Iraq: Onu e Unione Europea a sostegno delle elezioni

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 11:16 in Iraq Medio Oriente

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Le Nazioni Unite e l’Unione Europea si sono dette disposte a inviare propri osservatori per monitorare le elezioni legislative in Iraq, programmate per il 10 ottobre prossimo. L’obiettivo è prevenire fenomeni di frode e astensione.

Le dichiarazioni in merito alla questione sono giunte, il 7 settembre, in due occasioni separate, da parte dell’Alto rappresentante delle Nazioni Unite in Iraq, Jeanine Hennis-Plasschaert, e da Josep Borrell, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Quest’ultimo, in particolare, si è recato in visita ufficiale in Iraq, il 6 e 7 settembre, dove ha incontrato, tra gli altri, il primo ministro di Baghdad, Mustafa al-Kadhimi. Era stato proprio quest’ultimo a promettere elezioni anticipate, sin dall’inizio del suo mandato, il 7 maggio 2020, rispondendo a una delle principali richieste dei movimenti di protesta che hanno occupato le strade irachene dal primo ottobre 2019.

Consapevoli della rilevanza delle elezioni per il Paese mediorientale, l’Unione Europea e le Nazioni Unite si sono poste in prima linea per garantire la corretta prosecuzione del processo elettorale, così come chiesto dalle autorità irachene. Stando a quanto affermato da Borrell, nel corso di una conferenza stampa a Baghdad, gli osservatori europei si recheranno in Iraq il giorno precedente alle elezioni, il 9 ottobre, e rimarranno nel Paese per circa un mese. Da parte loro, le Nazioni Unite dispiegheranno osservatori, il cui numero è cinque volte superiore rispetto a quello del 2018, chiamati ad assistere anche i lavori dell’Alta commissione elettorale. Nello specifico 130 esperti internazionali monitoreranno le operazioni di voto, mentre altri 600 individui prenderanno parte allo staff di supporto.

Come specificato da Hennis-Plasschaert il 7 settembre, lo svolgimento delle elezioni del prossimo mese sarà molto diverso dal 2018, considerato che vi saranno nuove rigide misure. Una società di revisione indipendente terrà sotto controllo il conteggio dei voti, mentre per prevenire l’abuso delle tessere elettorali elettroniche, queste saranno disabilitate per 72 ore, dopo che una persona avrà votato, così da evitare una doppia votazione. Inoltre, per prevenire frodi, i risultati provvisori saranno mostrati in tutto il Paese. In passato, invece, questi venivano annunciati una volta che le schede erano state trasferite e contate presso la sede della commissione. Non da ultimo, le elezioni si svolgeranno in base a una nuova legge elettorale, che divide l’Iraq in 83 circoscrizioni, anziché 18. In tal modo, si mira a rompere il monopolio detenuto da blocchi di partiti che condividono il potere, promuovendo, invece, candidati indipendenti. “Gli elettori voteranno per gli individui, non solo per i partiti”, ha specificato Hennis-Plasschaert, la quale ha messo in guardia da eventuali pressioni sull’elettorato iracheno, tra cui vendita di voti, trattenute su stipendi o minacce di violenza. Alla luce di ciò, la popolazione irachena è stata esortata a non boicottare le elezioni, mentre le forze politiche e i candidati coinvolti sono stati invitati ad astenersi da qualsiasi tentativo di “manomettere le risorse elettorali”.

Nelle precedenti elezioni del 2018, l’affluenza alle urne è stata del 44,52 %, una cifra da molti considerata “gonfiata”. In generale, in Iraq, i processi elettorali sono stati spesso caratterizzati da violenza e compravendita di voti, il che ha spinto la popolazione ad avere scarsa fiducia. A tal proposito, Borrell ha sottolineato che nel Paese mediorientale vengono richieste elezioni, “ma quando organizziamo le elezioni, la gente dice che le elezioni non vanno bene”.

Nell’ultimo ann,o il governo di Mustafa al-Kadhimi è stato accusato di non essere in grado di mantenere le promesse di riforma, né tantomeno di garantire la sicurezza dei manifestanti e degli attivisti che continuano a mostrare il proprio malcontento in modo pacifico, ma che, invece, sono vittima di minacce, rapimenti, torture e omicidi da parte di gruppi non ancora identificati. Non da ultimo, l’Iraq continua a far fronte a problematiche di carattere economico e sociale, oltre che alla perdurante minaccia posta dallo Stato Islamico. “Gli aspetti critici della situazione della sicurezza interna vanno affrontati al più presto in vista delle elezioni parlamentari. Condurre elezioni irachene libere ed eque è un’importante pietra miliare nel processo democratico per l’Iraq”, ha dichiarato Borrell a tal proposito, il quale ha ribadito il sostegno dell’UE alla sicurezza, stabilità e sovranità dell’Iraq.

  

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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