Israele lancia raid contro Gaza, mentre ritrova i fuggitivi palestinesi

Pubblicato il 11 settembre 2021 alle 8:46 in Israele Palestina

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Aerei da guerra ed elicotteri di Israele hanno colpito, nella tarda serata del 10 settembre, postazioni del gruppo palestinese Hamas situate nella Striscia di Gaza. Nel frattempo, la polizia israeliana ha riferito di aver arrestato due dei sei prigionieri palestinesi fuggiti, il 6 settembre, dal carcere di Gilboa. Al momento, solo due detenuti risultano essere ancora in fuga.

Entrambe le notizie sono state riportate oggi, sabato 11 settembre. In particolare, il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha dichiarato, sul proprio account Twitter, che le proprie forze hanno agito in risposta ai palloni incendiari lanciati in precedenza da Gaza. Stando a quanto specificato, i razzi di Israele hanno colpito, in particolare, una postazione impiegata per lanciare colpi di arma da fuoco, un centro di addestramento, un deposito di armi situato nei pressi di una scuola e di moschee e un compound militare, altresì sede di una fabbrica di cemento, materiale funzionale alla costruzione di tunnel “terroristici”. Si tratta di luoghi appartenenti ad Hamas, il gruppo palestinese con cui Israele si è affrontato nel corso dell’escalation verificatasi dal 10 al 21 maggio scorso.

L’ultimo episodio simile risale alla notte tra il 6 e il 7 settembre, quando le Forze di Difesa israeliana hanno condotto ulteriori raid contro Gaza, colpendo due siti di Hamas adibiti all’addestramento militare, posti nel Sud dell’enclave, nelle vicinanze di Khan Yunis. Tra questi, Qadisiyah, obiettivo di 4 attacchi aerei israeliani, e al-Quds, nell’Ovest di Khan Yunis. In entrambi i casi, non sono state registrate vittime, ma ingenti danni materiali sia nei due siti sia nelle aree circostanti.

In concomitanza con i raid israeliani del 10 settembre, sono state udite sirene di avvertimento al confine tra Israele e la Striscia di Gaza, le quali sono state attivate poche ore dopo l’annuncio dell’arresto di due dei sei prigionieri palestinesi, fuggiti, nella notte tra il 5 e il 6 settembre, da Gilboa, una delle strutture di detenzione di massima sicurezza di Israele. In particolare, stando a quanto riportato da un portavoce della polizia israeliana nelle prime ore dell’11 settembre, due fuggitivi stati catturati in un villaggio arabo vicino Nazareth, nel Nord di Israele, mentre erano nascosti in un parcheggio di camion a Est della città israeliana. Poche ore prima, altri due prigionieri erano stati arrestati nella medesima località. Questi sono stati identificati come Yaqoub Qadiri e Mohammad al-Ardah.

Quest’ultimo era stato arrestato dalle forze israeliane nel 1996 e condannato all’ergastolo con l’accusa di affiliazione alle Brigate al-Quds e per il suo coinvolgimento nell’uccisione di alcuni militari israeliani. Qadiri, invece, era detenuto dal 2003, anch’egli condannato all’ergastolo in quanto membro delle Brigate al-Quds e per aver ucciso un colono israeliano. Tra gli altri fuggitivi catturati vi è poi Zakaria Zubeidi, 46 anni, un leader della Brigata dei martiri di al-Aqsa, affiliata al movimento Fatah. Egli era detenuto dal 2019, dopo essere stato accusato di “diversi attacchi letali”. Zubeidi ha rappresentato una figura di spicco durante la Seconda Intifada e nel 2007 aveva ottenuto l’amnistia da Israele, poi revocata nel 2011, il che ha costretto il leader alla fuga, fino al 2019. In totale, cinque fuggitivi, Munadil Nafayat, Mahmoud e Mohammad al-Arida, Iham Kahamji, e Yaqoub Qadiri appartengono al Movimento per il Jihad Islamico.

Dopo aver ritrovato quattro dei sei detenuti, le forze israeliane hanno avviato operazioni su larga scala fino a sabato mattina, per trovare i due che sono ancora a piede libero. Nelle ore precedenti, gruppi di palestinesi hanno protestato in tutta la Cisgiordania e a Gerusalemme Est, oltre che in campi profughi nel Nord del Libano, per mostrare il proprio sostegno ai prigionieri fuggiti da Gilboa, considerati degli eroi nella lotta volta a istituire uno Stato nei territori catturati da Israele nella guerra del 1967. Da parte loro, alcune fazioni palestinesi, tra cui Fatah, hanno messo in guardia da possibili ripercussioni per l’arresto dei propri uomini, considerando Israele nuovamente responsabile della loro vita e di eventuali azioni nei loro confronti. A tal proposito, poche ore dopo i primi due arresti, il 10 settembre, è stato lanciato un razzo verso Israele, intercettato dal sistema di difesa israeliano noto come Cupola di Ferro, mentre uomini armati hanno sparato contro posti di blocco israeliani a Jenin, nel Nord della Cisgiordania. 

Il carcere di Gilboa si trova a circa 4 chilometri dal confine con la Cisgiordania e ospita i palestinesi accusati o sospettati di aver commesso operazioni a danno di Israele, attacchi letali inclusi. Secondo un’organizzazione non governativa palestinese, Addameer for Prisoner Care and Human Rights, la prigione, istituita sotto la supervisione di esperti irlandesi e aperta nel 2004, è tra le più sorvegliate e gode di un livello di sicurezza “molto elevato”. L’evasione, considerata “estremamente insolita”, è avvenuta tramite un tunnel, di “decine di metri”, scavato dai detenuti stessi, e si pensa che questi abbiano ricevuto anche aiuto dall’esterno, comunicando con presunti alleati tramite cellulari ritrovati all’interno della cella.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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