Nuovi cambiamenti in Afghanistan: dalle donne alla polizia

Pubblicato il 12 settembre 2021 alle 19:39 in Afghanistan Qatar

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Il Ministero dell’Istruzione del nuovo governo guidato dai talebani ha stabilito che le donne potranno studiare all’università, ma in classi separate rispetto agli uomini. Nel frattempo, domenica 12 settembre, il ministro degli Esteri qatariota, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, si è recato in visita a Kabul, rappresentando il primo funzionario straniero di alto livello a visitare il Paese dall’entrata dei talebani nella capitale, avvenuta il 15 agosto.

È stato il ministro dell’Istruzione superiore del governo talebano in Afghanistan, Abdul Baqi Haqqani, ad annunciare, il 12 settembre, che le donne potranno continuare ad andare all’università, ma non verrà consentito a ragazzi e ragazze di studiare insieme, né tantomeno la “co-istruzione”. Laddove questo non sia possibile, le università dovranno stabilire orari diversi oppure dividere le aule con teli. Parallelamente, le ragazze verranno affidate a insegnanti donne e solo in casi straordinari a insegnanti uomini, nel rispetto delle norme della Sharia. Inoltre, le donne dovranno indossare abbigliamento islamico, e, in particolare, il velo, il cosiddetto hijab, ma non è stato specificato se sarà necessario coprire solo il capo o anche il viso. Infine, verrà effettuata una valutazione delle discipline che verranno insegnate in ciascuna facoltà.

“Inizieremo a costruire da ciò che abbiamo a disposizione oggi”, ha dichiarato Haqqani nel corso di una conferenza stampa, un giorno dopo che i talebani hanno innalzato la propria bandiera sul palazzo presidenziale, segnalando ufficialmente l’inizio dei lavori del nuovo governo tutto maschile, annunciato il 7 settembre. Lo stendardo bianco con un versetto coranico è stato issato dal mullah Mohammad Hassan Akhund, il primo ministro del governo ad interim dell’Emirato islamico. Lo stesso giorno, Rohullah Azizi, fratello dell’ex vicepresidente e leader della resistenza anti-talebana Amrullah Saleh, è stato ucciso a un posto di blocco dei talebani. Saleh si è dichiarato il legittimo presidente ad interim dell’Afghanistan e ha guidato le forze che resistono ai talebani nel Panjshir.

Sin dalla presa del potere in Afghanistan, i talebani si sono detti disposti a salvaguardare i diritti delle donne, in base alla Sharia, la legge islamica. Tuttavia, durante il suo primo governo, dal 1996 al 2001, il gruppo islamista aveva imposto una versione rigorosa della Sharia, dalle interpretazioni più estreme. Ciò includeva il divieto per le donne di lavorare fuori casa o di uscire di casa senza un tutore maschio, il mancato accesso all’istruzione per bambine e ragazze, l’obbligo di indossare il burqa, l’abito femminile musulmano che copre sia il corpo sia la testa, e severe punizioni per chi violava il codice morale del gruppo islamista. Secondo Amnesty International, nel 1996, a una donna di Kabul venne tagliata la punta del pollice per aver indossato lo smalto.

Ora, i talebani non hanno ancora ben chiarito in che cosa consisterà il proprio modus operandi, ma hanno più volte ribadito che sono disposti ad adottare comportamenti diversi rispetto al passato. Ad ogni modo, le nuove politiche in materia di istruzione si discostano dal modo in cui le università funzionavano in precedenza. Prima della caduta di Kabul del 15 agosto, le università di tutto l’Afghanistan erano “co-educative” e le donne non dovevano conformarsi a nessun codice di abbigliamento. Il numero di studentesse nell’istruzione superiore aveva raggiunto livelli record e istituzioni come l’Università di Herat e l’Università Ghalib di Kabul accoglievano più studentesse che studenti di sesso maschile.

Il 12 settembre stesso, è stato annunciato che alla polizia afghana è stato concesso di dispiegarsi all’aeroporto di Kabul per presidiare i posti di blocco insieme alle forze di sicurezza dei talebani, per la prima volta da quando gli islamisti hanno preso il potere. In particolare, i talebani hanno riferito che le attuali forze talebane di stanza a Kabul saranno presto sostituite con forze di polizia congiunte, con membri sia dell’ex governo sia delle forze talebane e tutte indosseranno uniformi. Si tratta di un altro cambiamento rilevante, considerato che, dopo la caduta del precedente governo, la polizia afghana ha abbandonato le proprie postazioni nella capitale, lasciando il posto alle sole forze del gruppo al potere.

Nel frattempo, il 12 settembre, lo sceicco Mohammad bin Abdulrahman al-Thani, altresì vice premier del Qatar, ha svolto una visita a Kabul, dove ha incontrato diversi funzionari di alto livello del nuovo esecutivo afghano. Tra questi, il primo ministro designato, Mullah Muhammad Hassan Akhund. Inoltre, il ministro qatariota ha tenuto colloqui con l’ex presidente Hamid Karzai e il presidente del Comitato per la riconciliazione afghana, Abdullah Abdullah, incoraggiando gli interlocutori a impegnarsi nel cammino di riconciliazione nazionale. Fino ad ora, non sono stati diffusi particolari dettagli in merito ai colloqui da parte dei funzionari afghani. Tuttavia, diverse fonti hanno rivelato che questi si sono concentrati prevalentemente sulla situazione politica attuale dell’Afghanistan e sugli sforzi profusi dal Qatar a sostegno della popolazione afghana.

La visita a Kabul di al-Thani si inserisce in un tour più ampio, che ha visto il ministro recarsi anche in Iran, Pakistan, Turchia e Russia per discutere del dossier afghano. A tal proposito, l’11 settembre, il capo della diplomazia qatariota ha incontrato l’omologo russo, Sergej Lavrov. A margine del bilaterale, è stato affermato che gli aiuti umanitari diretti all’Afghanistan dovrebbero essere indipendenti da qualsiasi sviluppo politico e che i talebani dovrebbero coordinarsi per garantire l’uscita di coloro che desiderano abbandonare il Paese.

Il Qatar, che ospita un’importante base aerea degli Stati Uniti, è stato un Paese chiave per le 55.000 persone trasportate in aereo fuori dall’Afghanistan, quasi la metà del numero totale evacuato dalle forze guidate dagli Stati Uniti, dopo la presa del potere da parte dei talebani. In precedenza, invece, il Paese del Golfo ha svolto un ruolo di mediazione significativo, ospitando altresì i colloqui di pace che hanno portato all’accordo tra talebani e USA, il 29 febbraio 2020, con cui gli Stati Uniti si sono impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’intesa.  A tal proposito, è stato il ministro al-Thani ad affermare, il 22 agosto, che il suo Paese stava continuando a dialogare con i talebani in Afghanistan, incoraggiandoli ad agire come “membri della società afghana”.

 
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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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