UE-Libia: Borrell a Tripoli per una “missione lampo”

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 13:12 in Europa Libia

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L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, durante una “missione lampo” a Tripoli, mercoledì 8 settembre, ha ribadito il sostegno del blocco nei confronti del governo di unità nazionale libico, promettendo il raggiungimento degli obiettivi politici concordati, l’unificazione delle istituzioni statali e lo svolgimento di elezioni entro fine dicembre. In una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri della Libia, Najla Al-Mangoush, Borrell ha affermato che l’UE è lieta di vedere il Paese compiere progressi e ha ricordato che le elezioni di dicembre si stanno avvicinando. L’Unione, ha ribadito l’Alto rappresentante, è felice di sostenere le istituzioni libiche e di aumentare cooperazione, soprattutto nel Mediterraneo, dove svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio del flusso di armi e delle operazioni di contrabbando. Dal canto suo, Al-Mangoush ha sottolineato di aver concordato con l’UE le strategie per garantire la stabilità in Libia, le elezioni e la sicurezza delle frontiere sia attraverso la formazione dei funzionari libici sia attraverso la fornitura di assistenza tecnica. In più, le due parti hanno entrambe riconosciuto la necessità di un ruolo più profondo dell’UE in Libia, che avrebbe “un impatto positivo” sul Paese nordafricano.

Borrell, durante la sua visita a Tripoli, ha incontrato anche il capo del Consiglio presidenziale, Mohammed Menfi, e altri funzionari. Menfi ha assicurato che il Consiglio sta cercando di organizzare le elezioni in tutti i modi possibili, anche emettendo un ordine presidenziale che soddisfi le aspirazioni del popolo libico. Nel corso del loro colloquio, i due hanno discusso delle relazioni congiunte UE-Libia, dedicando particolare attenzione alla cooperazione bilaterale nella lotta all’immigrazione illegale, al processo di riconciliazione nazionale libico, allo svolgimento delle elezioni e al rafforzamento della sicurezza. Borrell ha lodato gli sforzi del Consiglio presidenziale, in particolare nell’unificare le istituzioni statali, nel consolidare il cessate il fuoco e nel favorire l’unificazione nazionale, esprimendo altresì apprezzamento per i passi del Consiglio a favore del rispetto dei diritti umani, il che potrebbe aumentare la credibilità delle elezioni.

Quella di mercoledì 8 settembre, è stata la seconda volta in un anno che Borrell ha visitato la Libia. “Il mio messaggio è chiaro: è un vicino importante dell’UE e noi sosterremo la Libia e il suo popolo lungo la strada per diventare un Paese stabile, pacifico e prospero”, ha spiegato l’Alto rappresentante all’agenzia di stampa italiana Ansa. “Sosteniamo la piena attuazione dell’accordo sul cessate il fuoco e la tabella di marcia per le elezioni. La soluzione alla crisi deve essere attuata dai libici”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno di Bruxelles, sempre su richiesta di Tripoli, alla ristrutturazione delle sue forze di sicurezza e, ove necessario, al loro addestramento. “Allo stesso tempo, sosteniamo gli sforzi per attuare le disposizione dell’accordo sul cessate il fuoco che dovrebbe comprendere il ritiro di tutte le forze straniere dal Paese”, ha chiarito Borrell, affrontando successivamente anche il tema delle migrazioni, centrale per il blocco europeo. “Con la stabilizzazione della situazione in Libia dovrebbe essere possibile trovare soluzioni migliori, più umane e più efficienti anche ai problemi legati alla migrazione. Gli unici a trarre profitto dall’instabilità in questo contesto sono le bande criminali e i trafficanti di esseri umani che sfruttano i disperati inviandoli in un viaggio molto rischioso attraverso il Mediterraneo. Continuiamo ad agire contro questi criminali. Stiamo anche lavorando per supportare la capacità di gestione delle frontiere della Libia e siamo attivi altrove in Africa”, ha concluso il capo della politica estera dell’UE.

Al momento, la Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni di dicembre. Quanto accaduto prima, il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi, il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nord- africano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico.

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di Redazione

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