Russia, Putin: le relazioni bilaterali con il Tagikistan hanno “valore strategico”

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 6:41 in Russia Tajikistan

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Giovedì 9 settembre, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si è congratulato con l’omologo tagiko, Emomali Rahmon, per il 30° anniversario dell’indipendenza del Paese, rivelando che Mosca attribuisce grande importanza alle relazioni di alleanza e partnership strategica tra i due Paesi.

A riportare le dichiarazioni di Putin su Dushanbe è stato il sito web ufficiale del Cremlino, il medesimo giovedì. Nel suo messaggio, inoltre, il leader russo ha elogiato i passi avanti che il Tagikistan ha compiuto, nell’ultimo periodo, nel quadro internazionale:  “Il vostro Paese sta avanzando con successo lungo la strada dello sviluppo socio-economico” e adotta un approccio costruttivo nella gestione di “questioni dell’agenda regionale e internazionale”. Infine, Putin ha altresì auspicato a un ulteriore approfondimento dei rapporti bilaterali anche nell’ambito di organizzazioni internazionali come l’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (CSTO), dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). “Ciò soddisfa pienamente gli interessi dei nostri popoli amici, è in linea con il consolidamento della pace, della sicurezza e della stabilità in Asia Centrale”, ha concluso il presidente russo.

In tale contesto, è importante ricordare il ruolo chiave svolto da tali format nelle relazioni multilaterali tra i vari attori presenti in Asia Centrale. In primo luogo, lo SCO è un organismo intergovernativo fondato, il 14 giugno 2001, dai capi di Stato di sei Paesi, quali Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Questi ultimi, fatta eccezione per l’Uzbekistan, facevano già parte dello Shanghai Five, anche noto come Gruppo di Shangai. Dopo l’adesione dell’Uzbekistan, nel 2001, i membri dell’organizzazione hanno deciso di cambiarne il nome in quello attuale. Si tratta di un formato molto importante per l’Asia Centrale, soprattutto per l’analisi di questioni regionali in chiave geopolitica. Lo scopo iniziale di SCO era quello di normalizzare i conflitti territoriali tra i Paesi membri. Progressivamente, l’Organizzazione si è istituzionalizzata e ha intensificato la cooperazione tra gli Stati aderenti, andando a sfiorare non solo il campo della sicurezza, ma anche quello economico, energetico e culturale. Il piano militare e di sicurezza è quello più rilevante ed è focalizzato sulla lotta al terrorismo, all’estremismo e al separatismo.

In secondo luogo, il CSTO, che riunisce Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan, è un’alleanza difensiva creata, il 15 maggio 1992, per salvaguardare il territorio dell’ex Unione Sovietica. A partire dal 2 dicembre 2004, l’Organizzazione ha ricevuto lo status di osservatore dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la quale ha altresì stretto un accordo di cooperazione per mantenere la pace e la stabilità nelle aree di competenza. Infine, la Comunità degli Stati Indipendenti è stata istituita, l’8 dicembre 1991, con la firma dell’Accordo di Belavezha. È un’organizzazione internazionale composta da 9 delle 15 Repubbliche Sovietiche, quali l’Armenia, l’Azerbaigian, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Moldavia, la Russia, il Tagikistan e l’Uzbekistan. L’intenzione degli Stati fondatori era quella di dar vita a una nuova unione, basata però su un diverso rapporto tra Mosca e le altre capitali. Nel suo tentativo di condividere le scelte nel campo della politica estera, economica e militare, gli esperti hanno affermato che la Russia avrebbe voluto evitare che i Paesi a lei vicini avessero stretto alleanze con la NATO.

Le relazioni bilateral tra Russia e Tagikistan risalgono ai tempi dell’ex Unione delle repubbliche Socialiste Sovitiche (URSS) e, nell’ultimo periodo, Mosca ha più volte osservato i propri obblighi derivanti dal CSTO al fine di supportare Dushanbe, preoccupata dall’avanzata dei talebani, culminata con l’insediamento dei militanti nel governo. Ad esempio,  dal 2  al  10 agosto, Russia, Uzbekistan e Tagikistan hanno avviato esercitazioni militari trilaterali lungo il confine con l’Afghanistan. Le manovre hanno coinvolto un totale di 2.500 militari delle Forze Armate dei tre Stati alleati e si sono svolte nei pressi della base uzbeka di Termez, confinante con il vicino belligerante. Inizialmente, a prendere parte alle esercitazioni antiterroristiche sono state solo le Forze Armate di Mosca e Tashkent. In un secondo momento, si sono uniti anche i militari di Dushanbe, i quali hanno partecipato alla fase finale delle operazioni, tenutesi nella base militare di Harb-Maidon, a 20 chilometri dal confine con l’Afghanistan.

Tuttavia, il piano di cooperazione militare russo-tagiko si colloca all’interno di un progetto ben più ampio, concepito quasi 30 anni fa, il 10 febbraio 1995. Si tratta della creazione di un sistema combinato di difesa aerea che raggruppa tutti i Paesi della CSI con lo scopo di rafforzare i sistemi militari regionali. Ad oggi, sono 7 i Paesi ad aver preso parte al programma, quali la Russia, la Bielorussia, l’Armenia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan. L’obiettivo ultimo del sistema è quello di proteggere i confini degli Stati membri della CSI nello spazio aereo, attraverso misure che prevedono l’invio di notifiche in tempo reale sulla situazione aerospaziale dei territori. Per garantire il miglioramento della cooperazione e della struttura organizzativa del progetto sono stati elaborati e firmati accordi per la creazione di un sistema unificato di difesa aerea tra Russia, Armenia, Bielorussia e Kazakistan.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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