Russia-USA: ambasciatore statunitense a Mosca convocato dal Ministero degli Esteri russo

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 19:20 in Russia USA e Canada

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L’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, John Sullivan, è stato convocato, venerdì 10 settembre, presso il Ministero degli Esteri della Federazione Russa per tenere un colloquio con il viceministro, Sergei Ryabkov.

A riferirlo, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Non è chiara la tematica affrontata durante il breve colloquio, durato circa 20 minuti, poiché, dopo essere uscito dal Dipartimento, Sullivan si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni alla stampa. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa TASS, la quale ha citato fonti diplomatiche, Sullivan sarebbe stato convocato per discutere dell’interferenza statunitense nelle elezioni parlamentari russe, che si terranno dal 17 al 19 settembre. Dall’altra parte, RIA Novosti, menzionando quanto riferito da un portavoce dell’Ambasciata deli USA, Jaysoh Rebholz, ha rivelato che Sullivan avrebbe incontrato il vicecapo degli Esteri russo Ryabkov per discutere di come il capo di Stato degli USA intende avviare “relazioni stabili e prevedibili” con la Russia.

Il giorno precedente, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva accusato gli Stati Uniti di ingerenza nelle elezioni russe, definendo “ovvia” la “minaccia”. Tuttavia, Peskov aveva sottolineato che il sistema di sicurezza informatica della Federazione è molto “avanzato” e in grado di neutralizzare i rischi. In tale quadro, è importante sottolineare che anche il presidente russo, Vladimir Putin, aveva dichiarato che l’Unione Europea e l’Occidente starebbero tentando di screditare la validità delle imminenti elezioni. Analogamente, il 7 settembre, la presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, aveva definito “inammissibili” le dichiarazioni di alcuni politici europei sull’illegittimità delle prossime elezioni alla Duma di Stato in Russia. Secondo la rappresentante, si tratterebbe di un’interferenza negli affari interni russi.

Dal 17 al 19 settembre, i cittadini russi saranno chiamati alle urne per le elezioni parlamentari della Duma di Stato. Secondo il sistema della Federazione, la Duma viene eletta a cadenza quinquennale attraverso un sistema elettorale misto. La campagna elettorale è ancora in corso mentre i seggi per la registrazione dei candidati è terminata il 4 agosto.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, hanno attraversato un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due nazioni a una serie di importanti questioni internazionali. Ciò nonostante, proprio per le elevate responsabilità degli attori a livello mondiale, Mosca e Washington stanno provando a rilanciare il dialogo bilaterale. I primi tentativi sono stati avviati lo scorso 19 maggio, quando il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha incontrato a Reykjavík, a margine del Consiglio Artico, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken. Un secondo incontro di alto livello tra i due Paesi si è tenuto, il 24 maggio scorso, quando il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, e il consigliere nazionale per la Sicurezza degli USA, Jake Sullivan, si sono riuniti a Ginevra per approfondire alcune questioni di stabilità strategica e la normalizzazione delle relazioni russo-americane. In entrambe le occasioni, l’esito del dialogo è stato definito “costruttivo”.

Tali iniziative sono poi culminate con l’incontro faccia a faccia tra i due presidenti, il 16 giugno. Tale incontro è stato anche il primo vertice russo-americano dal 16 luglio 2018, quando Putin aveva tenuto un colloquio con l’ex capo della Casa Bianca, Donald Trump. Tra gli spunti positivi del summit di Ginevra, oltre alla distensione diplomatica relativa al ritorno degli ambasciatori, Putin e Biden hanno dichiarato di voler avviare consultazioni sulla cyber-sicurezza, lo scambio di prigionieri e il controllo delle armi. Proprio su quest’ultimo tema, nonostante le conferenze stampa dei due leader si siano svolte separatamente, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta riguardo l’arsenale nucleare, in cui si legge che la Federazione Russa e gli Stati Uniti hanno confermato di aderire al principio secondo cui “non potranno esserci vincitori in una guerra nucleare”.

Nonostante tali sviluppi, il 20 giugno, Washington ha comunicato l’elaborazione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, per condannare le condizioni di detenzione dell’oppositore del Cremlino, Alexey Navalny, e per colpire le società russe coinvolte nella costruzione del Nord Stream 2. Parallelamente, sempre il 20 giugno, l’ambasciatore russo negli USA, Anatoly Antonov, è rientrato a Washington al fine di normalizzare le relazioni bilaterali. “Non è un segnale che ci aspettavamo a seguito del vertice”, ha commentato tuttavia Antonov in relazione alle nuove misure. Successivamente, il 24 giugno, anche l’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, John Sullivan, è giunto nella capitale russa.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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