mentre l’opposizione, Juntos por el Cambio, si è attestata al 40,7%. Il dato più importante riguarda la popolosa provincia di Buenos Aires, roccaforte del governo di centro-sinistra di Fernandez. Qui, l’opposizione si è ampiamente imposta, così come nelle principali città del Paese, fra cui Cordoba, Mendoza e Santa Fe. Ciò significa che la sinistra argentina, guidata dall’attuale capo di Stato e dalla vicepresidente Cristina de Kirchner, ha perso in 18 dei 24 distretti in cui si presentava, con la disfatta maggiore registrata nella capitale. Adesso, la coalizione ha due mesi di tempo per recuperare il consenso perduto.

“Il partito di governo ha perso 1,2 milioni di voti rispetto alle elezioni presidenziali del 2019. Questo lo porta ad un livello che, se ripetuto a novembre, lascia Alberto Fernandez molto indebolito”, ha affermato Mariel Fornoni, direttore della società di consulenza Management & Fit. Molti elettori si sentono delusi dai principali partiti politici. Una lunga recessione, un’inflazione dilagante e un tasso di povertà che è salito al 42% hanno danneggiato il sostegno pubblico al governo, nonostante i recenti segnali di ripresa economica e il calo dei casi di coronavirus. 

Reagendo ai risultati avversi, il presidente Fernández ha riconosciuto la sconfitta. “Ovviamente alcune cose non le abbiamo fatte bene perché le persone non ci hanno accompagnato come avremmo sperato”, ha dichiarato, dopo l’annuncio dei risultati, aggiungendo che il partito imparerà dai suoi errori e diventerà più forte. “La campagna è appena iniziata e a novembre dobbiamo vincerla perché abbiamo un impegno con l’Argentina”, ha continuato. Da parte sua, María Eugenia Vidal, leader di Juntos por el Cambio a Buenos Aires, ha affermato: “Stasera è uscito dalle urne un basta! fragoroso, contro l’oltraggio e gli abusi». Fernandez, per rafforzare la sua posizione, può contare sulla campagna di vaccinazione, che procede a buon ritmo, sulla diminuzione dei casi giornalieri di coronavirus e sull’uscita dell’economia dalla recessione, all’inizio di quest’anno, dopo un crollo nel 2020. Tuttavia, la popolarità del presidente era già stata precedentemente intaccata dalla decisione di imporre un lockdown molto lungo, con la pandemia che ha portato a quasi 113.000 morti e 5,2 milioni di contagi. A intaccare un consenso già ridimensionato, si è aggiunto il danno di immagine dopo la pubblicazione delle foto della festa di compleanno della compagna del presidente, Fabiola Yanez, a luglio del 2020. La festa si svolse quando il Paese si trovava nel mezzo del lockdown imposto dallo stesso Fernandez.

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di Redazione

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