I leader dei Paesi BRICS discutono di Afghanistan

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 18:25 in Afghanistan Cina Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha preso parte, giovedì 9 settembre, al vertice da remoto tra i leader dei Paesi BRICS, organizzazione che raggruppa le principali economie emergenti al mondo, quali Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Il focus del multilaterale è stato posto principalmente sulla situazione in Afghanistan e, alla fine dell’incontro, i presidenti hanno adottato una dichiarazione congiunta.

A riportare la notizia, il medesimo giovedì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Nel documento conclusivo, concordato dai rappresentanti BRICS, si invitano le parti belligeranti in Afghanistan ad astenersi da qualsiasi forma di violenza e a rispettare i diritti umani – soprattutto delle minoranze – al fine di stabilizzare la grave crisi umanitaria in corso. È stato posto l’accento su quanto la lotta al terrorismo e al traffico di stupefacenti rappresenti una questione prioritaria dell’agenda internazionale, soprattutto a fronte della posizione strategica che il Paese Centro-Asiatico occupa. “Riaffermiamo il nostro rispetto dei principi di non interferenza negli affari interni degli Stati e ribadiamo la necessità di risolvere pacificamente tutti i conflitti attraverso sforzi politici e diplomatici in conformità con il diritto internazionale, in particolare con la Carta delle Nazioni Unite”, si legge nella dichiarazione congiunta.

Nel corso della riunione da remoto, il presidente della Federazione Russa si è altresì rivolto agli Stati Uniti e al ruolo che questi hanno svolto nel decennale conflitto. Secondo Putin, la presenza del contingente USA in Afghanistan al fine di “imporre i propri valori irresponsabilmente” avrebbe contribuito a innescare un “nuovo ciclo di instabilità nella regione”. “Il ritiro degli Stati Uniti e dei suoi alleati […] ha portato all’emergere di una nuova situazione di crisi e non è ancora chiaro come tutto ciò influirà sulla sicurezza regionale e globale”, ha aggiunto il capo del Cremlino. Più tardi, durante il multilaterale, la Cina e la Russia hanno sostenuto il desiderio di Brasile, India e Sudafrica di svolgere un ruolo più importante nelle Nazioni Unite. Pertanto, Pechino e Mosca hanno esortato l’Onu a “revisionare” i propri organi di governo, in particolare l’Assemblea Generale, al fine di fare spazio ai suddetti Paesi.  

BRICS è un acronimo utilizzato in economia internazionale per riferirsi congiuntamente a Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Questi ultimi una situazione economica in via di sviluppo, dispongono di abbondanti risorse naturali strategiche e, cosa più importante, sono stati caratterizzati da una forte crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) e della quota nel commercio mondiale, soprattutto nella fase iniziale del XXI secolo. Tali economie si propongono di costruire un sistema commerciale globale attraverso accordi bilaterali che non siano basati esclusivamente sul petrodollaro. Il termine ha avuto origine dal precedente BRIC, da cui sono nati in seguito anche gli acronimi BRICS con l’aggiunta del Sudafrica e, recentemente, BRICST con l’aggiunta della Turchia.

Il vertice BRICS giunge due giorni dopo l’annuncio del nuovo governo dei talebani, il quale comprende solo membri del movimento radicale e non sembrerebbe avere il carattere “inclusivo” che era stato promesso a seguito del loro insediamento, avvenuto lo scorso 15 agosto.  Il mullah Hassan Akhund è stato nominato capo di Stato, quindi primo ministro, i mullah Baradar e Mawlawi Hannafi come suoi vice. Il leader religioso dei talebani, il mullah Hibatullah Akhundzada, poche ore dopo l’annuncio del nuovo governo, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il nuovo esecutivo inizierà immediatamente i suoi lavori. Tuttavia, non è chiaro quale sarà il suo ruolo nel Paese. “Assicuro a tutti i connazionali che i rappresentanti lavoreranno duramente per sostenere le regole islamiche e legge della sharia nel Paese, proteggendo i più alti interessi, proteggendo i confini dell’Afghanistan e garantendo pace, prosperità e sviluppo duraturi”, ha dichiarato, aggiungendo che il nuovo governo rimane impegnato nella protezione dei diritti umani. “L’Emirato islamico adotterà misure serie ed efficaci per proteggere i diritti umani, i diritti delle minoranze e i diritti dei gruppi svantaggiati nel quadro delle esigenze della sacra religione dell’Islam”, si legge nella nota.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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