Afghanistan: nuove evacuazioni di cittadini stranieri

Pubblicato il 9 settembre 2021 alle 9:08 in Afghanistan Asia

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Le autorità talebane hanno accettato di far partire dall’aeroporto di Kabul 200 civili statunitensi e di varie altre nazionalità, che sono rimasti in Afghanistan dopo la fine dell’operazione di evacuazione degli USA. 

La notizia è stata riferita il 9 settembre dall’agenzia di stampa Reuters, che cita un funzionario statunitense che ha preferito rimanere anonimo e ha sottolineato che i trasferimenti saranno effettuati tramite voli charter. Tuttavia, la fonte non ha potuto riferire se le persone che verranno rimpatriate sono tra le persone bloccate da giorni a Mazar-i-Sharif, nel Nord del Paese, perché i loro charter privati non sono stati autorizzati a partire. I talebani sono stati sollecitati a consentire le partenze dal rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad. La partenza di questi civili è prevista durante la giornata di giovedì 9 settembre. 

Inoltre, in un’intervista esclusiva della stampa afghana al segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, il rappresentante di Washington ha ribadito gli impegni dei talebani sulla libertà di movimento, sulla lotta al terrorismo, nonché sui diritti delle donne e delle minoranze. Questo ha menzionato anche l’impegno “importante” di garantire “inclusività nel governo” e ha dichiarato: “Quindi, per noi, e non solo per noi, per molti Paesi in tutto il mondo, la natura del rapporto con il governo in futuro, dipenderà dalle azioni che intraprenderà”. Alla richiesta di commentare le accuse di abuso contro i giornalisti, Blinken ha ribadito che il futuro dipenderà da come i talebani intendono comportarsi: “Vedremo dalle azioni, se correggeranno la rotta su questi episodi di condotta abusiva. Sarà molto importante”. Indagando sulla condotta dell’ex presidente afghano in esilio, Ashraf Ghani, la giornalista ha sottolineato che quest’ultimo è fuggito dal Paese con una buona quantità di denaro e ha chiesto al rappresentante statunitense se quelli fossero o meno soldi pubblici. Tuttavia, Blinken ha dichiarato di non avere informazioni su tale questione. 

Interrogato sull’accordo USA-talebani firmato a Doha, il segretario di Stato degli USA ha messo l’accento sulla questione dell’antiterrorismo. “Alla fine, noi abbiamo fatto quello che dovevano nella parte fondamentale dell’accordo che ci ha coinvolto, ovvero la rimozione delle forze armate statunitensi”. Poi ha aggiunto: “I talebani hanno preso un impegno a lungo termine, tra le altre cose, per assicurarsi che l’Afghanistan non sia usato come trampolino di lancio per il terrorismo”. In risposta alla domanda sul fatto che gli Stati Uniti siano o meno in contatto con la resistenza anti-talebana che combatte nella regione del Panjshir, a Nord di Kabul, Blinken ha scelto invece di commentare il futuro delle relazioni internazionali con i talebani: “Il nostro obiettivo in questo momento è lavorare con la comunità internazionale per stabilire chiare aspettative per il governo che emergerà in Afghanistan e per comunicare tali aspettative al governo e lavorare su tale base”.

Il 6 settembre, i talebani avevano annunciato, per la seconda volta in meno di una settimana, di aver sconfitto le forze di opposizione nella valle del Panjshir, dichiarando di aver completato la conquista dell’Afghanistan. Alcune immagini circolate sui social media avevano mostrato militanti talebani in piedi davanti al cancello del complesso del governatore provinciale del Panjshir. Secondo il gruppo, si trattava di combattenti che avrebbero sconfitto il Fronte di Resistenza Nazionale dell’Afghanistan (NRFA), guidato dal leader locale Ahmad Massoud. “Il Panjshir, che era l’ultimo rifugio del nemico fuggitivo, è stato conquistato”, aveva dichiarato il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, in una conferenza stampa. I talebani avevano poi assicurato al popolo del Panjshir che non ci sarebbe stato alcun “atto discriminatorio contro di loro”. 

Tuttavia, Ali Maisam Nazary, capo delle relazioni esterne del Fronte di Resistenza, aveva negato la notizia, dichiarando che la pretesa di vittoria dei talebani era falsa e che le forze di opposizione continuavano con la loro resistenza. “Le forze del NRFA sono presenti in tutte le posizioni strategiche in tutta la valle per continuare il combattimento”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook. Ahmad Massoud, il leader delle forze di resistenza, aveva reso noto, in un messaggio su Twitter, che era al sicuro, senza fornire ulteriori dettagli. Al momento, non è chiaro quale sia la situazione nell’area e quale sarà il futuro della resistenza anti-talebana nel Paese. La valle del Panjshir è un simbolo della resistenza nel Paese, perché è proprio lì che il padre dell’attuale comandante Massoud resistette strenuamente alle offensive sovietiche nel corso dell’invasione dell’Afghanistan. Oltre a questo, la provincia aveva anche resistito al precedente governo talebano istituito nel 1996 e che era stato sciolto nel 2001. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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