Egitto: Al-Sisi elogia il ruolo del Kuwait nelle sfide del mondo arabo

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 15:45 in Egitto Kuwait

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Il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, ha incontrato, oggi, mercoledì 8 settembre, il ministro degli Esteri kuwaitiano, Sheikh Ahmed Nasser al-Sabah. Nel corso dei colloqui, è stato messo in luce il ruolo svolto dal Kuwait all’interno delle dinamiche regionali e di fronte alle sfide affrontate dai Paesi del mondo arabo.

Al meeting erano presenti anche il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e l’ambasciatore kuwaitiano in Egitto, Mohamed al-Zoweikh. I colloqui si sono concentrati sulla necessità di rafforzare i legami di cooperazione tra Egitto e Kuwait, con la consapevolezza che la sicurezza del Golfo e quella del Cairo siano strettamente connesse. A tal proposito, al-Sisi ha affermato che il proprio Paese desidera sviluppare ulteriormente le relazioni tra egiziani e kuwaitiani, mentre, da parte sua, il ministro al-Sabah ha elogiato la leadership dell’Egitto sotto il presidente al-Sisi, che ha avuto il merito di aver salvaguardato la sicurezza e la stabilità a livello regionale e internazionale. Come affermato dal capo della diplomazia, facendosi portavoce di un messaggio dell’emiro del Kuwait, Nawaf al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, il ruolo del Cairo è “strategico”, oltre che “centrale”, nel proteggere la sicurezza nazionale araba e far fronte alle diverse problematiche. L’attenzione è stata poi rivolta ad alcuni dossier di mutuo interesse, tra cui Siria, Libano, Yemen e Afghanistan, alla luce dell’imminente convocazione del comitato congiunto tra i due Paesi.

Negli ultimi mesi, il Kuwait è stato più volte elogiato per la mediazione svolta nel risanare le spaccature che hanno provocato la cosiddetta crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017 e apparentemente risolta il 5 gennaio scorso, con la dichiarazione di al-Ula. Questa è stata caratterizzata dall’embargo contro il Qatar, imposto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto. A tal proposito, era stato il ministro degli Esteri del Kuwait a dichiarare, il 4 dicembre 2020, che le parti coinvolte nella questione, Riad e Doha in primis, si erano impegnate in colloqui fruttuosi, dimostrando la propria disponibilità a porre fine alla crisi. Il disgelo delle tensioni tra il Qatar e i Paesi dell’embargo, tra cui l’Egitto, ha consentito anche al Cairo di riavvicinarsi a Doha. Le due parti, in una serie di contatti e meeting, si sono dette disposte a riprendere le loro relazioni diplomatiche, nominando ambasciatori per le rispettive rappresentanze diplomatiche.

Nel 2020, il Kuwait ha assistito a notevoli cambiamenti, vista la nomina del nuovo emiro, Nawaf al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, avvenuta a seguito della morte del suo predecessore Sabah, il 29 settembre 2020. Il precedente emiro, sin da quando è salito al trono nel 2006 aveva promosso una politica di mediazione che ha reso il Kuwait uno dei Paesi del Golfo relativamente pacifico, caratterizzato da una politica estera indipendente e da una posizione neutrale. Sebbene ciò non avesse contribuito a portare a una svolta nei primi anni della crisi scoppiata nel 2017, il ministro degli Esteri kuwaitiano aveva affermato che la squadra al potere continuava a seguire gli insegnamenti dell’emiro defunto.

In passato, Kuwait ed Egitto hanno anche collaborato nel fronteggiare la Fratellanza Musulmana, un’organizzazione islamista dichiarata fuorilegge, in quanto considerata terroristica, da parte dei governi di alcuni Paesi, tra cui Egitto, Bahrein, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Già il 12 luglio 2019, il Kuwait aveva arrestato e consegnato al Cairo otto presunti membri dei Fratelli Musulmani. La mossa era stata condannata da Human Rights Watch, che aveva messo in guardia da “gravi rischi di tortura e persecuzione”. Inoltre, secondo HRW, l’espulsione dei cittadini egiziani rappresentava una violazione degli obblighi del Kuwait ai sensi del diritto internazionale. Poi, ad ottobre 2020, le autorità kuwaitiane hanno consegnato all’Interpol tre cittadini egiziani residenti nel Golfo, sospetti membri della Fratellanza Musulmana. 

Sin dalla sua istituzione, l’organizzazione dei Fratelli Musulmani ha assunto diversi nomi in Kuwait. Attualmente, viene rappresentata dal Movimento Costituzionale Islamico (ICM), ovvero un partito politico di minoranza che cerca di introdurre la Sharia, la legge islamica, come fonte primaria per la legislazione del Paese. I Fratelli Musulmani in Kuwait dispongono, poi, di un’organizzazione di beneficenza non governativa, nota come Società per la Riforma Sociale (SRS), sanzionata e accusata, in quanto organizzazione terroristica, da Russia e Kazakistan. Quest’ultimo, in particolare, ha affermato che la SRS è stata fautrice di operazioni terroristiche, tra cui jihad armato e finanziamento al terrorismo.

Sebbene inizialmente il governo kuwaitiano abbia tollerato il ramo dei Fratelli Musulmani attivo nel Paese, negli ultimi anni le tensioni tra l’esecutivo e l’ICM si sono inasprite, in particolare in seguito alla predominanza dell’organizzazione in Egitto tra il 2012 ed il 2013. In questi anni, inoltre, il Movimento ha boicottato le elezioni parlamentari in Kuwait, e tale opposizione è durata fino al 2016, quando alcuni candidati del partito sono riusciti a conquistare seggi in Parlamento.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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