Afghanistan: i nomi chiave del governo provvisorio dei talebani

Pubblicato il 7 settembre 2021 alle 17:29 in Afghanistan Asia

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Il 7 settembre, i talebani hanno annunciato un nuovo governo ad interim per l’Afghanistan, con il mullah Mohammad Hassan Akhund come primo ministro e il mullah Abdul Ghani Baradar, co-fondatore del gruppo, come suo vice.

La notizia è stata riferita in una conferenza stampa dal portavoce talebano, Zabihullah Mujahid. Questo ha sottolineato che si tratta di un esecutivo provvisorio, evidenziando il fatto che molte delle cariche rimangono da assegnare. Per il momento, è stato annunciato che il mullah Akhund sarà premier, mentre Baradar sarà il suo primo vice e Mawlavi Hannafi il secondo vice-premier. Il mullah Yaqoob, figlio del mullah Omar, sarà ministro della Difesa. Il ministro dell’Interno sarà Sirajuddin Haqqani. Non è chiaro quale ruolo nel governo sarà assegnato al Mullah Haibatullah Akhundzada, il massimo leader talebano, che non è stato visto né sentito in pubblico dalla presa di Kabul del 15 agosto. 

Il mullah Mohammad Hassan Akhund è attualmente il capo del potente organo decisionale dei talebani, il Rehbari Shura o Consiglio Direttivo. L’uomo viene da Kandahar, una provincia meridionale dell’Afghanistan considerata la culla dei talebani, ed è stato tra i fondatori del movimento armato. Anche il mullah Abdul Ghani Baradar è uno tra i co-fondatori dell’organizzazione e, al momento, è a capo dell’ufficio politico del gruppo. Alla luce di tale ruolo, ha fatto parte del team per i negoziati di Doha per la pace intra-afghana e ha rappresentato il gruppo in occasione di incontri con Paesi esteri. 

Uno dei nomi che più è discusso dalla stampa internazionale è quello di Sirajuddin Haqqani, che sarà ministro dell’Interno. L’uomo circa 45 anni, è ricercato dall’FBI per presunte connessioni con un attacco che ha preso di mira un hotel a Kabul, a gennaio del 2008, e che ha causato la morte di sei persone, tra cui un cittadino statunitense. Il Federal Bureau of Investigation degli USA ritiene che Haqqani abbia coordinato e partecipato ad attacchi transfrontalieri contro gli Stati Uniti e le forze della coalizione in Afghanistan. L’uomo è sospettato di possibile coinvolgimento nella pianificazione di un attentato contro l’allora presidente afghano, Hamid Karzai, nel 2008. 

Non solo, il prossimo ministro dell’Interno afghano è anche il leader della “Rete Haqqani” e figlio del fondatore. Negli anni Ottanta, Jalaluddin Haqqani era già emerso quale leader della guerriglia nell’ambito della campagna statunitense contro le forze sovietiche. Successivamente, si alleò con i talebani, iniziando ad attaccare le truppe statunitense dopo l’intervento degli USA del 2001. La Rete Haqqani divenne progressivamente sempre più complessa e organizzata, compiendo attacchi contro i soldati statunitensi, contro l’esercito afghano e contro i civili. 

Prima della sua morte, il leader aveva lasciato la guida del gruppo al figlio Sirajuddin Haqqani che era noto per essere stato integrato nella leadership dei talebani. Gli USA e il governo afghano hanno a lungo sostenuto che il gruppo abbia operato con il supporto dei servizi di intelligence di Islamabad. Tali indiscrezioni sono state smentite dal Pakistan che, al contrario, ha dichiarato che l’organizzazione è legata alla CIA. La rete Haqqani è stata inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere dagli Stati Uniti nel settembre 2012. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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