Hong Kong: arrestati i responsabili delle commemorazioni di Tiananmen

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 13:11 in Asia Hong Kong

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La polizia di Hong Kong ha arrestato 4 persone, di cui 3 uomini e 1 donna, di età compresa tra 36 e 57 anni, in base alla legge per la sicurezza nazionale di Hong Kong, l’8 settembre. I quattro fanno parte di un’organizzazione che ogni anno organizza manifestazioni al Victoria Park in ricordo dei fatti di piazza Tiananmen del 4 giugno 1989.

Le persone arrestate comprendono la vice presidente della “Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China”, Chow Hang Tung, e i membri del Comitato permanente Leung Kam Wai, Tang Ngok Kwan e Chan Dor Wai. I leader dell’associazione Albert Ho e Lee Cheuk Yan sono già in prigione per il loro ruolo nelle proteste del 2019. L’arresto di Chow è avvenuto poche ore prima che la donna potesse rappresentare in tribunale in un’udienza per la cauzione il politico dell’opposizione attualmente in carcere Gwyneth Ho, accusato di cospirazione per commettere sovversione, ai sensi di una legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong.

L’ufficio per la sicurezza nazionale di Hong Kong ha espresso il proprio sostegno per tali misure, sostenendo che chiunque violi la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong e la legge di Hong Kong debba essere punito. L’ufficio ha espresso sostegno per la polizia nelle sue azioni che servono a prevenire, fermare e punire efficacemente atti e attività in grado di mettere in pericolo la sicurezza nazionale e a salvaguardare la sicurezza nazionale.

L’ufficio di sicurezza di Hong Kong ha affermato che qualsiasi azione delle forze dell’ordine si basa su prove. In particolare, gli arresti sono avvenuti dopo che l’organizzazione ha ignorato gli avvertimenti ricevuti e si è rifiutata di attenersi all’obbligo di fornire informazioni alle forze dell’ordine. In particolare, la Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China si è rifiutata di consegnare informazioni che le erano state richieste dall’unità di sicurezza nazionale della polizia. L’associazione è al momento indagata per possibile violazione della legge sulla sicurezza nazionale per essere un potenziale “agente straniero” e la polizia aveva chiesto informazioni da fornire entro il 7 settembre a tal proposito. Il 5 settembre, però, l’associazione aveva affermato che avrebbe rifiutato di cooperare e aveva definito la mossa delle autorità come un tentativo di “diffondere la paura”. Il mancato rispetto della richiesta di fornire informazioni alla polizia potrebbe comportare una multa di 100.000 dollari di Hong Kong e fino a sei mesi di carcere.

Gli arresti arrivano in seguito a scioglimenti di gruppi legati all’opposizione e al fronte pro-democrazia, tra cui l’Unione degli insegnanti professionisti e il Fronte civile per i diritti umani. Quest’ultimo è stato la forza trainante dietro le più grandi manifestazioni anti-estradizione e antigovernative di Hong Kong nel 2019. A luglio, la Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China aveva dichiarato di aver licenziato i membri del personale per garantire la loro sicurezza e che metà dei membri del suo comitato si erano dimessi.

La legge sulla sicurezza nazionale in base alla quale la polizia ha adottato le sue ultime azioni è stata approvata il 30 giugno 2020 dall’Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino ed è entrata in vigore il successivo primo luglio. Con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino. Successivamente, lo scorso 11 marzo, la Cina ha poi modificato il sistema elettorale di Hong Kong in modo da garantire che siano i patrioti, ovvero coloro che amano il proprio Paese, a governare Hong Kong. 

La legge sulla sicurezza nazionale era arrivata dopo che, nel 2019, l’isola era stata teatro di proteste iniziate il 31 marzo di quell’anno, quando gli abitanti dell’isola erano scesi in strada per manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente.

Per la Cina la legge sulla sicurezza nazionale è servita a stabilizzare Hong Kong e a ripristinare sull’isola un ambiente adatto agli affari in seguito alle proteste del 2019.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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