Iraq: Total investe 27 miliardi di dollari in petrolio, gas ed energia solare

Pubblicato il 6 settembre 2021 alle 15:15 in Iraq Medio Oriente

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L’Iraq e la compagnia petrolifera francese Total hanno siglato un accordo da 27 miliardi di dollari, volto a realizzare quattro progetti nel Sud del Paese. Per il Ministero del Petrolio iracheno, si tratta del maggior investimento di una compagnia occidentale nel Paese.

L’accordo è stato siglato, a Baghdad, il 5 settembre dal ministro del Petrolio iracheno, Ihsan Abdul Jabbar, e dal capo di TotalEnergies, Patrick Pouyanne. “La sfida che dovremo affrontare è realizzare questi progetti”, ha dichiarato Jabbar, con riferimento ai piani delineati, i quali si prevede contribuiranno a investire nel potenziale iracheno di gas e petrolio e, in parte, a ridurre la dipendenza di Baghdad dai combustibili fossili. Un funzionario di Total ha dichiarato, durante la cerimonia della firma dell’accordo, che la società stanzierà, in un primo momento, 10 miliardi di dollari e che i lavori dovrebbero iniziare immediatamente per poi “mobilitare le squadre” entro fine 2021.

Sono quattro i progetti da realizzare. Il primo mira a convogliare l’acqua di mare dal Golfo ai giacimenti petroliferi del Sud dell’Iraq, per poi impiegarla nelle operazioni di estrazione di petrolio dai depositi sotterranei. In tal caso, la capacità di produzione dovrebbe raggiungere i 7,5 milioni di barili d’acqua al giorno. Un secondo progetto prevede la costruzione di un parco solare ad Artawi, vicino al porto meridionale di Bassora, mentre gli altri due si concentrano sull’estrazione e lo sfruttamento del gas nelle regioni meridionali, ricche di giacimenti di combustibili fossili, con particolare riferimento agli impianti di West Qurna 2, Majnoon, Artawi, Tuba e Luhais. Lo scopo è investire il gas bruciato dai giacimenti petroliferi, producendo una quantità di condensato stimata in 12.000 barili al giorno e producendo una quantità di GPL stimata in 3.000 tonnellate giornaliere, da indirizzarsi al mercato locale. In tal modo, a detta del ministro iracheno, l’Iraq sarà in grado di ridurre le importazioni di gas iraniano con gas prodotto localmente, a un costo addirittura inferiore. Si prevede di passare da 8 dollari per milione di BTU a 1,50 dollari.

Secondo quanto rivelato da fonti irachene, i pannelli solari installati ad Artawi serviranno a produrre fino a 1000 megawatt di elettricità, l’equivalente dell’energia prodotta da un reattore nucleare, e ciò senza che “l’Iraq paghi nulla”. Inoltre, l’energia elettrica avrà un costo pari al 45% in meno rispetto a quella prodotta dalle altre centrali impiegate sinora. Ad Artawi si prevede altresì di incrementare la produzione di greggio dal giacimento omonimo. L’obiettivo è passare dagli 85.000 barili attuali a 210.000, a detta di Jabbar. In generale, ciascun progetto includerà l’introduzione di tecnologie moderne, la formazione del personale iracheno e opportunità di lavoro ai cittadini iracheni, pari a quasi 50.000 posti in una prima fase.

Baghdad importa circa 50 milioni di piedi cubi di gas al giorno dall’Iran, per colmare le proprie carenze e per generare circa 3.300 megawatt di elettricità, con una spesa pari a quasi 2 miliardi di dollari all’anno. Nonostante ciò, l’Iraq, definito il secondo maggiore produttore tra i membri OPEC, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, deve far fronte a frequenti blackout, derivanti da quantità di energia elettrica e investimenti in impianti consunti non sufficienti a soddisfare le esigenze del Paese, mentre spesso deve fronteggiare anche una riduzione delle esportazioni iraniane. Il Ministero dell’elettricità iracheno ha affermato che le forniture di gas da parte di Teheran alle regioni centrali e meridionali sono diminuite da 49 milioni a 8 milioni di metri cubi al giorno, il che ha portato a perdite per la rete elettrica nazionale irachena di circa 5.500 megawatt. Il crollo dei prezzi di petrolio del 2020, poi, non ha consentito a Baghdad di far fronte alle spese necessarie alle attività di manutenzione ed espansione del sistema elettrico, a lungo trascurato, mentre le interruzioni di corrente hanno innescato proteste che hanno nuovamente minacciato la già precaria stabilità del governo.

Non da ultimo, entro la fine del decennio, è previsto un aumento del 50% della domanda di energia elettrica, il che ha portato Baghdad a pensare a soluzioni a lungo termine. I progetti delineati con Total rispondono non solo a comare le difficoltà in termini di gas ed elettricità, ma a raggiungere anche altri obiettivi, tra cui produrre il 20-25% di energia da fonti rinnovabili, entro il 2027, e aumentare la produzione di petrolio a 8 milioni di barili al giorno entro la fine dello stesso anno.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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