Nigeria: la crisi della sicurezza da Zamfara a Sokoto

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 14:55 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha rapito 20 persone nel remoto Stato di Sokoto, nel Nord-Ovest della Nigeria. Secondo il governo locale, la regione subisce le conseguenze dell’operazione militare nel vicino stato di Zamfara. 

Sanusi Abubakar, un portavoce della polizia dello Stato di Sokoto, ha riferito che uomini armati hanno sequestrato 20 persone a seguito di un attacco nella zona rurale di Dange-Shuni. I rapitori hanno anche rubato bestiame e scorte di cibo, secondo una fonte all’interno del governo statale, che ha voluto rimanere anonima. Questa ha aggiunto che a Sokoto si stavano rifugiando gruppi di banditi in arrivo dal vicino Stato di Zamfara, dove è stato imposto un blackout sulle reti telefoniche e internet, a partire dal 4 settembre, per supportare nuove operazioni delle forze armate contro i militanti armati che seminano il terrore nella regione. Poche informazioni sono filtrate dallo stato di Zamfara da quando le reti mobili sono state bloccate. I portavoce militari nella capitale federale Abuja non hanno risposto alle molteplici richieste di commento su ciò che sta esattamente accadendo a Zamfara.

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, i rapimenti sono diventati così di routine nel Nord-Ovest della Nigeria che la maggior parte non fa più notizia. L’ultimo attacco delle bande di rapitori si era verificato il primo settembre, quando almeno 73 studenti sono stati prelevati dalla Government Day Secondary School, del villaggio di Kaya, proprio nello Stato di Zamfara. Quattro Stati del Nord-Ovest della Nigeria hanno adottato misure per cercare di arginare la crisi della sicurezza. Tra queste, il divieto di vendere carburante nelle taniche e il trasporto di legna su camion, nella speranza di disturbare le bande che sono solite viaggiare in moto e accamparsi nelle foreste. Il governo di Zamfara ha ordinato a tutte le scuole statali di chiudere per prevenire ulteriori attacchi, secondo quanto specificato da Ibrahim Dosara, commissario statale per le informazioni. La polizia ha affermato di aver anche aumentato la sicurezza intorno a Kaya per prevenire ulteriori attacchi contro la comunità. 

L’intera regione del Sahel e dell’Africa occidentale è caratterizzata da una crisi di sicurezza causata non solo dal banditismo, ma anche da traffici illeciti, scontri inter-etnici e continui attacchi di gruppi islamisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. Una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, un’altra organizzazione islamista un tempo egemone nella regione e fortemente indebolita dalle offensive del governo nigeriano e della coalizione internazionale. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, aveva promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che aveva accettato i nuovi adepti e aveva annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq aveva riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram).

Già il 19 maggio, fonti dell’intelligence nigeriana avevano riferito di combattimenti letali tra i due gruppi. Poi, il 6 giugno, è stata ufficializzata la morte del leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, a causa di un attacco per mano di ISWAP. A seguito di tale decesso, alcuni combattenti di Boko Haram avrebbero giurato fedeltà all’ISWAP, un tempo rivale. Tale informazione è stata riferita, il 27 giugno, dall’agenzia di stampa Reuters, sulla base di un video in cui sarebbe stato formalizzato il passaggio dei militanti dalla prima alla seconda organizzazione jihadista. L’episodio fa temere che ISWAP stia consolidando il controllo del Nord-Est della Nigeria. Tuttavia, non è chiaro quanti membri dell’organizzazione nigeriana siano pronti a passare allo Stato Islamico africano.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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