Cina: cacciatorpediniere USA si avvicina ad isole rivendicate da Pechino

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 15:25 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Cina è tornata a protestare contro il passaggio di navi da guerra statunitensi nelle acque nei pressi di isole rivendicate dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale, l’8 settembre, dopo che il cacciatorpediniere lanciamissili USS Benford si è avvicinato a Mischief Reef.

Il portavoce del comando meridionale dell’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) della Cina, il colonnello dell’aeronautica militare Tian Junli, ha affermato che l’8 settembre il cacciatorpediniere lanciamissili USS Benford è entrato illegalmente nelle acque intorno a Mischief Reef, che fa parte dell’arcipelago delle Spratly, chiamate dalla Cina Nansha, senza l’approvazione del governo cinese. Il comando meridionale dell’EPL ha organizzato una squadra dell’aviazione che ha effettuato operazioni di monitoraggio e ha richiesto l’allontanamento della nave statunitense. Il portavoce Tian ha affermato che la grave violazione da parte degli Stati Uniti della sovranità e della sicurezza della Cina è un’altra riprova della loro volontà di egemonia marittima e della militarizzazione del Mar Cinese Meridionale. Per Pechino, i fatti hanno dimostrato che gli Stati Uniti sono un “creatore di rischi per la sicurezza” e il “più grande distruttore” di pace e stabilità nel Mar Cinese Meridionale. Tian ha quindi definito “indiscutibile” la sovranità cinese su Mischief Reef e sulle sue acque adiacenti.

L’arcipelago delle Spratly è situato nel Mar Cinese Meridionale, nella zona tra le coste del Vietnam, delle Filippine e del Brunei e la sovranità su tali territori è rivendicata da Vietnam, Cina, Malesia, Filippine, Taiwan e Brunei. Le prime cinque li occupano in parti diverse e Pechino, nello specifico, occupa militarmente 9 scogliere. Rispetto a Mischief Reef, questa è occupata e controllata da Pechino ma le Filippine, il Vietnam e Taiwan ne rivendicano la sovranità

Prima dell’ultimo episodio, il 12 luglio scorso, il cacciatorpediniere lanciamissili USS Benfold era entrato nelle acque nei pressi delle isole Xisha, note anche come isole Paracelso, nel Mar Cinese Meridionale, la cui sovranità è contesa tra Cina, Taiwan e Vietnam. Il comando meridionale dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) della Cina aveva quindi organizzato le proprie forze aeree e navali per seguire e monitorare l’imbarcazione e aveva chiesto il suo allontanamento. Nel caso delle Paracelso, invece, la sovranità è rivendicata da Cina, Taiwan e Vietnam e, dal 1974, parte delle sue isole sono controllate da Pechino, che vi ha istituito anche un aeroporto.

L’intero Mar Cinese Meridionale è al centro di dispute di sovranità che, oltre a Cina, Taiwan e Vietnam, coinvolgono anche Filippine, Malesia e Brunei. In particolare, per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, comprese le Xisha, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti. In tale quadro, gli USA sono presenti militarmente nel Mar Cinese Meridionale e rifiutano le rivendicazioni di sovranità cinesi. Le navi da guerra statunitensi conducono spesso esercitazioni di “libertà di navigazione”, per assicurare “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”.

In tale quadro, la Cina ha adottato gli emendamenti alla “Legge sulla sicurezza del traffico marittimo”, in base ai quali le imbarcazioni straniere che entreranno in acque territoriali cinesi dovranno notificare il loro accesso alla Cina. Tali misure sono entrate in vigore il primo settembre scorso e per Pechino serviranno a migliorare la sicurezza del traffico marittimo. Le navi di nazionalità straniera che entreranno nei mari territoriali cinesi dovranno segnalare le informazioni sulle imbarcazioni e sul loro carico alle amministrazioni marittime cinesi competenti e se non faranno quanto richiesto, Pechino adotterà contromisure.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.