L’opposizione e il governo del Venezuela concludono il dialogo in Messico

Pubblicato il 6 settembre 2021 alle 10:56 in America Latina Venezuela

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Il Governo e l’opposizione del Venezuela sono in Messico per riprendere il nuovo ciclo di negoziati, il cui obiettivo principale è quello di stabilire delle garanzie per la partecipazione dei partiti contrari al presidente del Paese, Nicolás Maduro, alle elezioni regionali di novembre. Il dialogo, che è iniziato il 3 settembre e durerà fino al 6, è stato facilitato dalla Norvegia con il sostegno del Messico.

Di questo secondo incontro si è solo saputo che il Governo ha considerato la revoca delle sanzioni internazionali “un elemento centrale” per il Venezuela, avendo causato danni economici “rilevanti”. La delegazione dell’opposizione ha invece sottolineato l’importanza di garantire elezioni presidenziali e legislative libere e trasparenti.

Dopo il suo arrivo all’aeroporto di Città del Messico, Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale, ha dichiarato di avere “grandi aspettative” in questa fase dei negoziati. “Speriamo di raggiungere accordi importanti per il bene del Paese”, ha dichiarato il deputato dell’opposizione Luis Aquiles Moreno, del partito Azione Democratica.

Maduro ha assicurato che le discussioni con l’opposizione, iniziate il 13 agosto, “hanno già avuto successo” e ha celebrato la firma del memorandum che ha dato ufficialmente inizio alla trattativa di pace. La firma del documento ha segnato la conclusione di oltre sei mesi di dialogo tra il Governo del Paese latino-americano e l’opposizione. “I colloqui di pace tra il Venezuela e i settori estremisti della destra sono cominciati bene”, ha assicurato il presidente, sottolineando che il protocollo d’intesa si è soffermato su diversi punti.

Sulla base di quanto firmato il 13 agosto, le discussioni hanno incluso la rinuncia alla violenza, il risarcimento delle vittime, la protezione dell’economia nazionale, le misure di protezione sociale e il riconoscimento delle legittime autorità del Venezuela che, secondo il capo di Stato venezuelano, si manifesta con la firma del presidente del Parlamento come plenipotenziario dell’Esecutivo, e del coordinatore dell’opposizione, Gerardo Blyde.

Il presidente latino-americano non ha tuttavia fatto riferimento a una quarta condizione che lui stesso ha sollevato il primo giugno, quando ha affermato che le trattative con l’opposizione dovrebbero essere pubbliche affinché il Paese possa conoscerne tutti i dettagli. “Le negoziazioni devono essere un atto pubblico, con telecamere e giornalisti, con dichiarazioni, immagini e trasparenza. Il Paese deve conoscere i dettagli “, ha comunicato il presidente durante un atto del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).

L’ultima volta che il Governo e l’opposizione venezuelana si sono seduti a un tavolo di negoziazione è stato alle Barbados nel 2019, sponsorizzato anche dalla Norvegia. Questi colloqui si sono tuttavia conclusi senza il raggiungimento di accordi tra le parti.

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Juan Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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