Afghanistan: voli commerciali operativi e timori per le intimidazioni talebane

Pubblicato il 10 settembre 2021 alle 9:05 in Afghanistan Asia

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Il primo volo commerciale internazionale è partito dall’Afghanistan, il 9 settembre, grazie al supporto di Turchia e Qatar presso l’aeroporto di Kabul. Intanto, le Nazioni Unite denunciano intimidazioni e violenze contro donne, giornalisti e personale dell’ONU. 

Il volo ha segnato un passo importante negli sforzi dei talebani per provare a ristabilire contatti con l’esterno, dopo che hanno preso il controllo della capitale, il 15 agosto. Circa 113 persone erano a bordo del volo da Kabul a Doha, operato dalla Qatar Airways. I passeggeri includevano cittadini statunitensi, canadesi, ucraini, tedeschi e britannici, secondo una fonte a conoscenza della questione. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Ned Price, ha confermato su Twitter che la possibilità di evacuare il Paese era stata offerta a 39 persone ed era stata accettata da 10 cittadini statunitensi e 11 residenti permanenti. Qatar e Turchia hanno aiutato i talebani a riaprire l’aeroporto e una fonte ha dichiarato che i passeggeri sono stati trasportati in un convoglio del Qatar dopo che è stato concordato un passaggio sicuro con i talebani. A Doha, inizialmente rimarranno in un complesso che ospita afghani e altri sfollati. 

Intanto, la stampa locale, quella internazionale e anche le Nazioni Unite, denunciano una situazione sempre più preoccupante per giornalisti, donne e per il personale delle organizzazioni umanitarie. L’inviata speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, Deborah Lyons, ha riferito al Consiglio di Sicurezza che le organizzazioni non governative che sostengono le donne sono state prese di mira, le libertà del genere femminile sono state limitate e il personale afgano delle Nazioni Unite è stato molestato e intimidito. “L’ONU non può svolgere il suo lavoro – lavoro così essenziale per il popolo afghano – se il suo personale è soggetto a intimidazioni, teme per la propria vita e non può muoversi liberamente”, ha dichiarato Lyons al Consiglio. 

Un documento di sicurezza interno delle Nazioni Unite, visionato da Reuters il 25 agosto, descriveva decine di incidenti tra cui minacce velate, saccheggi di uffici delle Nazioni Unite e abusi fisici ai danni del personale dal 10 agosto, cinque giorni prima che i talebani salissero al potere. Anche il diplomatico statunitense, Jeffrey DeLaurentis, ha parlato di fronte al Consiglio di Sicurezza, affermando che gli Stati Uniti sono “indignati per i rapporti secondo cui membri dei talebani si sono impegnati in rappresaglie contro il personale delle Nazioni Unite in tutto il Paese. Questo è semplicemente inaccettabile”. A tale proposito, Lyons ha sottolineato che tali episodi si verificano in un momento particolarmente critico per l’Afghanistan, in pericolo di “un collasso totale dell’economia e dell’ordine sociale”. Ha anche affermato che ci sono state segnalazioni crescenti dei talebani che hanno imposto limiti alle donne simili a quelli in vigore durante l’Emirato islamico del 1996-2001. 

A partire dall’8 settembre, si sono diffuse le dichiarazioni di un funzionario del gruppo islamico, in cui questo affermava che le donne afghane, inclusa la squadra di cricket femminile del Paese, non potranno praticare sport, sotto il governo talebano. In un’intervista all’emittente australiana SBS, il vice capo della commissione culturale dei talebani, Ahmadullah Wasiq, ha affermato che lo sport femminile non è considerato né appropriato né necessario. “Non credo che alle donne sarà permesso giocare a cricket perché non è necessario che le donne giochino a cricket”, ha dichiarato Wasiq. “Nel cricket, potrebbero affrontare una situazione in cui il loro viso e il loro corpo non saranno coperti. L’Islam non permette che le donne siano viste così”, ha aggiunto, sottolineando l’esposizione mediatica di questi eventi. “E’ l’era dei media, ci saranno foto e video, e poi la gente lo guarderà. L’Islam e l’Emirato Islamico non consentono alle donne di giocare a cricket o praticare qualsiasi tipo di sport in cui vengono esposte”, ha affermato.

Intanto, i talebani devono rilanciare un’economia distrutta da decenni di guerra, senza poter contare sui miliardi di dollari in aiuti esteri che sono affluiti alla precedente amministrazione, riconosciuta a livello internazionale. Tuttavia, tali risorse sono spesso servite ad alimentare la corruzione sistemica che ha dominato il Paese. La popolazione che vive fuori dai centri abitati sta già affrontando quella che i funzionari delle Nazioni Unite hanno definito una situazione umanitaria catastrofica, aggravata da una grave siccità. Dal punto di vista dello stile di vita che il nuovo governo dei talebani ha intenzione di imporre, un funzionario del gruppo a Kabul ha affermato che è necessario che le persone conducano uno stile di vita islamico, libero da tutte le influenze straniere. “La nostra cultura è diventata tossica, vediamo l’influenza russa e americana ovunque, anche nel cibo che mangiamo. Questo è qualcosa che le persone dovrebbero realizzare e apportare i cambiamenti necessari. Ci vorrà tempo, ma accadrà”, ha dichiarato.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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