Russia-Bielorussia: annunciata l’integrazione energetica ed economica

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 16:36 in Bielorussia Russia

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Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, è giunto a Mosca, giovedì 9 settembre, per tenere colloqui di alto livello con l’omologo russo, Vladimir Putin. Sul tavolo dei negoziati i due capi di Stato hanno posto le roadmap restanti per formalizzare lo “Stato dell’Unione russo-bielorussa”.

A margine dei negoziati, svoltisi al Cremlino per circa 3 ore e 30 minuti, Lukashenko e Putin hanno concordato di istituire un mercato unificato del petrolio e del gas, nonché di approfondire l’integrazione economica di Russia e Bielorussia, al fine di creare un fronte unito davanti alle sanzioni occidentali, definite “ingiustificate”. Dopo i negoziati, i due presidenti hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, durante la quale hanno rivelato che non sono state affrontate questioni di politica internazionale o interna. Il bilaterale, inoltre, ha permesso a Mosca e Minsk di sottoscrivere formalmente le 28 roadmap, necessarie per formalizzare lo Stato dell’Unione. Secondo il leader russo, la riunione del Consiglio di Stato supremo dello Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia, durante il quale saranno approvate le roadmap, si terrà entro la fine del 2021. I documenti firmati possono essere raccolti in tre macrocategorie: programmi congiunti, integrazione fiscale e politica e sicurezza.

Per quanto riguarda il primo punto, Putin ha rivelato che Russia e Bielorussia si stanno muovendo verso una politica industriale integrata, grazie ad accordi che permetteranno di attuare una politica macroeconomica comune. Nello specifico, si fa riferimento all’integrazione dei sistemi di pagamento, all’approfondimento della cooperazione in materia di sicurezza informatica, doganale, fiscale, energetica e in altri settori. In occasione della conferenza stampa, il presidente russo ha anche annunciato che, entro il primo dicembre 2023, i due Paesi firmeranno una serie di documenti per concludere l’accordo “sull’unificazione dei mercati petroliferi, del gas e dell’energia elettrica”. Pertanto, il prezzo del gas russo per la Bielorussia, nel 2022, rimarrà analogo a quello del 2021 poiché non sarà indicizzato al tasso di inflazione. Nello specifico, il costo attuale è di 128, 5 dollari per 1.000 metri cubi di gas.

Quanto all’integrazione fiscale ed economica, durante il vertice Mosca e Minsk hanno concordato di integrare i sistemi di pagamento nazionali, nonché di creare uno spazio economico unico all’interno dello Stato dell’Unione. Da una parte, Lukashenko non ha escluso la possibilità di tornare all’emissione di una moneta univoca per i due Paesi. Dall’altra, Putin ha osservato che sarebbe ancora prematuro discutere di tale aspetto, ricordando che la priorità, al momento, è quella di stabilire una politica macroeconomica unificata.

Infine, in relazione a questioni legate alla politica e alla sicurezza dell’asse, i presidenti hanno discusso della possibilità di creare uno spazio di difesa comune. Pertanto, secondo Putin, le manovre militari bilaterali Zapad-2021, la cui fase attiva è stata avviata il 10 settembre, rivestono un’importanza principe per agire in tale direzione. A fronte dei timori avanzati dalla NATO e dalle Repubbliche Baltiche riguardo tali esercitazioni, poiché temono il “rischio di escalation”, Putin e Lukashenko hanno ricordato che si tratta di manovre con finalità “difensive”, sottolineando che non sono dirette contro nessun Paese terzo. Successivamente, è stato riferito che, nel futuro, potrebbe essere istituito il Parlamento sindacale di Russia e Bielorussia. Un’altra questione affrontata durante il bilaterale riguarda i prestiti che Mosca ha attivato per Minsk negli anni precedenti. Putin ha rivelato che, entro il 2022, la Russia fornirà circa 630-640 milioni di dollari alla Bielorussia. Pertanto, Lukashenko ha dichiarato che il Paese non intende chiedere nuovi prestiti alla Federazione.

A margine dei colloqui, definiti “costruttivi”, Putin ha rivelato che il bilaterale del 9 settembre ha confermato che Mosca e Minsk si trovano sulla strada giusta per l’integrazione, che permetterà di avvicinare ulteriormente i Paesi “fraterni”. Grazie alla creazione dello Stato dell’Unione, i cittadini di Russia e Bielorussia riceveranno pari diritti e opportunità nelle sfere economiche e sociali. Più tardi, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha rivelato che, nell’autunno, Putin terrà un viaggio di lavoro in Bielorussia, anche se non sono state ancora rivelate le date precise dell’incontro.  

In precedenza, il 9 agosto, Lukashenko si era detto speranzoso sulla formalizzazione finale dell’integrazione fiscale economica di Russia e Bielorussia, che avverrà attraverso l’adozione di tutte le tabelle di marcia settoriali per lo sviluppo dell’integrazione economica. Secondo il leader di Minsk, tale progetto non influenzerà in alcun modo la sovranità della Bielorussia. Nello specifico, quando si fa riferimento al programma di “Unione russo-bielorussa”, si intende un progetto che sancisce la creazione di un nuovo Stato federale dotato di moneta, esercito, costituzione, legislazione e presidente in comune. Tuttavia, si chiarisce che quando si fa riferimento all’ Unione russo-bielorussa, non si parla concretamente di unificazione territoriale, bensì di una “profonda integrazione” dei due Paesi, attraverso una serie di tabelle di marcia.

Mosca, con una quota del 50% nel commercio mondiale bielorusso, è il principale partner economico di Minsk. La Bielorussia si colloca al quarto posto tra i partner commerciali della Russia. In termini di investimenti russi nell’economia bielorussa, il Cremlino occupa il primo posto. Una componente importante delle relazioni russo-bielorusse sono i legami interregionali, che disvelano il potenziale della cooperazione commerciale, economica e umanitaria. I contatti sono regolarmente mantenuti nel campo dell’istruzione, della scienza e della cultura. Infine, l’esperienza di successo dell’interazione nel quadro dello “Stato dell’Unione” ha contribuito ad incrementare i processi di integrazione nello spazio della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), portando alla formazione dell’Unione doganale, dello spazio economico comune di Russia, Bielorussia e Kazakistan e poi l’Unione economica eurasiatica.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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