Seoul testa missili balistici lanciati da sottomarini

Pubblicato il 7 settembre 2021 alle 11:26 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Sud ha testato per la prima volta un missile balistico lanciato da un sottomarino (SLBM), diventando il primo Paese non dotato di armi nucleari a sviluppare tale capacità, secondo quanto riferito il 7 settembre.

Secondo fonti militari, un nuovo sottomarino Dosan Ahn Chang-ho ha effettuato il test la scorsa settimana, dopo che operazioni simili sono state condotte da una nave sommersa ad agosto 2021. Dopo ulteriori prove, lo SLBM della Corea del Sud sarà prodotto in serie per consentirne l’utilizzo. Secondo quanto riferito da South China Morning Post, il missile in questione sarebbe una variante dell’Hyunmoo-2B della Corea del Sud, che ha una gittata di circa 500 km. Lo SLBM sarebbe stato chiamato in codice Hyunmoo 4-4 e sarà dotato di testate convenzionali.

Il Ministero della Difesa non ha commentato la notizia, adducendo motivi di sicurezza.

Intanto, il 6 settembre, il governo di Seoul ha stanziato quasi 1,5 trilioni di won, pari a circa 1,3 miliardi di dollari, per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie di difesa per il 2022, in una richiesta di bilancio presentata al Parlamento. Se approvato, il progetto di spesa rappresenterebbe un aumento del 76% del budget di ricerca dell’Amministrazione del programma di acquisizione della Difesa, che verrà utilizzato per “sviluppare attivamente tecnologie future all’avanguardia”.

Oltre alla Corea del sud, gli SLBM sono stati sviluppati da altri sette Paesi, inclusi Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, India e Corea del Nord. La Corea del Sud ha sviluppato missili sempre più potenti progettati per colpire i bunker e i tunnel fortificati della Corea del Nord, cercando al contempo di ridurre la sua dipendenza dagli Stati Uniti, che hanno schierato migliaia di soldati nella Penisola dalla guerra di Corea.

Il successo del test dello SLBM della Corea del Sud è arrivato in concomitanza con i preparativi della Corea del Nord per una parata militare, spingendo la Corea del Sud e gli Stati Uniti a intensificare la sorveglianza. Il 7 settembre, il portavoce dell’Esercito Sud-coreano, il colonnello Kim Jun-rak, ha affermato che le forze armate del Paese stanno seguendo da vicino i preparativi del Nord per eventi su larga scala come una parata, sotto lo stretto coordinamento tra le autorità di intelligence della Corea del Sud e degli Stati Uniti.

Due immagini satellitari del 31 agosto hanno mostrato centinaia di veicoli parcheggiati nei parcheggi a Nord-Ovest rispetto alla piazza d’armi Mirim a Pyongyang, e migliaia di truppe in formazione vicino all’area. Quest’ultima secondo 38 North, un sito web statunitense che monitora la Corea del Nord, riprodurrebbe piazza Kim Il-sung. Per più osservatori, la Corea del Nord dovrebbe organizzare una grande parata militare il 10 ottobre per celebrare il 76esimo anniversario del Partito dei lavoratori della Corea. Tuttavia, alcuni analisti hanno affermato che la parata potrebbe celebrare, invece, il 73esimo anniversario dell’istituzione del governo della Corea del Nord, che cadrà giovedì 9 settembre.

Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace, in quanto, dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato ma, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace. Il confine tra i due Paesi è il più militarizzato al mondo e, in corea del Sud, sono presenti circa 28.500 soldati statunitensi per scoraggiare potenziali aggressioni da parte della Corea del Nord.

Nel corso del 2020, le relazioni tra la Corea del Sud e la Corea del Nord avevano visto un progressivo peggioramento, nell’ambito del quale la seconda aveva dapprima interrotto la linea diretta di comunicazione tra i due eserciti, il 9 giugno, e poi aveva fatto esplodere l’edificio in cui era situato l’ufficio di collegamento infra-coreano, nella città nordcoreana di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il 16 giugno 2020. Tale struttura fungeva da ambasciata de facto tra i governi di Seoul e Pyongyang ed era stata istituita il 14 settembre 2018, in un momento di distensione nei rapporti bilaterali.

Un segnale di miglioramento di tale quadro è stato registrato lo scorso 27 luglio, quando Seoul e Pyongyang hanno deciso di ripristinare le linee di comunicazione che erano state precedentemente interrotte. Tuttavia, le successive esercitazioni militari della Corea del Sud con gli USA avrebbero frenato tale slancio positivo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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