Guinea: forze speciali dell’esercito portano a termine un colpo di stato

Pubblicato il 6 settembre 2021 alle 9:14 in Africa Guinea

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Il capo delle forze speciali militari della Guinea, il tenente colonnello Mamady Doumbouya, un ex ufficiale della Legione straniera, ha annunciato alla tv nazionale di aver “sciolto il governo e annullato la Costituzione”, di aver catturato il presidente, Alpha Conde, di aver istituito un coprifuoco nazionale “fino a nuovo avviso” e di aver sostituito i governatori regionali con i militari. Il colpo di stato è iniziato nella mattinata di ieri, domenica 5 settembre, quando raffiche di spari sono state udite nelle strade del quartiere di Kaloum, dove si trovava il presidente. Successivamente, i golpisti hanno proclamato la sua cattura mentre, nelle stesse ore, giungevano dal governo annunci di un tentativo di rivolta respinto con l’arresto di 25 ribelli. Si prevede che oggi, lunedì 6 settembre, i soldati convocheranno i ministri del gabinetto del presidente Conde e altri alti funzionari a Conakry.

“Il dovere di un soldato è salvare il Paese”, ha dichiarato Doumbouya in diretta televisiva, seduto e avvolto in una bandiera guineana affianco ad altri sei soldati in uniforme. “La personalizzazione della vita politica è finita. Non affideremo più la politica a un uomo, la affideremo al popolo”, ha aggiunto, specificando che la Costituzione e il governo sarebbero stati sciolti e le frontiere chiuse per una settimana. Doumbouya, che guida un’unità delle forze speciali dell’esercito, ha affermato di agire nel migliore interesse della nazione, dal momento che, ha sottolineato il tenente colonnello, non sono stati fatti progressi economici significativi dall’indipendenza del Paese dalla Francia, nel 1958. “Se vedi lo Stato delle nostre strade, se vedi lo Stato dei nostri ospedali, ti rendi conto che dopo 72 anni è ora di svegliarsi”, ha affermato Doumbouya. 

Gli eventi hanno suscitato preoccupazione e condanna da parte di osservatori regionali e internazionali. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto fermamente contrario a “qualsiasi acquisizione del governo con la forza” e ha chiesto l’immediato rilascio di Condé. La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ha minacciato di imporre sanzioni dopo quello che il suo presidente, il presidente del Ghana Nana Akuffo-Addo, ha definito un tentativo di colpo di stato, mentre l’Unione africana ha affermato che si riunirà con urgenza e adotterà “misure appropriate”. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che la violenza e qualsiasi tipo di misura extra-costituzionale eroderanno le prospettive di pace, stabilità e prosperità della Guinea. In una nota, il Dipartimento di Stato USA ha affermato: “Gli Stati Uniti condannano gli eventi di oggi a Conakry. Queste azioni potrebbero limitare la capacità degli Stati Uniti e degli altri partner internazionali della Guinea di sostenere il Paese mentre percorre un percorso verso l’unità nazionale e verso un futuro più luminoso per il popolo della Guinea”.

Il giornalista guineano, Youssouf Bah, intervistato dal quotidiano Al-Jazeera, ha descritto Doumbouya come un “ufficiale militare popolare tra la maggior parte della guardia presidenziale”. “La città è divisa”, ha aggiunto. “Una parte sostiene i golpisti e l’altra è frammentata in diversi gruppi. Per questo, è molto difficile capire esattamente cosa sta succedendo”, ha osservato.

La notizia del golpe arriva una settimana dopo che il Parlamento nazionale ha votato un aumento del budget per la presidenza e i parlamentari, ma una diminuzione sostanziale per coloro che lavorano nei servizi di sicurezza, come la polizia e i militari. Il presidente Conde aveva vinto un terzo mandato presidenziale, in un’elezione fortemente contestata, lo scorso ottobre, dopo aver approvato una nuova Costituzione, nel marzo 2020, che gli aveva permesso di eludere il limite di due mandati presidenziali consecutivi. La decisione aveva scatenato accese proteste nella capitale e nei dintorni e decine di persone erano state uccise durante le manifestazioni, spesso finite in scontri con le forze di sicurezza. Centinaia di abitanti erano stati arrestati. Ciononostante, Conde, 83 anni, si era insediato nuovamente come presidente del Paese il 7 novembre dello scorso anno. Lui stesso ex attivista dell’opposizione, è diventato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea, nel 2010, venendo rieletto per la seconda volta nel 2015. I critici lo accusano di aver virato verso l’autoritarismo durante gli anni della sua presidenza. Gran parte del malcontento nei confronti di Conde deriverebbe poi dalla sua scarsa capacità di unire la popolazione, dove la maggior parte degli abitanti è di etnia Fulani ma governata dalla minoranza etnica Malinke. Tuttavia, anche il colonnello Doumbouya fa parte di quest’ultimo gruppo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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