Cina-Italia: vertice telefonico tra Xi e Draghi

Pubblicato il 7 settembre 2021 alle 16:28 in Cina Italia

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Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente cinese, Xi Jinping, il 7 settembre. Come riferito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, i due hanno parlato degli ultimi sviluppi della crisi afghana, dei canali di cooperazione internazionale per farvi fronte, tra cui il G20 e della collaborazione tra i due Paesi.

Parlando delle relazioni Cina- Italia, Xi ha sottolineato il loro profondo fondamento storico e ha ribadito che la cooperazione tra i due Paesi ha portato benefici ad entrambi, ricordando poi l’apprezzamento reciproco esistente a livello culturale e il sostegno fornito l’un l’altro in momenti di difficoltà. Xi ha affermato che la Cina intende collaborare con l’Italia per far progredire lo sviluppo del partenariato strategico globale Cina-Italia in una direzione corretta, sulla base del rispetto reciproco, mantenendo l’amicizia bilaterale, approfondendo la cooperazione reciprocamente vantaggiosa e fornendo un esempio per lo sviluppo di relazioni tra Paesi con sistemi e culture diversi. Per Xi, Cina e Italia dovrebbero fare della realizzazione congiunta delle Nuove Vie della Seta una guida per promuovere la cooperazione in vari ambiti. Xi ha poi affermato di sperare che l’Italia svolga un ruolo positivo nel promuovere lo sviluppo sano e stabile delle relazioni tra la Cina e l’Unione europea (UE). Xi ha poi ricordato le celebrazioni per l’Anno della cultura e del turismo Cina-Italia nel 2022 e ha affermato che Pechino e Roma devono sostenersi a vicenda per ospitare le Olimpiadi invernali di Pechino del 2022 e le Olimpiadi invernali di Milano del 2026.

Secondo quanto riferito da parte cinese, Draghi ha affermato che le relazioni Italia-Cina stanno avendo un buono sviluppo e che la parte italiana attribuisce grande importanza al partenariato strategico globale con quella cinese. Roma spera di rafforzare la cooperazione bilaterale con Pechino in vari campi.

In merito allo scenario globale, Xi ha sottolineato che la Cina apprezza il ruolo svolto dall’Italia nella promozione della cooperazione globale in materia di salute pubblica e di economia in qualità di presidente di turno del G20. A tal proposito, Xi ha dichiarato che il G20, in quanto piattaforma principale per la cooperazione economica internazionale, dovrebbe attenersi al vero multilateralismo, promuovere uno spirito di solidarietà e cooperazione e aumentare il consenso sulla lotta all’epidemia. Oltre a questo, per Xi, il G20 ha dovrebbe lavorare per ripristinare l’economia mondiale, promuovere uno sviluppo inclusivo e sostenibile, guidare verso la giusta direzione la governance globale e collaborare per affrontare le sfide comuni. La Cina ha dichiarato che continuerà a sostenere l’Italia durante tutto il suo periodo di presidenza del G20 e sosterrà l’iniziativa italiana per ospitare il vertice del G20 di Roma.

Draghi ha affermato che l’Italia apprezza il sostegno della Cina alla presidenza italiana del G20 e gli sforzi e i contributi cinesi per affrontare il cambiamento climatico. Draghi ha sottolineato di attribuire grande importanza all’influenza della Cina sulla questione dell’Afghanistan e spera di lavorare a stretto contatto con la Cina sulla cooperazione in ambiti multilaterali come il G20.

Come riferito lo stesso 7 settembre dal ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio,l’Italia sta verificando condizioni, modalità e tempistiche per un vertice straordinario dedicato all’Afghanistan. Qui, il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afghana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi negli Emirati Arabi Uniti.  Il successivo 31 luglio, poi, le truppe statunitensi hanno concluso il loro ritiro dall’Afghanistan.

La Cina non ha ancora riconosciuto i talebani come leader ufficiali dell’Afghanistan ma, dalla presa di Kabul, ha deciso di lasciare aperta la propria ambasciata nella capitale afghana, dopo aver rimpatriato gran parte dei cittadini cinesi prima di tale data. Al contempo, Pechino ha mantenuto attivi i canali di dialogo con i talebani, i quali erano stati ricevuti in Cina il 28 luglio scorso dal ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

  

di Redazione

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