Colombia: approvata la riforma fiscale del presidente Duque

Pubblicato il 8 settembre 2021 alle 14:52 in America Latina Colombia

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Il Senato e la Camera dei Rappresentanti della Colombia hanno approvato, martedì 7 settembre, il progetto di riforma fiscale del Governo di Iván Duque. La “Legge sugli investimenti sociali” cercherà di raccogliere 15,2 miliardi di pesos, che corrispondono a circa 4.000 milioni di dollari, per garantire la stabilità delle finanze pubbliche e il rilancio dell’economia.

Tuttavia, diversi deputati dell’opposizione non hanno votato a favore e si sono ritirati, dichiarando che la proposta non fosse stata adeguatamente dibattuta. “È una menzogna che sia una riforma dell’equità sociale. Il Governo non sta fornendo soluzioni alla crisi sociale “, ha dichiarato, su Twitter, il senatore di sinistra Iván Cepeda.

Il 20 luglio, erano scoppiate diverse proteste nel Paese contro il nuovo piano fiscale di Duque. I manifestanti hanno affermato che la riforma non è sufficiente per aumentare la qualità dell’istruzione e per la creazione di posti di lavoro in Colombia, dove l’economia si è contratta del 7% lo scorso anno e ha portato alla povertà circa 3 milioni di persone, secondo le statistiche del Governo nazionale. “La crisi economica e sociale nel nostro Stato continua perché il presidente Duque non ha risolto nessuno dei problemi che affliggono la società colombiana”, ha affermato Francisco Maltés, presidente della Central Unitaria de Trabajadores de Colombia, uno dei gruppi che hanno guidato le manifestazioni contro il Governo.

La sua organizzazione fa parte di una coalizione di movimenti e gruppi studenteschi che intende presentare al Congresso nazionale dieci suggerimenti per affrontare l’attuale crisi nella nazione. Queste proposte includono lo scioglimento della polizia antisommossa del Paese e la creazione di un programma di reddito di base che fornirebbe pagamenti mensili dell’equivalente di 260 dollari a 10 milioni di persone.

Il programma di sussidi del Governo prevede pagamenti di 40 dollari al mese a circa 3 milioni di famiglie, in un Paese che conta 50 milioni di abitanti. Il nuovo piano fiscale mira a fornire aiuti finanziari alle aziende che assumono dipendenti di età compresa tra 18 e 28 anni e a pagare le tasse universitarie agli studenti a basso e medio reddito. Il ministro delle Finanze colombiano, José Manuel Restrepo, ha affermato su Twitter, il 13 luglio, che è diventato chiaro che “ciò di cui i colombiani hanno bisogno e chiedono in questo momento è solo un’occupazione lavorativa”.

La nuova riforma propone, inoltre, strategie di austerità nella spesa pubblica, tasse aggiuntive per il settore finanziario di tre punti percentuali fino al 2025, nonché diversi strumenti per riattivare l’economia.

Le proteste del 20 luglio sono state inferiori rispetto a quelle di aprile e maggio, che si erano generate da un iniziale progetto di riforma fiscale, promosso dal presidente latino-americano. Gran parte dei lavoratori, degli studenti e dei membri della comunità indigena avevano ritenuto che l’iniziativa legale andasse a svantaggio della classe media e fosse inappropriata nel mezzo di una crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus. Le manifestazioni, che hanno provocato centinaia di morti e di feriti nonché denunce di abusi da parte della polizia, avevano portato anche alle dimissioni dell’allora ministro delle Finanze, Alberto Carrasquilla. Nonostante il presidente colombiano avesse ritirato l’iniziale riforma fiscale, le manifestazioni sono continuate nelle principali città della Colombia.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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