Corea del Nord: parata militare senza mostrare armi pesanti

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 12:42 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha organizzato una parata militare in piazza Kim Il Sung, nel centro di Pyongyang, il 9 settembre, per celebrare il 73esimo anniversario della fondazione della Corea del Nord. Più media hanno sottolineato che tra i mezzi messi in mostra non vi sono stati armamenti pesanti, diversamente dal solito.

South China Morning Post, ad esempio, ha sottolineato che la Corea del Nord ha messo in mostra trattori e autopompe anziché i carri armati e i missili solitamente schierati in tale genere di manifestazioni. Lo scorso 15 gennaio, ad esempio, alla parata militare organizzata a conclusione dell’ottavo congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), la Corea del Nord aveva messo in mostra missili balistici per sottomarino che erano stati definiti “l’arma più potente al mondo”. L’evento delle “forze paramilitari e di pubblica sicurezza” di giovedì è stato significativamente meno aggressivo e vi ha preso parte anche un distaccamento del Ministero delle Ferrovie.

Alla parata del 9 settembre hanno partecipati studenti armati di fucili, personale in maschera antigas e tute protettive arancioni e unità paramilitari meccanizzate. Le armi più grandi messe in mostra sono state piccoli pezzi di artiglieria trascinati da trattori che erano guidati da lavoratori agricoli. L’ultima unità ad entrare in piazza è stata quella dei vigili del fuoco delle forze dell’ordine, tale posto sarebbe solitamente riservato ai missili. Kim Jong-un, segretario generale del WPK e presidente del Consiglio di Stato, ha partecipato alla parata militare. L’agenzia di stampa Nord-coreana KCNA non ha riferito di un eventuale discorso pronunciato dal leader.

Il 9 settembre ricorre l’anniversario per i 73 anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Secondo un ricercatore dell’Istituto coreano per l’unificazione nazionale a Seoul, Hong Min, Pyongyang ha cercato di sfruttare la parata dell’anniversario senza però rischiare un’escalation. Hong ha affermato: “L’unico altro modo per mostrare le loro armi strategiche è lanciarle, il che comporta il rischio di scatenare proteste e ulteriori sanzioni internazionali”, ha affermato.

L’inviato di Washington per la Corea del Nord, Sung Kim, ha ripetutamente espresso la sua volontà di incontrare i suoi omologhi nordcoreani “ovunque, in qualsiasi momento”. L’amministrazione del presidente Joe Biden ha promesso un “approccio pratico e calibrato”, compresi gli sforzi diplomatici, per convincere Pyongyang a rinunciare al suo programma di armi vietate. Finora, la Corea del Nord ha respinto le richieste di dialogo dell’amministrazione Biden chiedendo a Washington di abbandonare dapprima le proprie “politiche ostili” verso Pyongyang.

Durante la presidenza dell’ex capo di Stato statunitense, Donald Trump, nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA e del leader Nord-coreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

Dopo l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso, il successivo 30 aprile, a conclusione di un processo di revisione delle politiche statunitensi nei confronti di Pyongyang, il presidente statunitense aveva dichiarato che non avrebbe cercato di concludere alcun “grande affare” con il leader Nord-coreano, seppur non rinunciando alla diplomazia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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