G7 sull’immigrazione: scontro tra Francia e Regno Unito

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 17:11 in Francia Immigrazione UK

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La ministra dell’Interno britannica, Priti Patel, ha presieduto la riunione del G7, a Londra, alla presenza dei suoi omologhi provenienti dai vari Paesi membri. Tra questi anche l’Italia, rappresentata dalla ministra Luciana Lamorgese. Giovedì 9 settembre si è tenuta l’ultima giornata dell’incontro, con il tema dell’immigrazione irregolare al centro delle discussioni. Secondo quanto ha riferito il Viminale su Twitter, il colloquio tra Lamorgese e Patel è stato incentrato sui “flussi migratori irregolari via mare” e sulle “questioni comuni sulle rotte del Mediterraneo e della Manica”.

Nel corso della riunione, Patel ha ripetutamente parlato della pericolosità delle bande criminali organizzate, accusate di trafficare clandestinamente le persone nel Regno Unito, a scopo di lucro, e ha sottolineato l’importanza del nuovo disegno di legge sulla nazionalità e i confini, elaborato dal governo britannico e finalizzato a “spezzare il loro modello di business”. 

La questione dei flussi migratori nella Manica è motivo di scontro tra Francia e Gran Bretagna. Il primo ministro britannico, Boris Johnson, si è detto pronto ad adottare la strategia del rimpatrio delle imbarcazioni, cariche di migranti, che attraversano illegalmente le acque del canale. Un fenomeno che ha toccato picchi di quasi mille sbarchi al giorno nelle ultime settimane, malgrado il giro di vite ai confini promesso dal governo dopo la Brexit. Il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, ha fatto sapere che la Francia non accetterà “nessuna pratica contraria al diritto del mare, né alcun ricatto finanziario” da parte del governo britannico. “L’impegno della Gran Bretagna dev’essere mantenuto. L’ho detto chiaramente alla mia omologa Priti Patel”, ha scritto Darmanin su Twitter, con riferimento al colloquio avuto ieri, mercoledì 8 settembre, con l’omologa di Londra.

Nello specifico, nelle intenzioni di Johnson, i funzionari di frontiera saranno chiamati a respingere Oltremanica le barche di migranti che attraversano il mare tra la Francia e la Gran Bretagna, utilizzando però la nuova tattica solo in circostanze limitate e con l’approvazione della ministra Patel. Michael Ellis, procuratore generale britannico ad interim, elaborerà una base legale per le forze di frontiera finalizzata a implementare la nuova strategia. Patel ha riferito al ministro Darmanin che fermare le persone che arrivano dalla Francia a bordo di piccole imbarcazioni clandestine è la “priorità numero uno” del governo Johnson. La ministra dell’Interno britannica aveva già irritato l’esecutivo di Parigi, qualche giorno fa, dopo aver dichiarato che il Regno Unito avrebbe trattenuto i 54 milioni di sterline di finanziamenti promessi alla Francia se questa non fosse riuscita a frenare i flussi di migranti. Gli impegni presi da Londra nei confronti del governo di Parigi riguardano il finanziamento e il potenziamento delle pattuglie di frontiera marittime francesi. L’accordo ad hoc tra i due Paesi era stato firmato da Patel e Darmanin il 20 luglio. In base all’intesa, Londra s’impegnava a versare a Parigi un contributo pari appunto a 54 milioni di sterline, fra il 2021 e il 2022, per cofinanziare le operazioni di contrasto dell’immigrazione illegale in partenza.

Diverse ONG hanno criticato il piano di respingimento di Londra. Channel Rescue, un gruppo di pattuglia che cerca i migranti che arrivano lungo la costa inglese, ha affermato che il diritto marittimo internazionale stabilisce che le navi hanno un chiaro dovere di assistenza nei confronti di chi è in difficoltà. Clare Mosely, fondatrice dell’organizzazione benefica Care4Calais, ha affermato che il piano britannico metterebbe a rischio la vita dei migranti. “Non vorranno essere rimandati indietro. Potrebbero assolutamente provare a saltare in mare”, ha detto. Un portavoce del primo ministro Johnson, dal canto suo, ha affermato che il governo sta esplorando diverse opzioni “sicure e legali” per fermare le imbarcazioni. 

Il numero di migranti che attraversano la Manica è aumentato quest’anno dopo che i governi di Francia e Regno Unito si sono impegnati a contrastare gli attraversamenti illegali. Finora, dall’inizio del 2021, circa 13.000 persone hanno cercato di raggiungere le coste inglesi. Il partito laburista, all’opposizione, ha criticato il nuovo approccio in quanto metterebbe a rischio le vite umane e si discosterebbe dalla verà priorità di Londra, che dovrebbe essere quella di contrastare le bande di trafficanti di esseri umani. La ministra della Salute britannica, Helen Whately, ha affermato, dal canto suo, che l’obiettivo del governo è quello di scoraggiare i migranti dal tentare di partire, piuttosto che respingerli.

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Chiara Gentili

di Redazione

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