Marocco: arrestato sospetto terrorista, pianificava attentati contro luoghi turistici

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 18:23 in Marocco Spagna

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La Direzione generale della sorveglianza territoriale del Marocco (DGST), in collaborazione con la polizia spagnola, ha arrestato, a Tangeri, un sospetto terrorista, che pianificava di compiere attentati in luoghi turistici del Regno. L’agenzia di stampa spagnola, El Mundo, riportando la notizia, ha specificato che l’uomo stava altresì raccogliendo informazioni sulla fabbricazione di esplosivi per attuare i suoi piani contro luoghi sensibili del Marocco, in particolare le destinazioni turistiche.

L’indagine era iniziata alla fine del 2020, dopo che la Commissione di informazione generale spagnola aveva rilevato e identificato il sospettato, descrivendolo come un simpatizzante degli ultimi attacchi terroristici compiuti in Europa. La polizia spagnola ha dunque trasferito informazioni vitali alla DGST, che si è rivelata fondamentale nella cattura del sospettato.

Tutte le unità di sicurezza del Marocco collaborano nell’implementazione della strategia antiterroristica del Regno, in primo luogo la DGST e il Central Bureau of Judicial Investigation (BCIJ). Dal 2020, il Paese ha smantellato oltre 2.000 cellule terroristiche e arrestato 3.353 persone per il loro presunto coinvolgimento in attività terroristiche. Il governo di Rabat ha altresì impedito la realizzazione di oltre 500 trame terroristiche “letali”, secondo il BCIJ. Il Paese nordafricano è un baluardo nella prevenzione degli attentati. Le unità di sicurezza marocchine condividono importanti informazioni di intelligence con i loro partner internazionali nell’ambito di collaborazioni congiunte contro le minacce terroristiche. Ad aprile, la DGST ha fornito alla Francia informazioni essenziali su una donna francese di origine marocchina, che stava pianificando un attacco terroristico contro una chiesa. Le informazioni hanno permesso alla Francia di prevenire l’attentato. La Direzione generale della sorveglianza territoriale del Marocco collabora attivamente anche con gli Stati Uniti. Nel Country Report on Terrorism del 2020, il Dipartimento di Stato USA ha sottolineato gli sforzi del Marocco nella lotta al terrorismo, elogiando la cooperazione congiunta tra Rabat e Washington. Il rapporto ha soprattutto sottolineato che le azioni antiterrorismo condotte dal governo di Rabat sono essenziali per mitigare i rischi del terrorismo nella regione del Nord Africa e del Medio Oriente (MENA).

Washington è consapevole della posizione geografica del Marocco, ritenuto essere una porta verso il Sahara, oltre che della sua forza militare, il che le consentirebbe di portare avanti le proprie strategie in Africa a livello politico, economico e di sicurezza.

Come riferito in un rapporto relativo al 2020, pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI) a marzo 2021, gli Stati Uniti hanno fornito il 90% delle importazioni di armi del Marocco, nonostante nel Regno si sia verificata una diminuzione del 60% degli armamenti importati tra il 2016-20, rispetto al periodo 2011-2015. Inoltre, stando a quanto specificato dal rapporto, alla fine del 2020 alcune consegne di armi di grandi dimensioni sono rimaste in sospeso. Tra queste quelle relative a 24 aerei e 24 elicotteri da combattimento.

A tal proposito, negli ultimi mesi della precedente amministrazione USA, fonti statunitensi avevano parlato di un accordo dal valore di circa un miliardo di dollari per l’acquisto, da parte del Marocco, di quattro droni MQ-9B SeaGuardian, prodotti dalla compagnia privata General Atomics, oltre a munizioni guidate ad alta precisione Hellfire, Paveway e JDAM, fabbricate da Lockheed Martin, Raytheon e Boeing. I droni MQ-9B hanno un raggio pari a circa 11.100 km e sono in grado di monitorare ampie aree sia desertiche sia marittime, oltre ad essere progettati per operare all’interno dello spazio aereo civile.

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Chiara Gentili

di Redazione

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