Colombia: morti nelle violenze legate alla campagna per le prossime elezioni

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 17:33 in America Latina Colombia

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La violenza legata alla campagna elettorale per il voto presidenziale e legislativo del 2022, in Colombia, sta provocando una media di uno scontro mortale ogni quattro giorni negli ultimi cinque mesi. Lo ha riferito, mercoledì 8 settembre, un report del gruppo di monitoraggio denominato Peace and Reconciliation Foundation, il quale ha avvertito che le minacce e le uccisioni potrebbero aumentare con l’avvicinarsi del voto.

Tra il 13 marzo e il 23 agosto ci sono stati 29 incidenti violenti che hanno causato almeno 6 vittime, secondo il rapporto. La maggior parte delle persone decedute erano funzionari pubblici eletti come sindaci e consiglieri comunali di partiti di sinistra, tra cui Green Alliance e Human Colombia, ha specificato il gruppo. “Questa situazione probabilmente peggiorerà a livello nazionale dato il rafforzamento di partiti politici alternativi rispetto alle classi politiche tradizionali”, sostiene il rapporto. Esteban Salazar, uno degli autori del report, ha poi specificato, durante una conferenza stampa virtuale: “Con il passare del tempo e l’avanzare della registrazione dei candidati, assisteremo a un aumento della tendenza agli atti di violenza”.

Le elezioni legislative si terranno a marzo 2022, mentre a maggio si terrà il primo turno di votazioni presidenziali. Sebbene un accordo di pace del 2016, firmato tra il governo colombiano e i ribelli delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), ora smobilitate, abbia ampiamente ridotto la violenza, alcune aree devono ancora affrontare sfollamenti, omicidi e altri crimini a causa dei combattimenti tra ex membri delle FARC che rifiutano l’accordo, bande criminali e il gruppo ribelle di estrema sinistra, di ispirazione marxista-leninista, dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN).

Circa il 72% degli autori di queste violenze rimane non identificato, mentre poco più del 27% degli attacchi viene attribuito a bande criminali. “Qualcuno sta pagando degli assassini per uccidere queste persone o per minacciarle”, ha detto il vicedirettore della Peace and Reconciliation Foundation, Ariel Avila. “Dove ci sono alti livelli di competizione elettorale, sembrerebbe che l’uso della violenza sia un ulteriore meccanismo di competizione politica”, ha aggiunto Avila. I crimini e le minacce registrate durante la campagna per le elezioni locali e regionali del 2019 hanno colpito 230 persone, in incidenti che hanno riguardato 28 delle 32 province della Colombia.

Il conflitto armato tra le FARC e il governo colombiano aveva provocato un totale di almeno 260mila morti e milioni di sfollati. Funzionari governativi e forze armate stimano che ci siano ancora circa 2.500 dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia attivi in tutto il Paese. 

La piena attuazione dell’accordo di pace firmato nel 2016 con i ribelli, che inizialmente aveva portato a una riduzione degli omicidi, è la chiave, secondo l’ONU, per arginare le violenze nel Paese. “La cosa più importante è mettere l’accordo di pace al centro della risposta del governo, rafforzando i meccanismi creati dall’intesa per questa situazione”, ha detto, il 23 febbraio, Juliette de Rivero, rappresentante della Colombia dell’Ufficio delle Nazioni Unite. L’accordo del 2016 aveva visto circa 13.000 membri delle FARC smobilitarsi e il gruppo diventare un partito politico legale. Il governo, tuttavia, deve ancora smilitarizzare altri gruppi armati, compresi i ribelli, di ispirazione marxista-leninista, dell’Esercito di Liberazione Nazionale ancora attivi, gli ex combattenti delle Forze armate rivoluzionarie che rifiutano l’accordo di pace e le bande criminali gestite da ex paramilitari, responsabili dell’uccisione degli attivisti che oppongono resistenza. Secondo de Rivero, le uccisioni di almeno 248 ex combattenti delle FARC, da quando è stato firmato l’accordo all’inizio del 2021, sono dovute “all’assenza di una presenza statale globale in alcune regioni”. L’ONU ha infine ricordato che, entro il prossimo novembre, tutta la società colombiana, compresi i militari, dovrebbe contribuire agli sforzi di una commissione per la verità, creata in base all’accordo, per chiarire gli eventi che hanno avuto luogo durante il conflitto, durato mezzo secolo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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