La Polonia avvia le esercitazioni militari Rys’-21 in risposta a Zapad-2021

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 20:31 in Bielorussia Polonia Russia

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Sullo sfondo delle manovre militari russo-bielorusse Zapad-2021, la Polonia ha avviato, venerdì 10 settembre, esercitazioni belliche su larga scala, le “Rys’-21”. A riferirlo è stato il ministro della Difesa del Paese, Mariusz Blaszczak.

Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, citando fonti locali, le Rys’-21 sono iniziate, il medesimo venerdì, nei pressi della base militare di Novaya Demba, situata nell’Est della Polonia. All’esercitazione prenderanno parte più di 6.000 soldati polacchi, giunti nel voivodato della Precarpazia da Stettino, Stargard, Koszalin, Bristle e Slupsk. Nello specifico, circa 4.000 militari sono stati collocati nell’Est e nell’Ovest del Paese, mentre i restanti 2.000 stanno cooperando con le guardie di frontiera di Varsavia, al fine di assisterle nei compiti di pattugliamento lungo il confine con la Bielorussia.

Per quanto riguarda l’artiglieria militare, le Forze Armate disporranno di oltre 1.000 unità di equipaggiamento. Tra questi, vale la pena citare mezzi corazzati Rosomak, veicoli da combattimento di fanteria BMP-1, mortai semoventi Rak e sistemi di difesa aerea Hibneryt i Poprad. Il ministro della Difesa non si è solo limitato ad annunciare le manovre, ma ha anche rivelato che queste sono state avviate a causa di Zapad-2021. “Non possiamo escludere l’eventualità di provocazioni [di Russia e Bielorussia]. Siamo pronti. Le unità sono state schierate a Est del [fiume] Vistola”, ha dichiarato Blaszczak, rivelando di essere in stretto contatto con la NATO, anch’essa turbata dall’ingente dispiegamento militare di Russia e Bielorussia lungo il confine che quest’ultima condivide con l’Alleanza.

Le manovre militari polacche confermano i timori di escalation che il premier del Paese, Mateusz Morawiecki, aveva espresso qualche giorno prima, il 7 settembre. In tale occasione, il primo ministro aveva dichiarato che la situazione al confine con la Bielorussia rappresentava “la più grande crisi [migratoria] degli ultimi 30 anni”, la quale sarebbe potuta peggiorare durante le manovre le Zapad-2021. “Tra alcuni giorni cominceranno le esercitazioni militari Zapad-2021. Lungo il nostro confine saranno dispiegati gli eserciti di Russia e Bielorussia, pienamente operativi”, aveva rivelato il funzionario. “La mia intenzione non è di diffondere spavento ma di ottimizzare la sicurezza di Polonia e della NATO. Per questo motivo, come la Lituania e la Lettonia, abbiamo introdotto lo stato di emergenza in alcune località frontaliere. In tal modo, diminuirà il rischio di provocazioni che sarebbero un pretesto per gli eserciti [di Mosca e Minsk] per un’escalation”, aveva poi continuato il premier polacco.

In tale quadro, è importante ricordare che, il 2 settembre, il presidente di Varsavia, Andrzej Duda, ha introdotto lo stato di emergenza. La nuova misura restrittiva avrà una durata di minimo 30 giorni e interesserà 115 insediamenti nella regione di Podlaskiee e 68 in quella di Lubelskie, al confine con la Bielorussia, accusata di servirsi dell’immigrazione illegale ed alimentarla per esercitare pressioni contro l’Unione Europea e le sanzioni del 21 giugno. Anche la Lettonia si è espressa sulle imminenti manovre russo-bielorusse, adottando un punto di vista analogo a quello della Polonia. Nello specifico, il 9 agosto, il ministro degli Affari Esteri del Paese, Edgars Rinkevics, ha dichiarato che Riga teme che le prossime esercitazioni militari tra Russia e Bielorussia, insieme alla grave crisi migratoria che il Paese baltico sta affrontando, potrebbero causare “incidenti” con le forze dell’Alleanza Atlantica. Il timore di “incidenti” con la NATO, ha proseguito Rinkevics, nasce dal fatto che, nell’ultimo periodo, la Lituania ha significativamente incrementato la presenza militare lungo il confine con la Bielorussia, con lo scopo di interrompere il flusso di immigrati clandestini. 

Infine, è altrettanto rilevante menzionare le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, riguardo le operazioni belliche di Mosca e Minsk. L’esponente dell’alleanza ha esortato Russia e Bielorussia ad essere chiari circa il quantitativo di militari che saranno dispiegati. Nel dettaglio, Stoltenberg ha riferito che, nella precedente edizione delle esercitazioni, Zapad-2017, anch’esse svoltesi lungo il confine che la Russia condivide con la NATO, la Federazione aveva schierato tra 60.000 e 70.000 soldati, nonostante avesse dichiarato il coinvolgimento totale di 12.700 persone.

Le manovre di Minsk e Mosca sono di natura difensiva e mirano a garantire la sicurezza lungo i loro confini Occidentali. Tali chiarimenti sono stati offerti dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, il quale ha altresì rivelato che la Russia intende dispiegare ingenti quantità di aerei militari in occasione di Zapad-2021. Il suddetto Dipartimento russo ha annunciato che, in totale, Zapad-2021 coinvolgeranno fino a 200.000 soldati. Per quanto riguarda il dispiegamento di attrezzatura bellica, è importante citare la presenza di circa 80 velivoli, tra aerei da guerra ed elicotteri e fino a 760 unità di equipaggiamento militare. Nell’ultima categoria vi rientrano circa 290 carri armati, 240 cannoni, lancia missili, mortai, e oltre 15 navi.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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