Visita del ministro degli Esteri del Qatar in Iran

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 11:38 in Iran Qatar

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Il ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani si è recato a Teheran, il 9 settembre, per tenere colloqui con il suo omologo, Hossein Amirabdollahian. La visita arriva il giorno successivo alla partenza del segretario di Stato degli USA da Doha. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana IRNA, i due rappresentanti hanno discusso di relazioni bilaterali, ma anche degli ultimi sviluppi regionali ed internazionali. Inoltre, secondo l’agenzia di stampa Reuters, che cita fonti locali, il ministro degli Esteri iraniano avrebbe chiesto di rafforzare i legami commerciali tra Doha e Teheran e avrebbe ribadito il sostegno iraniano ad un governo afghano che includa tutte le fazioni. Non è stato fatto alcun riferimento ai colloqui sul nucleare. 

Il ministro degli Esteri del Qatar si è recato a Teheran appena dopo che Blinken aveva visitato lo stato arabo del Golfo, che ha supportato gli sforzi di Washington nel massiccio ponte aereo per evacuare l’Afghanistan. Il Qatar è emerso come il principale mediatore tra i talebani, che hanno invaso Kabul il 15 agosto, e i Paesi occidentali. Considerati i buoni rapporti tra Doha e Teheran, un ruolo da intermediario potrebbe essere prezioso anche tra l’Iran e gli Stati Uniti. 

I negoziati a Vienna, volti a salvare l’accordo sul nucleare iraniano, sono stati sospesi a partire dal 17 luglio, per permettere a Teheran di far insediare il nuovo governo, prima di procedere con nuove discussioni. L’intesa in questione, nota come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), alleggeriva le sanzioni internazionali su Teheran in cambio della limitazione del suo programma nucleare. Tuttavia, il patto è stato abbandonato l’8 maggio del 2018 quando l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi unilateralmente dall’intesa e di reintrodurre le sanzioni contro l’Iran. 

Il successore di Trump, Joe Biden, si è detto disponibile a riconsiderare l’accordo e ha accettato l’avvio di negoziati indiretti con la controparte iraniana mentre gli altri Stati membri dell’intesa, ovvero Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania e Russia, organizzano colloqui a Vienna per trovare un nuovo punto d’incontro. Un sesto round di negoziati si è concluso il 20 giugno, ma le date del prossimo appuntamento non sono ancora state fissate. L’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Iran, Robert Malley, ha incontrato a Mosca, giovedì 9 settembre, il viceministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Ryabkov, per discutere del ripristino dei colloqui di Vienna e del JCPOA. 

Secondo un rapporto del Wall Street Journal del 17 luglio, un piano tripartito presentato da funzionari europei, che avrebbe prolungato il tempo necessario all’Iran per produrre i materiali utilizzati nella realizzazione di un’arma nucleare e reso più fattibile un rilancio dell’accordo, è stato respinto dal team negoziale di Teheran. Il piano rifiutato avrebbe altresì visto l’eliminazione di centrifughe avanzate, la rimozione dell’infrastruttura elettronica utilizzata per azionare le macchine attualmente vietate ai sensi dell’accordo e la riduzione della capacità del Paese di produrre nuove centrifughe.

Diverse fonti vicine ai colloqui hanno affermato che l’Iran non consentirà che nessuna delle sue centrifughe avanzate venga distrutta. Non è noto se la bozza europea sia stata proposta nell’ambito dei negoziati in corso a Vienna o indipendentemente da questi. Nel frattempo, le potenze europee hanno avvertito che i precedenti progressi compiuti nei colloqui potrebbero andare persi, se l’Iran continuerà a imporre limiti all’accordo. “Abbiamo ripetutamente sottolineato che il tempo non è dalla parte di nessuno”, hanno affermato a tale proposito i rappresentanti europei.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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