Thailandia: il premier licenzia due vice ministri

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 12:45 in Asia Thailandia

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Il primo ministro thailandese, Prayut Chan-o-cha ha licenziato due membri del governo, il 9 settembre. Si tratta del vice ministro dell’Agricoltura Thammanat Prompao, sospettato di aver complottato per far perdere la fiducia parlamentare a Prayut durante le votazioni del 4 settembre scorso, e della vice ministra del Lavoro, Narumon Pinyosinwat, incolpata di aver contribuito a tale piano, secondo quanto riferito dai media.

Il viceministro dell’agricoltura è stato una figura controversa tra i sostenitori di Prayut già prima delle ultime vicende. L’uomo era stato incarcerato per quattro anni in Australia negli anni ’90 in un caso di traffico di eroina. Successivamente, Thammanat è stato coinvolto in altri scandali, tra cui l’affermazione secondo cui il suo dottorato in pubblica amministrazione sarebbe stato ottenuto in modo fraudolento. L’ormai ex vice ministro ha però respinto tutte le accuse di illecito a suo carico.

Thammanat aveva ottenuto la sua posizione di viceministro vista la sua influenza politica in grado di indirizzare le votazioni nel Nord della Thailandia a favore del partito di governo Palang Pracharath. Nel mese di giugno 2021, l’uomo era stato nominato segretario generale del partito e, al momento, non è chiaro se il suo licenziamento rafforzerà o indebolirà il governo di Prayut.

Palang Pracharath è il partito sostenuto dai militari che ha nominato l’ex comandante dell’esercito Prayut primo ministro dopo le elezioni generali del 2019. Il premier è salito al potere per la prima volta nel 2014, dopo aver realizzato un colpo di Stato. Nel 2017, il primo ministro thailandese aveva adottato una nuova Costituzione ampliando i poteri della corona e conferendo all’Esercito il compito di nominare i membri del Senato che, a loro volta, nominano il premier. Prayut è poi rimasto alla guida del Paese anche dopo le ultime elezioni nazionali, organizzate nel 2019, alle quali è risultato vincitore, nonostante in molti ritengano che le votazioni siano state manipolate in suo favore.

Al momento, il premier e i due vice ministri licenziati non hanno commentato pubblicamente l’accaduto e le sue cause.

Il primo ministro della Thailandia e altri cinque ministri del suo esecutivo hanno resistito ad una mozione di sfiducia chiesta dall’opposizione il 4 settembre. Dal 31 agosto precedente, in Parlamento era stato discusso un dibattito sulla gestione dell’emergenza coronavirus da parte del governo del premier e sulle ricadute economiche dell’emergenza. Particolari critiche erano poi state riservate all’esecutivo per il ritardo nell’ottenere vaccini in quanto non erano stati ordinati in anticipo e perché la Thailandia ha deciso di non aderire al programma internazionale di fornitura di vaccini COVAX. Il voto del 4 settembre ha rappresentato la terza mozione di sfiducia contro Prayut.

In Thailandia, sono tutt’ora in corso proteste che chiedono le sue dimissioni e che sono state caratterizzate anche da scontri violenti.  Le proteste thailandesi hanno assistito ad un nuovo aumento nell’ultimo periodo in quanto i manifestanti che hanno iniziato a chiedere le dimissioni del premier nel 2020 sono tornati in strada con un seguito maggiore di persone insoddisfatte per la gestione della pandemia.

Le proteste erano nate come un movimento pacifico organizzato on-line a inizio 2020 da gruppi studenteschi che hanno poi coinvolto più strati della popolazione, scesa nelle piazze dal 18 luglio 2020. Il movimento di dissenso era nato di fronte alla crescente influenza dell’Esercito nel governo e al ruolo della monarchia. Le principali richieste dei manifestanti erano e sono una Costituzione più democratica, le dimissioni del primo ministro e riforme monarchiche. Il movimento aveva però perso vigore a causa di molti arresti dei suoi leader, delle preoccupazioni e delle restrizioni per il coronavirus, nonché delle controversie sulla visione critica della monarchia. Tuttavia, di fronte ad un aumento di contagi di coronavirus a partire dalla terza ondata di aprile 2021, Prayuth è stato criticato per la sua gestione della crisi e per non essere riuscito a garantire forniture tempestive e adeguate di vaccini.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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