Iran: attaccati due villaggi curdi in Iraq

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 10:26 in Iran Iraq

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Alcuni razzi iraniani hanno colpito i villaggi curdi iracheni  di Sidakan e Choman nei pressi dei confini tra Iraq e Iran, il 9 settembre. Pochi giorni prima, un comandante iraniano aveva avvertito di possibili offensive contro gruppi armati di opposizione curda nell’area. 

Le forze di sicurezza a Erbil hanno affermato che i villaggi sono stati oggetto di intensi bombardamenti di artiglieria dall’Iran, dalle 9, ora locale. Fonti della sicurezza hanno aggiunto che alcuni droni avrebbero poi sorvolato le aree colpite. Il sindaco di Sidakan, Ihsan Chalabi, ha dichairato che ci sono state vittime nell’attentato, ma queste non sono state ancora identificate.

L’assalto arriva dopo che, il 6 settembre, un alto leader militare iraniano aveva avvertito che Teheran avrebbe potuto fare una “mossa decisiva e scioccante” contro i gruppi armati di opposizione stanziati nel Kurdistan iracheno. Baghdad e Erbil hanno ricevuto alcuni avvertimenti dall’Iran sul fatto che gruppi separatisti iraniani si nascondono sul loro territorio, secondo quanto ha riferito il comandante dei Guardiani della Rivoluzione di Teheran, Mohamad Pakpour, durante una visita alle basi militari situate al confine tra Iran e Iraq. Teheran ha chiesto ai civili nel Kurdistan iracheno di stare alla larga dalle basi di questi gruppi, per non subire ritorsioni, secondo Pakpour.

Gli avvertimenti sono arrivati un mese dopo la morte di una figura di spicco all’interno di un partito curdo-iraniano in esilio, che è ora stanziato nel Kurdistan iracheno. Il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (KDPI) ha accusato Teheran di celarsi dietro il decesso di Mussa Babakhani, membro del comitato centrale del KDPI. L’uomo, nato nel 1981 e unitosi al partito nel 1999, era stato rapito il 5 agosto da due “terroristi” ed era stato trovato morto e con segni di tortura, il 7 agosto, in una stanza d’albergo a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Il KDPI accusa l’Iran di aver ucciso molti dei suoi leader negli ultimi anni. Da parte sua, Teheran considera il KDPI un gruppo terrorista.

Le offensive iraniane nella regione non sono un fenomeno nuovo. Il 3 agosto 2020, droni e colpi di artiglieria lanciati dalle forze iraniane avevano colpito il Kurdistan iracheno, presumibilmente con il fine di contrastare KDPI. L’attacco aveva interessato diverse aree al confine tra Iraq e Iran, all’interno della regione del Kurdistan iracheno, altresì oggetto di una campagna militare condotta dalla Turchia. A detta di fonti governative di Erbil, capoluogo dell’omonimo governatorato e dell’intera regione, gli attacchi avevano colpito i villaggi di Sidkan, Qala’a e Smailan, con il fine di neutralizzare le presunte postazioni del PDK situate nella zona. 

Né l’amministrazione provinciale, né il governo centrale di Baghdad avevano rilasciato dichiarazioni a riguardo. Invece, il Partito Democratico del Kurdistan iraniano aveva confermato l’assalto, riferendo che era stato il proprio quartier generale, situato nel distretto di Samilan, nel Nord di Erbil, ad essere stato colpito da droni e missili. Questi ultimi avevano causato ingenti danni materiali, ma le forze affiliate al gruppo sarebbero rimaste illese, secondo il KDPI. Altre fonti locali avevano poi aggiunto che gli attacchi avevano provocato vasti incendi nelle aree montuose che circondano i villaggi della regione, oltre a danni alle abitazioni e alle fattorie della popolazione locale.

 Il PDK è un partito politico iraniano di sinistra e di etnia curda, oltre ad essere un’organizzazione armata, il quale promuove uno Stato curdo indipendente o un’autonomia in un sistema federale. A seguito dell’offensiva del 3 agosto, Ariz Muhammad, un membro del Partito Democratico del Kurdistan, aveva sottolineato che l’attacco rappresentava una grave e flagrante violazione dei territori iracheni e della sovranità esercitata nell’area, oltre che delle convenzioni internazionali da parte di Teheran. Questo ha poi aggiunto che, sebbene l’Iran si contrapponga al partito di opposizione curdo, non dovrebbe poter lanciare un attacco in territorio straniero, senza soffrirne le conseguenze.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione