Guinea: i militari cominciano a subentrare ai civili

Pubblicato il 7 settembre 2021 alle 18:10 in Africa Guinea

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I militari che hanno effettuato il colpo di stato in Guinea hanno consolidato la presa del potere con l’insediamento di ufficiali dell’esercito ai vertici delle otto regioni e dei vari distretti amministrativi del Paese. Nel frattempo, gli Stati dell’Africa occidentale hanno minacciato sanzioni per il rovesciamento del presidente Alpha Conde, che stava affrontando il suo terzo mandato dopo aver modificato i limiti imposti dalla Costituzione per consentirlo. I leader regionali si incontreranno per discutere della situazione nel Paese domani, mercoledì 8 settembre. 

Il colonnello golpista, Mamady Doumbouya, ex ufficiale della Legione straniera francese, ha promesso un governo di transizione di unità nazionale e una “nuova era per la politica e lo sviluppo economico”, ma non ha ancora spiegato esattamente cosa ciò comporterà né in quanto tempo avverranno i cambiamenti. La capitale, Conakry, è tornata alla calma dopo il golpe di domenica 5 settembre e alcuni dei posti di blocco militari sono stati rimossi. Martedì 7 settembre, il traffico era normale nel centro amministrativo della capitale, la penisola di Kaloum.

Nel frattempo, tuttavia, nelle regioni e nei distretti del Paese sta avvenendo il passaggio da funzionari civili a funzionari militari. La televisione di stato ha trasmesso martedì le immagini del generale Aboubacar Diakite, mentre subentra al governatore civile, Sadou Keita, a Kankan, la regione che è stata la roccaforte elettorale di Conde. Nella regione di Labe, nel Nord, i soldati hanno rimosso una fotografia di Conde dalle pareti dell’ufficio del governatore Elhadj Madifing Diane mentre veniva incaricato, al suo posto, un tenente colonnello.

Il colpo di stato, pur condannato a livello internazionale, ha ricevuto approvazione da parte di molti all’interno del Paese. Tuttavia, ha preoccupato non poco il settore minerario. I golpisti, pertanto, hanno voluto soprattutto rassicurare gli investitori, sottolineando che le esportazioni di minerali dalla Guinea non sarebbero state tagliate. Il Paese detiene le più grandi riserve di bauxite al mondo, un minerale utilizzato per produrre alluminio. Lunedì 6 settembre, i prezzi del metallo sono saliti ai massimi da 10 anni, anche se non ci sono stati segni di interruzioni dell’offerta. Nel tentativo di placare i timori, Doumbouya ha dichiarato che i confini marittimi resteranno aperti, così da poter continuare l’esportazione dei minerali. Il coprifuoco notturno, inoltre, è stato rimosso nelle aree minerarie. “Posso assicurare ai partner commerciali ed economici che le attività continueranno normalmente nel Paese. Chiediamo alle compagnie minerarie di continuare le loro attività”, ha affermato il colonnello.

Il progetto del produttore cinese di alluminio Chalco continua ad andare avanti normalmente. Anche le due società australiane di esplorazione di bauxite e oro, Lindian Resources e Polymetals Resources, hanno affermato, martedì, che le loro attività non sono state intaccate. La Russia ha dichiarato che sta seguendo da vicino la situazione politica della Guinea e ha sottolineato che spera che gli interessi economici di Mosca, che includono tre importanti miniere di bauxite e una raffineria di alluminio, non ne risentano. 

Il presidente Conde aveva vinto un terzo mandato presidenziale, in un’elezione fortemente contestata, lo scorso ottobre, dopo aver approvato una nuova Costituzione, nel marzo 2020, che gli aveva permesso di eludere il limite di due mandati presidenziali consecutivi. La decisione aveva scatenato accese proteste nella capitale e nei dintorni e decine di persone erano state uccise durante le manifestazioni, spesso finite in scontri con le forze di sicurezza. Centinaia di abitanti erano stati arrestati. Ciononostante, Conde, 83 anni, si era insediato nuovamente come presidente del Paese il 7 novembre dello scorso anno. Lui stesso ex attivista dell’opposizione, è diventato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea, nel 2010, venendo rieletto per la seconda volta nel 2015. I critici lo accusano di aver virato verso l’autoritarismo durante gli anni della sua presidenza. Gran parte del malcontento nei confronti di Conde deriverebbe poi dalla sua scarsa capacità di unire la popolazione, dove la maggior parte degli abitanti è di etnia Fulani ma governata dalla minoranza etnica Malinke. Tuttavia, anche il colonnello Doumbouya fa parte di quest’ultimo gruppo.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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