Iraq: nuova operazione anti-terrorismo a Kirkuk

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 11:07 in Iraq Medio Oriente

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L’esercito iracheno ha riferito di aver eliminato un “intero distaccamento” di militanti dello Stato Islamico nella provincia di Kirkuk, nel Nord-Ovest dell’Iraq, a seguito di un tentato agguato contro una pattuglia del Servizio Antiterrorismo. 

Il maggiore generale Yahya Rasool, portavoce del comandante in capo delle forze armate irachene, ha affermato che i cecchini dell’unità antiterrorismo hanno eliminato alcuni dei militanti, il 7 settembre. L’esercito iracheno ha riferito che “un certo numero” di militanti dello Stato Islamico è stato ucciso nell’operazione, ma non ha specificato quanti. L’operazione è avvenuta a seguito di un attacco mortale del gruppo contro un avamposto della polizia federale, a Sud di Kirkuk, che ha provocato la morte di 13 membri delle forze di sicurezza. Lo stesso 7 settembre, il primo ministro iracheno, Mustafa Al-Kadhimi, ha inaugurato un muro commemorativo a Baghdad per ricordare i sacrifici degli agenti del servizio antiterrorismo iracheno. 

A seguito di questo nuovo attacco, il ministro della Difesa iracheno, Juma Inad, si è recato a Kirkuk, l’8 settembre, per guidare una delegazione di sicurezza di alto livello che è stata informata sulle attuali misure di sicurezza nell’area. A tale proposito, è importante ricordare che lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco che, nella notte tra il 4 e il 5 settembre, ha causato la morte e il ferimento di 15 agenti della sicurezza irachena, a Kirkuk. Oltre ad alimentare una più ampia mobilitazione delle forze di sicurezza, quanto accaduto dimostra come le cellule dell’organizzazione terroristica siano ancora attive in Iraq, programmando operazioni nel momento e nel luogo opportuno. 

Nei giorni successivi, le forze di sicurezza irachene hanno dato il via a operazioni su vasta scala, volte a impedire all’ISIS di condurre nuovi attacchi soprattutto nel Nord del Paese. In tale quadro, il 6 settembre, le autorità irachene hanno annunciato il lancio di un’operazione congiunta tra l’esercito, la polizia federale e le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), volta a perseguire i combattenti dello Stato Islamico nelle province di Diyala e Salah al-Din. In una sola settimana, circa 30 tra civili e membri delle forze di sicurezza risultano essere stati uccisi o feriti a seguito di attentati dell’IS. 

Kirkuk è una delle regioni incluse nel cosiddetto “Triangolo della morte”, di cui fanno parte anche Diyala e Salah al-Din, dove cellule dello Stato Islamico risultano essere ancora attive. Nonostante il 9 dicembre 2017 il governo di Baghdad abbia annunciato la vittoria sullo Stato Islamico, l’Iraq non può dirsi al riparo dalla minaccia terroristica. Come dichiarato dal premier iracheno al-Kadhimi, il 26 gennaio scorso, il terrorismo è ritornato a minacciare il Paese probabilmente con l’obiettivo di minare il percorso verso la democrazia, in vista delle elezioni previste per il 10 ottobre prossimo.

Tra gli episodi più violenti del 2021 si ricorda quello del 19 luglio, quando lo Stato Islamico ha condotto un attacco in un mercato di Baghdad, nel sobborgo a maggioranza sciita di Sadr City, provocando circa 30 morti e 60 feriti, tra cui anche donne e bambini. In tale quadro, un funzionario del Comando delle operazioni congiunte aveva riferito che informazioni ricavate dai servizi di intelligence avevano rivelato che lo Stato Islamico mirava a intensificare le proprie operazioni durante la ricorrenza musulmana dell’Eid al-Adha e nel periodo successivo, a Baghdad così come in altre regioni liberate. L’attacco di Sadr City, a detta della fonte, avrebbe rappresentato solo il primo di una serie di attentati “isolati” volti a destabilizzare la sicurezza del Paese. Le forze di sicurezza, da parte loro, hanno elaborato piani per prevenire e contrastare le operazioni dell’organizzazione anche nella capitale.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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