Kazakistan: annunciate esercitazioni militari dei Paesi membri della CSI

Pubblicato il 7 settembre 2021 alle 6:44 in Kazakistan Russia

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Il Ministero della Difesa dal Kazakistan ha annunciato, lunedì 6 settembre, che i Paesi membri della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) terranno esercitazioni militari di difesa aerea in occasione dell’evento Combat Commonwealth-2021.

A riportare la notizia, il medesimo lunedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. L’evento in questione, Combat Commonwealth-2021, sarà ospitato dal Kazakistan e si svolgerà, dal 14 al 25 settembre, presso la base militare kazaka di Sary-Shagan, situata nella regione Centrale di Karaganda. Le manovre avranno inizio nella “fase attiva” delle esercitazioni, dove saranno coinvolti oltre 1.300 soldati e un totale di 400 armi e attrezzature militari speciali. Tra queste, sono stati menzionati i sistemi di difesa missilistica aerea S-300PS, S-75, S-125, Kub e Buk-M2E, dispositivi di Electronic Warfare (EW), caccia Su-30SM e Su-27, nonché velivoli da trasporto militare S-295. Altri aerei da trasporto che saranno dispiegati nel corso delle manovre saranno gli ultimi modelli L-39, Mi-171Sh e EU-145, e droni di ultima generazione.

Nel corso della fase attiva, che avrà inizio il 14 settembre, le unità di difesa aerea effettueranno esercitazioni di tiro da sistemi missilistici antiaerei, nonché voli di addestramento con l’uso di armi aeronautiche prendendo di mira ipotetici bersagli aerei e terresti. A fornire maggiori informazioni sulle manovre è stato il capo di Stato Maggiore dell’Air Force del Kazakistan, Fazylolla Badenov, il quale ha spiegato che lo scopo delle esercitazioni sarà di migliorare l’operatività degli organi di comando e di controllo militare, nonché la reattività delle divisioni dei Paesi CSI. Il personale militare di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Tagikistan e Kirghizistan ha aderito alle esercitazioni congiunte Combat Commonwealth-2021.

La Comunità degli Stati Indipendenti è stata istituita, l’8 dicembre 1991, con la firma dell’Accordo di Belavezha. È un’organizzazione internazionale composta da 9 delle 15 Repubbliche Sovietiche, quali l’Armenia, l’Azerbaigian, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Moldavia, la Russia, il Tagikistan e l’Uzbekistan. L’intenzione degli Stati fondatori era quella di dar vita a una nuova unione, basata però su un diverso rapporto tra Mosca e le altre capitali. Nel suo tentativo di condividere le scelte nel campo della politica estera, economica e militare, gli esperti hanno affermato che la Russia avrebbe voluto evitare che i Paesi a lei vicini avessero stretto alleanze con la NATO.

Di tutti gli Stati membri, 8 partecipano all’area di libero scambio. Esistono poi altre tre diverse organizzazioni, nate sotto l’ombrello della CSI. L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) è un’alleanza militare di natura difensiva creata il 15 maggio 1992, mentre l’Unione Economica Euroasiatica (UEE) e l’Unione Doganale Eurasiatica sono strutturate sui modelli di integrazione economica dell’Unione Europea. Queste ultime due sono frutto del recente tentativo da parte degli Stati membri di stringere ancor di più le relazioni, creando un’unione politico-economica oltreché militare. Nel corso degli anni, Georgia e Ucraina hanno ritirato la loro partecipazione alla Comunità, a causa dei conflitti militari scoppiati con la Russia rispettivamente nel 2008 e nel 2014.

L’Unione Economica Euroasiatica, istituita nel gennaio 2015, è uno spazio comune dotato di controlli doganali che hanno lo scopo di favorire l’integrazione commerciale tra gli Stati membri della CSI. Secondo i dati ufficiali dell’organizzazione, l’UEE si estende su più del 14% della superficie globale e include 184,3 milioni di persone. L’industria energetica gioca un ruolo di importante nell’UEE, che produce, in totale, il 15% della produzione globale di petrolio, per un valore di 652,1 milioni di tonnellate. Detiene la quota del 19,5% della produzione globale di gas, per una somma di 795,3 milioni di metri cubi e 1287,8 milioni di Kilowatt, che corrisponde al 5% globale. Per quanto riguarda il PIL, l’UEE detiene il 3,2% del PIL mondiale, il 2,2% della produzione industriale globale e il 2,8% degli export mondiali.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione