Lituania: la Repubblica Ceca finanzia la recinzione al confine con la Bielorussia

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 6:55 in Bielorussia Lituania Repubblica Ceca Repubbliche Baltiche

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La Repubblica Ceca ha annunciato, martedì 7 settembre, l’intenzione di fornire alla Lituania mezzo milione di euro per supportare la Repubblica Baltica nella costruzione di una recinzione lungo il confine con la Bielorussia. Quest’ultima è accusata di alimentare l’afflusso di migranti irregolari verso i Paesi ad essa confinanti per contestare le sanzioni imposte dal blocco europeo, il 21 giugno scorso.  

A riportarlo, il medesimo martedì, è stata Reuters. La donazione di Praga, dal valore di mezzo milione di euro, giunge in un momento in cui la Lituania ha iniziato ad esercitare forti pressioni sull’UE, affinché il blocco attivi fondi da destinare al finanziamento di una recinzione alta tre metri, che si estenderebbe per oltre 500 km, lungo il confine con la Bielorussia. Il costo totale del progetto, secondo le stime, si aggirerebbe intorno a 152 milioni di euro. “È ovvio che dobbiamo proteggere al meglio i confini esterni dell’UE” ha dichiarato il ministro degli Esteri ceco, Jakub Kulhanek, aggiungendo che il blocco dovrebbe “sostenere pienamente gli Stati membri, inclusa la Lituania, che sono pronti svolgere tali operazioni”. Poco dopo, il ministro degli Esteri ceco ha annunciato la donazione di 13,5 milioni di corone ceche, ovvero 530.000 euro. Secondo Kulhanek, Bruxelles dovrebbe varare ulteriori sanzioni contro il regime del presidente della Bielorussia, Alexander Lukahenko, per porre fine alla sua linea di politica aggressiva.

I timori della Lituania sono anche da collocare nel quadro delle imminenti esercitazioni militari su larga scala che Russia e Bielorussia terranno dal 10 al 16 settembre. Tali manovre, denominate Zapad-2021, hanno preoccupato anche l’Alleanza Atlantica. Nello specifico, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha richiesto a Mosca e Minsk maggiore chiarezza e trasparenza rispetto al numero di truppe che saranno coinvolte nelle prossime manovre militari. Secondo funzionari dell’Alleanza, nella precedente edizione delle esercitazioni, Zapad-2017, anch’esse svoltesi lungo il confine che la Russia condivide con la NATO, la Federazione aveva schierato tra 60.000 e 70.000 soldati, nonostante avesse dichiarato il coinvolgimento totale di 12.700 persone.

Anche la Lettonia si è espressa sulle imminenti manovre russo-bielorusse. Nello specifico, il 9 agosto, il ministro degli Affari Esteri del Paese, Edgars Rinkevics, ha dichiarato che Riga teme che le prossime esercitazioni militari, insieme alla grave crisi migratoria che il Paese baltico sta affrontando, potrebbero causare “incidenti” con le forze dell’Alleanza Atlantica. Il timore di “incidenti” con la NATO, ha proseguito Rinkevics, nasce dal fatto che, nell’ultimo periodo, la Lituania ha significativamente incrementato la presenza militare lungo il confine con la Bielorussia, con lo scopo di interrompere il flusso di immigrati clandestini. Anche gli Stati Uniti hanno commentato le imminenti manovre. Nello specifico, l’ambasciatrice degli USA a Minsk, Julie Fisher, ha dichiarato che la Casa Bianca prevede di “osservare molto da vicino” le prossime esercitazioni. A queste ultime, ha proseguito l’ambasciatrice statunitense, la NATO presta sempre particolare attenzione, poiché si svolgono nei pressi dei confini con gli Stati Alleati.

A partire dal mese di agosto, Lituania, Lettonia e Polonia hanno iniziato a registrare un brusco aumento di immigrati irregolari provenienti dal confine con la Bielorussia. Questo ha portato la Lituania, la Lettonia e la Polonia a rafforzare le recinzioni lungo la frontiera, a dispiegare militari e a indire lo stato di emergenza. Analoghe misure sono state adottate dal leader bielorusso, il quale ha incaricato le forze di sicurezza di Minsk di porre una stretta sui controlli lungo il medesimo confine. Nel corso della mattinata del 5 agosto, il capo di Stato di Minsk ha poi annunciato la totale chiusura dei confini con la Lituania. Secondo Lukashenko, tale misura è necessaria poiché si tratta dell’unica soluzione per porre fine all’afflusso di clandestini da Sud e da Ovest.

Il recente incremento è legato alle contromisure adottate da Lukashenko per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Tale episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese. Il presidente della Lituania, commentando la crisi, ha definito i migranti “un’arma politica del regime bielorusso”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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