Sri Lanka: il Parlamento approva lo stato d’emergenza

Pubblicato il 7 settembre 2021 alle 13:27 in Asia Sri Lanka

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Il 7 settembre, il Parlamento dello Sri Lanka ha approvato lo stato di emergenza dichiarato dal presidente, Gotabaya Rajapaksa, il quale ha definito la misura necessaria per controllare i prezzi del cibo e prevenire l’accaparramento in caso di carenza di alcuni generi di prima necessità, incontrando, però, le critiche dell’opposizione.

Il Parlamento ha approvato misure introdotte dal governo lo scorso 31 agosto, in base alle quali sono stati conferiti ampi poteri ai funzionari di governo che potranno sequestrare le scorte di cibo detenute dai commercianti e arrestare le persone che accumulano beni essenziali. Le nuove regolamentazioni consentiranno poi al governo di fissare prezzi controllati. Rajapaksa ha anche nominato un alto ufficiale dell’Esercito come commissario generale dei servizi essenziali per coordinare la fornitura di riso, riso, zucchero e altri beni di consumo.

I legislatori dell’opposizione hanno affermato che la dichiarazione di emergenza non è necessaria perché altre leggi possono essere utilizzate per mantenere le forniture essenziali e le dure regole di emergenza potrebbero, invece, essere utilizzate per imporre il silenzio ai critici.  La legge di emergenza consentirebbe, ad esempio, alle autorità di detenere persone senza mandato, sequestrare proprietà, entrare e perquisire qualsiasi locale, sospendere le leggi ed emettere ordini che non possono essere contestati in tribunale.

I legislatori del partito di governo hanno però affermato che l’emergenza è stata dichiarata solo perché le altre opzioni disponibili non funzionavano, aggiungendo che il governo non intende utilizzare i regolamenti di emergenza contro gli oppositori. Lo Sri Lanka è stato governato in stato di emergenza per gran parte degli ultimi 50 anni, poiché ha attraversato due insurrezioni marxiste e una guerra civile decennale. Le autorità sono state spesso accusate di usare tali regole per sopprimere gli oppositori.

Il 31 agosto scorso, Rajapaksa aveva dichiarato l’emergenza e la Costituzione prevede che essa venga approvata entro 14 giorni dal Parlamento, che si compone di 225 membri e nel quale il partito di governo ha più di 150 seggi. La risoluzione ha ricevuto 132 voti a favore e 51 contrari. Nelle ultime settimane c’è stata carenza di beni di prima necessità come zucchero, latte e gas per cucinare. Il governo ha affermato che tali carenze siano state create artificialmente da accaparratori.

Oltre alla crisi determinata dalla mancanza dei beni di prima necessità, Le riserve estere dello Sri Lanka, invece, sono scese a 2,8 miliardi di dollari alla fine di luglio 2021, dai 7,5 miliardi di dollari di novembre 2019 quando il governo di Rajapaska era entrato in carica. Al contempo, la moneta locale, la rupia, ha perso più del 20% del suo valore rispetto al dollaro USA nello stesso periodo.

Lo scorso 27 luglio, analisti citati da Reuters, avevano avanzato l’ipotesi che lo Sri Lanka potrebbe dirigersi verso il suo primo default sovrano, visto lo stato delle sue finanze. Lo Sri-Lanka avrebbe mostrato più segni in tale direzione quali il fatto che le obbligazioni siano a quasi la metà del loro valore nominale, i livelli di debito in rapporto al PIL sarebbero superiori al 100%, oltre l’80% delle entrate del governo siano spese solo per il pagamento degli interessi e le riserve siano a malapena sufficienti per coprire pochi mesi di spesa. Secondo Reuters, le probabilità che la Nazione insulare possa far fronte a tali problemi da sola sembrerebbero scarse, soprattutto alla luce del fatto che la pandemia di coronavirus ha indebolito l’industria del turismo e ha limitato le rimesse che gli espatriati stanno inviando in Sri Lanka dall’estero.

Dal punto di vista economico, nel 2020, il PIL ha subito una contrazione del 3,6% a causa della pandemia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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